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Ambrì Piotta

5 spunti da Ambrì: la firma, un posto a Tapola, 9 valgono 63, attenti a quei due, come a casa

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


1. La firma del coach

La trasferta di Friborgo sembrava arrivare nel momento meno opportuno. Dopo due sconfitte casalinghe, soprattutto contro il Langnau, l’Ambrì aveva perso lucidità e parte di quell’energia che ne aveva caratterizzato l’avvio. L’assenza di Heed aggiungeva poi un’incognita pesante, lasciando una retrovia che sulla carta offriva poche garanzie contro il potenziale offensivo del Gotteron. Ne è invece uscita una delle dimostrazioni più convincenti del lavoro di Tapola.

La firma del coach si è riconosciuta nella compattezza, nella capacità di arrivare per primi sui dischi e nella continuità con cui la squadra ha saputo presentarsi sul ghiaccio molto ben organizzata. Nei primi quaranta minuti i biancoblù hanno concesso appena undici tiri in porta, producendone diciannove. Il Friborgo ha poi concentrato nell’ultimo periodo 19 delle sue 30 conclusioni, rendendo il totale finale meno rappresentativo dell’equilibrio visto per buona parte della serata.

Anche la gestione della difesa merita attenzione. Tutti e sei gli elementi del reparto hanno giocato almeno un quarto d’ora, con minutaggi compresi tra i 15’29 di Zaccheo Dotti e i 23’08 di Pezzullo, passando dai 17’10 di un Terraneo che era sostanzialmente al debutto stagionale. Responsabilità insomma distribuite e fiducia nell’intero gruppo, dentro un’organizzazione che ha permesso a ciascuno di svolgere il proprio compito.

È forse da parecchio tempo che la mano di un coach non appariva così leggibile in una vittoria biancoblù. Al termine di una serata che prometteva di mettere a nudo i limiti della squadra, Tapola ne ha fatto emergere soprattutto la capacità di giocare insieme.

2. Nove valgono settantatré

Per Tim Muggli, nove partite sono bastate a pareggiare quattro stagioni. Con il gol al Langnau e l’assist sul raddoppio di Schnarr a Friborgo, il 23enne è infatti salito a sei punti, esattamente quanti ne aveva raccolti nelle precedenti 73 presenze di regular season tra Zugo e Ambrì. Oggi è il primo marcatore svizzero dei biancoblù, preceduto solamente da Järventie, Joly e Schnarr.

Naturalmente è cambiato anche lo spazio a disposizione, e qui i numeri raccontano bene il suo percorso. Nelle tre partite dell’ultima settimana Muggli ha giocato 39’21, cinque secondi più che nell’intera regular season precedente con l’Ambrì, quando le sue sei presenze gli avevano fruttato appena 39’16 di ghiaccio. Un confronto chiaro, che dà la misura del passaggio da elemento ai margini della formazione a presenza stabile nel lineup Tapola.

Ma quelle opportunità bisogna anche saperle sfruttare. Importante dunque sottolineare come tutti i suoi sei punti siano arrivati a parità numerica, e rapportando la produzione al tempo giocato Muggli è addirittura il miglior giocatore dell’Ambrì con 3,57 punti ogni 60 minuti di gioco, davanti ai 3,00 di Järventie.

Contro il Langnau ha trovato l’unica rete biancoblù, interrompendo un digiuno personale in NL che durava dal 5 gennaio 2025, e ha poi colpito un palo. A Friborgo, accanto a Heim e Miles Müller, ha invece contribuito a formare uno dei blocchi più intraprendenti della serata.

C’è infine un numero che riassume la sua continuità: Muggli era sul ghiaccio per tutti e tre i gol segnati dall’Ambrì nella settimana, chiusa personalmente con un +3, ed il suo bilancio stagionale di +6 è il migliore della squadra. Nove partite restano un primo passo, ma per chi aveva trascorso buona parte della scorsa stagione a Visp, sono già un cambiamento di prospettiva totale.

3. Aggiungi un posto a Tapola

A 35 anni, con oltre 700 partite di regular season alle spalle, per la trasferta di Friborgo Inti Pestoni si è ritrovato a vivere emozioni da esordiente. Il primo esame era stato superato giovedì, con la famosa prova di corsa, ed infatti già venerdì il suo nome era presente nel lineup, prima che si sapesse della squalifica a Borradori.

Il secondo esame è invece avvenuto sul ghiaccio, e anche qui la risposta è stata incoraggiante. Accanto a Kodytek e Joly, il ticinese ha imbastito diversi cambi positivi, sfiorando due volte il gol soprattutto nel primo periodo, ed ha chiuso la sua prova con due tiri in porta e 13 minuti di ghiaccio, senza venir impiegato in powerplay. Tutta la sua partita si è quindi svolta a parità numerica, situazione di gioco dove trovare spazio significa anche sostenere il ritmo e rispettare il sistema dello staff.

La brillantezza è comprensibilmente diminuita con il passare dei minuti, ma per Pestoni è stato un bel passo avanti dopo un’estate diversa dal solito. La sua produzione offensiva è andata calando negli ultimi anni, sino agli appena otto punti dell’ultimo campionato, ma la sua presenza permette comunque all’Ambrì di avere un’opzione diversa sul fronte offensivo.

La sua risposta più matura è però arrivata parlando del coach: “Se fa un’eccezione con” me, perde credibilità”. Insomma, un posto alla tavola di Tapola probabilmente si può ancora aggiungere lavorando come viene richiesto, anche se per restare seduti si dovrà continuare a spingere nella giusta direzione.

4. Fate come a casa vostra

Dopo le sconfitte contro Davos e Langnau, la vittoria di Friborgo ha rafforzato un dato significativo: i biancoblù sono oggi la squadra che ha raccolto più punti in trasferta, 11 in cinque partite, davanti allo Zugo con dieci e agli ZSC Lions con nove, pur ammettendo che gli zurighesi hanno giocato solamente tre volte in trasferta imponendosi sempre.

Il bilancio dell’Ambrì resta comunque notevole, con quattro vittorie su cinque trasferte e la partita di Losanna – comunque ben giocata – a rappresentare l’unica eccezione. Complessivamente dunque quasi l’80% dei 14 punti stagionali è stato conquistato lontano dalla Gottardo Arena, dove il bottino si ferma invece ad appena tre punti in quattro incontri.

Il divario emerge anche nei gol incassati, 2,6 a partita fuori casa contro 4,25 davanti al proprio pubblico. E il powerplay viaggia a due velocità: nelle trasferte ha prodotto quattro reti in dieci opportunità, il 40%, mentre in casa si è fermato a due su quattordici, il 14,3%. Numeri che aiutano a capire come siano arrivati quei punti, oltre alla capacità di affrontare ambienti e situazioni differenti.

Sabato in Leventina arriverà il Berna, ed indubbiamente per l’Ambrì Piotta il prossimo passo sarà quello di sentirsi a casa anche alla Gottardo Arena. Sinora la media punti in Valle è stata di appena 0,75 ad incontro su quattro uscite, troppo poco se si vuole continuare a sorprendere.

5. Attenti a quei due

Il primo centro serve anche a rimettere in ordine le cose quando la squadra perde il filo. A Friborgo Nathan Schnarr è tornato a farlo, dopo due partite nelle quali aveva smarrito parte della precisione mostrata nell’avvio di stagione. Contro il Langnau, in particolare, la battaglia dei centri era stata vinta da Björninen, mentre il canadese si era fermato a cinque ingaggi conquistati su tredici, il 38,5%.

Sabato la risposta è stata netta con 16 ingaggi vinti su 21, il 76,2%, e il fondamentale gol del 2-0 a cinque minuti dal termine. Schnarr ha così restituito all’Ambrì sia un riferimento in tante situazioni di gioco, sia la giocata capace di fare la differenza sul risultato.

In questo lavoro ha avuto un alleato prezioso in Petr Kodytek. Il ceco ha chiuso senza punti e senza tiri in porta, ma ha conquistato nove ingaggi su tredici e giocato 1’53 in boxplay, circa metà del tempo complessivo trascorso dalla squadra in inferiorità. Sommando i due centri stranieri, il bilancio dei faceoff diventa di 25 vinti su 34, il 73,5%. Una statistica che è stata fondamentale in una serata affrontata senza Heed, nella quale gestire bene il puck ha alleggerito anche il lavoro della difesa.

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