
LUGANO – L’Ambrì continua a far divertire e anche nel primo derby stagionale ha saputo mettere in pista una grande prova, sfociata in una vittoria più che meritata.
I biancoblù hanno dovuto inseguire per due volte nel primo periodo, soffrendo il forecheck del Lugano e faticando ad imporre il proprio sistema di gioco. Poi, però, la partita è cambiata. La squadra di Tapola ha alzato il ritmo, iniziato a mettere pressione nel terzo offensivo e trovato il modo di ribaltare l’inerzia del derby, fino a gestire con maturità il vantaggio nel periodo conclusivo.
“È stata una partita tosta”, ha raccontato Nathan Borradori, autore dell’importantissima rete del 3-3. “Siamo andati sotto per tre volte, ma questo non ci ha scoraggiato. Nel secondo tempo siamo entrati con il piglio giusto, abbiamo giocato con intelligenza e, cambio dopo cambio, abbiamo costruito la vittoria”.
Il primo periodo è stato complicato: il Lugano vi ha messi sotto pressione e in alcuni momenti sembrava poter prendere il largo. Siete però riusciti a limitare i danni. Quanto è stato importante riuscire a rimanere attaccati alla partita?
“Forti del vantaggio casalingo e del pubblico dalla loro parte, sono partiti molto forte. Sono stati bravi a colpire subito, nei primi minuti, ma noi siamo stati altrettanto bravi a reagire immediatamente. Non abbiamo concesso loro il momentum e credo che questo sia un aspetto che dice molto sul carattere di questa squadra. Non era scontato finire in parità il primo tempo e riuscire a rimanere lì ci ha messo nella condizione di giocarcela alla grande e poter ripartire con nuova linfa nel periodo centrale”.
Proprio nel secondo periodo avete cambiato registro, iniziando a imporre il vostro forecheck e a mettere il Lugano in difficoltà. Cosa vi ha detto Tapola durante la pausa? È stato soprattutto merito vostro oppure è il Lugano che ha compiuto un passo indietro?
“Difficile da dire. Il nostro game plan prevede di dare sempre il massimo, cambio dopo cambio, e nel secondo tempo forse siamo riusciti a farlo per davvero. È ciò che Tapola si aspetta da noi ed è quello che abbiamo fatto bene a partire dal ventesimo minuto”.
Nel terzo tempo avete invece mostrato un’altra qualità: saper adattare il vostro sistema, giocando in maniera più prudente, senza sbilanciarvi e concedendo poco al Lugano. Avete gestito il vantaggio con grande maturità, sei d’accordo?
“In partite come questa a contare non è solo l’aspetto atletico, ma anche e soprattutto quello mentale. Siamo riusciti a restare nel nostro game plan. Ne avevamo parlato a lungo prima della partita e sapevamo che sarebbe stato fondamentale riuscire a rispettarlo, applicandolo con furbizia. Questo mi fa dire che questa vittoria ce la siamo meritata grazie ad una grande intelligenza tattica”.

In questo avvio di stagione avete sorpreso per la grande intensità che mettete sul ghiaccio ad ogni cambio. È plausibile pensare di riuscire a garantire questo ritmo sul lungo periodo?
“Preferisco concentrarmi sul presente e non guardare troppo in là. Trovo che abbiamo svolto un’eccellente preparazione fisica nel corso dell’estate. Anche gli allenamenti sono intensi, ci mettono a dura prova, ma sono necessari per poter garantire una buona forma fisica”.
Il tuo gol del 3-3 è stato pesantissimo. Sei ticinese, hai segnato in un derby e fino a un anno fa era praticamente impensabile vederti protagonista in una partita del genere. Che significato ha per te questo momento?
“Significa moltissimo. In quel momento, quando ho visto il disco entrare, ho vissuto tante belle emozioni. Non me l’aspettavo, ma Heed mi ha fatto un ‘cioccolatino’ (ride, ndr.) e io ho dovuto semplicemente buttarla dentro. Gran parte del merito va a lui”.
Giochi stabilmente in linea con Heim e Muggli, e Tapola ha mantenuto invariate anche le altre linee. Quanto vi aiuta, soprattutto per una squadra giovane, avere questa continuità nel lineup?
“È un aspetto che ci aiuta e favorisce il nostro gioco. Anche le altre linee sono rimaste invariate sin dal preseason e questo, dal mio punto di vista, non può che aiutare a trovare stabilità e a rafforzare gli automatismi tra di noi. Più giochi con un compagno di linea, più capisci come gioca e di conseguenza riesci a leggere meglio le sue giocate e ad aiutarlo con i dischi al momento giusto. Credo che questo approccio stia pagando alla grande e sul ghiaccio questa chimica tra di noi è sempre più evidente”.


