
(Photobrusca)
LUGANO – Due volte in svantaggio e alla fine vittorioso all’overtime, il Lugano è stato capace di superare lo Zugo nonostante si sia messo di nuovo il bastone tra le ruote da solo.
Alessio Bertaggia è stato tra i protagonisti con una partita di grande energia e la rete del 2-2 nel terzo tempo, confermando uno stato di forma brillante in questo inizio di stagione: “Mi sento bene, ho potuto lavorare bene d’estate e sto cercando di prendere al massimo ogni indicazione dello staff tecnico, ma poi vanno elogiati anche i miei compagni di linea”.
Alessio Bertaggia, secondo gol in tre partite e un grande lavoro con la quarta linea. Abbiamo ritrovato il Bertaggia dei vecchi tempi a Lugano?
“Semplicemente cerco di fare il mio lavoro al meglio, dare energia e profondità alla squadra, è quello che mi piace fare. Sono contento che in questo momento stia funzionando e stia riuscendo, ma sicuramente si può sempre fare meglio perché penso che nel secondo tempo la prestazione della nostra linea non sia stata delle migliori. Per quanto riguarda me stesso non bisogna dimenticare che ho dei buoni compagni di linea, come Tanner e Zanetti. Tanner va dentro nel gioco e negli spazi, si “sporca sempre il naso” davanti alla porta e per noi vince gli ingaggi, mentre Zanetti con la sua velocità fa spesso la differenza. Per il momento cavalchiamo l’onda e vediamo come procederà, ma cerchiamo anche di restare con i piedi per terra”.
Però è evidente un netto cambiamento rispetto a una scorsa stagione in cui avevo faticato, per vari motivi, a trovare la tua collocazione in squadra…
“Oggi ho sicuramente più consapevolezza di me stesso. L’anno scorso è stato un anno difficile, devo essere onesto, e lo dicevo già all’inizio perché il trasferimento da Ginevra a Lugano è stato particolare. Al mio ritorno non sono riuscito a fare l’estate di qualità che volevo per la preparazione, poi ho avuto un piccolo infortunio all’inizio di agosto e infine anche una commozione cerebrale. Non è stato facile per me, sia fisicamente che mentalmente, mentre oggi sono riuscito a concentrarmi bene sulla preparazione e credo di aver fatto un buon lavoro, e questo chiaramente crea anche un po’ di fiducia per la stagione. Poi ho cercato di lavorare duro, ascoltare quello che vogliono gli allenatori e fare esattamente ciò che mi viene chiesto, e pure qualcosa in più”.
Intanto il Lugano è un po’ un controsenso: miglior difesa a cinque contro cinque ma ha già concesso tre reti in shorthand, facile capire dove sta un problema…
“Siamo contenti di non aver ricevuto troppi gol a cinque contro cinque, i gol in boxplay possono purtroppo capitare, cercheremo di evitare al massimo le penalità inutili. Credo però che quelli più urgenti da sistemare, anche senza volerne fare un caso nazionale, siano ovviamente quelli subiti in powerplay. Alla fine non ho neanche visto e analizzato cosa è successo in queste situazioni, però immagino che i compagni che giocano il powerplay riceveranno una piccola “strigliata” dall’allenatore. Non possiamo permetterci di prendere gol quando siamo in superiorità, ma non lo vedo come un campanello d’allarme. A mio parere è una cosa “facile” da sistemare e lo faremo, ne sono sicuro”.
Quanto può essere importante per la crescita questa vittoria sullo Zugo? Avete affrontato una formazione lanciata rimontando due volte lo svantaggio…
“Sapevamo che lo Zugo era molto lanciato in campionato, ha vinto 5-0 contro il Losanna e poi 6-2 a Davos, è un’ottima squadra e in più contro di noi hanno recuperato anche Hofmann, che è un tassello molto importante per loro.
Però, come hai detto, è importante che andiamo dritti per la nostra strada, che ascoltiamo quello che ci viene chiesto e lavoriamo duro perché alla fine veniamo ripagati da questo”.


