
AMBRÌ – È stato un Ambrì Piotta meno brillante del solito, quello uscito sconfitto per 3-0 dalla sfida casalinga contro il Davos. Al gruppo di Tapola non è mancata di certo la volontà di far bene, ma qualche errore di troppo unito ad una certa difficoltà d’esecuzione ha impedito a Kodytek e compagni di fare propria la sfida.
“Non è stata una brutta partita, ma avremmo potuto fare di meglio”, ha commentato a caldo l’attaccante ceco. “Ci sono state fasi nelle quali ci siamo letteralmente addormentati e loro sono stati bravi ad approfittarne. Abbiamo commesso qualche errore di troppo e non siamo stati abili a sfruttare le nostre occasioni”.
Quando parli di errori ti riferisci soprattutto a quel disco perso da Zaccheo Dotti che ha portato al vantaggio grigionese?
“Parlo abbastanza in generale. Trovo che l’approccio al match sia stato positivo, ma con il trascorrere dei minuti siamo andati in difficoltà proprio a causa di qualche sbavatura e di troppe lacune in fase di esecuzione. La percezione che ho avuto, in più di un’occasione, era che la si potesse vincere se solo fossimo riusciti ad applicare al 100% il nostro sistema di gioco. Proprio per questo motivo è scocciante uscirne battuti così”.
Oltre al poco cinismo sotto porta, cos’altro avete fatto meno bene del solito?
“Rispetto alle partite precedenti, siamo stati meno presenti nelle battaglie, abbiamo imposto un minor forecheck e siamo stati più lenti nella manovra. Ci è anche mancata un po’ di freddezza sotto porta o, quantomeno, quella capacità di reagire immediatamente dopo le loro reti, come invece eravamo stati bravi a fare in passato. Trovo anche che siamo stati piuttosto lacunosi nello slot di Aeschlimann, ed è mancata quella cattiveria necessaria per trovare qualche gol sporco. Su questi aspetti possiamo lavorare e, soprattutto, in futuro si tratterà di iniziare meglio le partite, con maggior ritmo ed intensità, altrimenti rischiamo di metterci in difficoltà da soli”.
Hai parlato di una minor velocità nel vostro gioco. Avete forse accusato le fatiche del derby o, più in generale, l’aver giocato con grande intensità 4 partite in 8 giorni?
“Credo che in questo caso possano rientrare sia l’aspetto fisico, sia quello mentale. È possibile che dopo le prove della scorsa settimana si fossero accumulate un po’ di scorie, ma questo non lo possiamo accettare. Il nostro staff tecnico si aspetta che il gruppo sia sempre pronto e proprio per questo la testa deve subentrare e fare la differenza. Darti insomma quella spinta in più che può mancare alle gambe. In fin dei conti si tratta di trovare il modo di vincere, e questo anche se ti ritrovi a corto di ossigeno. Sta a noi trovare le soluzioni ai problemi”.
Tapola vi ha trattenuto a lungo nello spogliatoio. Dopo una sconfitta di questo tipo, in cui avete comunque mostrato una certa generosità e una giusta attitudine, che cosa vi ha detto?
“Ha insistito molto sulla capacità di reagire ai momenti difficili. Per una squadra come la nostra è imprescindibile riuscire a rispondere subito alle reti avversarie. Questo ti permette di rimanere attaccato al tuo avversario e ti mette nella condizione di giocartela il più a lungo possibile, anche se l’altra squadra ha più talento di te. Ecco, contro il Davos questa reazione “immediata” la si è vista meno e per questo ci ha rimproverato. Il risultato era solo 1-0, dunque avevamo le carte in regola per poter reagire e raddrizzare la partita. Così però non è stato e questo è un vero peccato perché avremmo potuto ricavare di più da questa serata”.
Cosa puoi dirci del tuo avvio di stagione? Come valuti il tuo impatto sin qui?
“Non è stato un brutto avvio, ma posso e devo fare molto meglio di così. Chiedo molto a me stesso, tendo a non accontentarmi mai e ad essere molto critico nei miei confronti. Per questo non mi troverai mai soddisfatto del mio rendimento. Voglio aiutare la squadra a vincere, e a volte mostro delle lacune che dovrò imparare a colmare strada facendo. Contro il Davos, ad esempio, ero in pista in entrambe le loro reti. Non sto dicendo che le abbiamo subìte a causa mia, ma certamente avrei potuto fare di meglio per impedir loro di segnare quei gol. Devo migliorare in fase difensiva, incrementare l’intensità delle mie battaglie e continuare a lavorare duramente portando la giusta energia sul ghiaccio. Posso e voglio dare di più”.


