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Ambrì Piotta

Zgraggen: “Ricevere tanto spazio mi sta aiutando a diventare un difensore completo”

Zgraggen ha ottenuto la sua quarta rete: “Voglio contribuire in ogni zona della pista ed essere coinvolto anche in attacco… La velocità del Davos rappresenta una sfida, ma dopo un brutto inizio le cose sono andate bene”

AMBRÌ – Ha avuto per certi versi dell’incredibile la partita di venerdì sera tra Ambrì Piotta e Davos, appassionante come poche altre negli ultimi anni e vinta dai biancoblù al termine di una lotta durata 60 minuti.

Tra chi ha saputo fornire un’ottima prestazione c’è stato anche il difensore Jesse Zgraggen, che ha chiuso la sua serata con delle statistiche che parlano di un gol, un assist, un bilancio di +3 ed un minutaggio di 20’34. Coach Luca Cereda si sta affidando al ragazzo di origini urane nelle situazioni più delicate, ed anche venerdì Zgraggen è risultato essere il giocatore più utilizzato in assoluto.

“Ci siamo dovuti confrontare con un inizio davvero difficile – ci spiega il difensore – ma anche dopo aver incassato quei tre gol non ci siamo scomposti ed abbiamo trovato il modo di lottare e rientrare in partita. Alla fine sono arrivati i tre punti, di cui avevamo davvero bisogno”.

Jesse Zgraggen, come spieghi un inizio tanto a rilento?
“È sempre difficile trovare una spiegazione quando succedono queste cose. Già nelle ultime partite non avevamo iniziato molto bene le nostre prove, concedendo subito delle reti agli avversari, e questa è sicuramente una cosa a cui dobbiamo porre rimedio. Nel momento in cui abbiamo iniziato a pattinare siamo però riusciti ad imporre il nostro gioco, abbiamo fornito una prestazione solida e le cose sono andate meglio”.

L’importante 3-3 ha portato la tua firma… Sei già alla quarta rete, ed anche se non sei un difensore prettamente offensivo è bello poter contribuire anche in avanti…
“Sì, sicuramente! Non voglio limitarmi e diventare un classico difensore stay-at-home, mi piace aggiungermi alla manovra offensiva ed essere coinvolto nel gioco anche quando siamo in attacco. Solitamente se si è molto attivi sul ghiaccio succedono delle cose positive, dunque cerco di trovare gli spazi lasciati dalla difesa avversaria e stavolta sono stato premiato con un rimbalzo fortunato, che mi ha permesso di segnare a porta quasi sguarnita. È sicuramente bello poter fare gol di tanto in tanto!”.

Il Davos applica uno stile molto simile al vostro… Il fatto di giocare contro una squadra che usa le vostre stesse armi rappresenta una sfida aggiuntiva?
“Sì, sicuramente. Hanno una squadra che può vantare davvero tanta velocità, e come difensore a volte è complicato chiudere questo gap, tant’è che in alcune circostanze abbiamo lasciato loro troppo spazio nell’entrata di zona. Il Davos ama segnare in contropiede, e dopo ogni tiro hanno sempre 2-3 giocatori che vanno diretti sulla porta… Sappiamo che è una squadra contro cui è difficile giocare a causa del loro stile, ma come detto dal momento in cui abbiamo trovato il nostro gioco le cose sono andate bene”.

Giochi in coppia con Plastino sostanzialmente dal preseason… Cosa rende così naturale la vostra intesa?
“Credo che ci capiamo molto bene sul ghiaccio, quando lui ha il disco so sempre cosa intende fare, e questo vale anche per Plastino nei miei confronti. Possiamo fidarci ciecamente l’uno dell’altro e fuori dal ghiaccio comunichiamo e parliamo molto… Penso che avere un rapporto del genere abbia poi un impatto positivo anche sul ghiaccio”.

Stiamo vedendo grandi passi avanti nel tuo gioco, in cosa volevi migliorare in particolare in questo inizio di stagione rispetto a quella passata?
“La mia intenzione è quella di diventare un giocatore più completo. Sto cercando di ampliare alcuni elementi del mio gioco, come l’abilità di aggiungermi alle ripartenze offensive con intelligenza… Quest’anno sto ricevendo molto più ghiaccio e questo naturalmente mi aiuta, così come giocare con Plastino visto che so di poter sempre fare affidamento sulla sua copertura se decido di avventurarmi in avanti. Voglio diventare un all-rounder e dare il mio contribuito in ogni area”.

Questo per te è importante anche perché il tuo contratto è in scadenza…
“Credo che per ogni giocatore sia importante esprimersi al meglio, specialmente quando si arriva all’ultimo anno di un accordo… Questo è il nostro lavoro e si vuole chiaramente ottenere il meglio. È bello poter giocare molti minuti ed avere l’opportunità di mostrare ciò di cui sono capace, ma cerco di non pensare troppo al fatto di essere in scadenza e lascio al mio agente tutta la parte burocratica del gioco… Io penso solo al ghiaccio”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all’Università della Svizzera italiana.

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