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Ambrì Piotta

Pezzullo: “Non diamo colpe al calendario, sappiamo di dover lavorare tanto ogni partita”

Il difensore biancoblù dopo la sconfitta con il Langnau: “Abbiamo comunque avuto le nostre occasioni e non abbiamo mollato, ma ci è mancata un po’ di cattiveria per mettere il disco in rete”

AMBRÌ – L’Ambrì Piotta non è riuscito a tornare a fare punti, cedendo giovedì sera per 5-1 al Langnau alla Gottardo Arena, incassando così il secondo stop consecutivo dopo la sconfitta di martedì contro il Davos. Rocco Pezzullo e compagni restano dunque a quota 11 punti dopo otto partite.

Rocco, siamo severi se diciamo che questa è stata la vostra partita meno brillante dall’inizio della stagione?
“Penso che sia un giudizio severo. Abbiamo comunque avuto le nostre occasioni e i gol subiti sono arrivati in modo un po’ particolare. Il secondo, per esempio, è stato piuttosto rocambolesco e anche un po’ fortunoso. La partita avrebbe potuto girare meglio, perché abbiamo portato tanta energia, creato occasioni e colpito pali e traverse. Se alcuni di quei dischi fossero entrati, sarebbe stata un’altra partita. Il 3-0 all’inizio del secondo tempo ci ha un po’ tagliato le gambe, ma avevamo ancora quasi 40 minuti davanti e non abbiamo mollato. Abbiamo spinto e portato tanto ritmo in zona offensiva, ma ci è mancata un po’ di cattiveria per mettere il disco in rete”.

La sensazione è che sia mancata un po’ di continuità sui 60 minuti e che abbiate giocato soprattutto a fiammate. Sei d’accordo?
“Penso che sia anche umano. Quando incassi due gol abbastanza ravvicinati ti girano un po’, e credo che questo abbia influito. Siamo comunque stati bravi a mantenere un certo ritmo. Sapevamo che loro giocano in un modo particolare, amano tenere il disco e puntano molto sul possesso. Dovevamo quindi prenderli in velocità, entrare in zona e far loro male sfruttando la velocità che abbiamo”.

Avete affrontato molte partite ravvicinate. Un po’ di stanchezza può aver influito rispetto all’intensità mostrata nelle precedenti uscite?
“Penso che il calendario conti poco. Ci prepariamo per il campionato da maggio, quindi ognuno di noi è pronto fisicamente per dare il massimo e il 100% in ogni partita. Non penso che sia una questione fisica, dobbiamo soprattutto sistemare quelle due o tre cose, quei piccoli dettagli che ci sono mancati. Secondo me il calendario non conta niente”.

Anche contro il Davos avevate faticato a entrare in partita. In queste ultime uscite l’approccio iniziale vi sta creando qualche difficoltà?
“Non penso che siamo partiti male prima del loro primo gol. Su quella rete mi sono trovato in un tre contro uno, poi è arrivato anche il 2-0. Come dicevo, quei gol hanno inciso sull’energia della squadra, sulla positività e sull’umore. Ci siamo però risollevati e abbiamo spinto fino alla fine, anche per rispetto dei tifosi che sono venuti a vederci di giovedì sera. Il risultato è ovviamente deludente, ma abbiamo dato tutto quello che avevamo. Sono mancati quei piccoli dettagli, magari davanti alla porta. Con un gol in più la partita sarebbe stata diversa”.

Dopo il 3-0 avete reagito e, una volta trovato l’1-3, avete avuto diversi minuti di pressione. Quanto avrebbe potuto cambiare la partita un secondo gol in quella fase?
“Nel secondo tempo abbiamo spinto tanto e girato l’inerzia a nostro favore, pur essendo sotto 3-0. Abbiamo creato davvero tante occasioni. Nel terzo periodo sono poi stati bravi loro a contenere il nostro ritmo e il nostro gioco, giocando in modo semplice e senza concederci grandi occasioni. Un po’ di merito va quindi anche al Langnau, ma penso che dobbiamo lavorare soprattutto sui dettagli e sull’efficacia davanti alla porta”.

Dopo il buon avvio di stagione, queste ultime sconfitte possono far nascere qualche preoccupazione?
“È ovvio che perdere non sia bello, dà fastidio anche a noi. Sappiamo però di essere una squadra che deve lavorare in ogni partita. Non possiamo aspettarci di vincere al 90%, dobbiamo sempre dare il 100% per mettere in difficoltà l’avversario e portare a casa punti, come abbiamo fatto nelle prime settimane”.

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