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Interviste

Werder: “La visione rimane la stessa, ora si tratta di trovare i personaggi giusti”

Il CEO: “I risultati dopo 29 partite con Kapanen erano insufficienti, soprattutto a livello di prestazione. Pensavamo che cammin facendo la squadra si sarebbe adattata al sistema, ma così non è stato”

LUGANO – Con Kapanen in partenza ed un nuovo staff tecnico da individuare, il Lugano si trova a dover ripartire, solamente pochi mesi dopo aver provato a rilanciare a livello sportivo il club ingaggiando l’ambizioso allenatore finlandese.

“Abbiamo cercato di lanciare il nostro progetto con un hockey che volevamo più veloce e intenso, basato su una solida difesa, e credo che nelle prime 29 partite i risultati semplicemente siano stati troppo pochi, soprattutto a livello di prestazione”, ha commentato il CEO Marco Werder.

“Abbiamo visto anche delle belle partite, ma senza la resilienza e la costanza giusta. Ora si tratta di vedere cosa riusciremo ad ottenere ancora da questa stagione, ci sono diverse partite da giocare e questo è il nostro primo focus”.

Credi che le ambizioni per tipologia di gioco vadano a stridere con la rosa attualmente a disposizione?
“Volevamo portare un hockey più veloce, anche se sapevamo che questo ci avrebbe richiesto del tempo. Eravamo anche consapevoli che quest’anno forse non avremmo avuto la squadra ideale per un tipo di allenatore come Kapanen, ma credevamo fino in fondo che cammin facendo saremmo riusciti ad adattarci al sistema. Purtroppo così non è stato”.

Restano degli aspetti positivi da raccogliere dopo questi primi mesi?
“Mantengo una visione ottimistica, anche se oggi è difficile. Sappiamo in che direzione sta andando l’hockey e nella nostra squadra sinora abbiamo visto venire a galla dei limiti che sicuramente dovremo cercare di sistemare nel corso dei prossimi anni. La squadra perfetta è difficile da realizzare e si tratterà di trovare dei compromessi per avere successo, o perlomeno per riuscire a competere in questo campionato”.

Il Lugano è diventato un club meno attrattivo di un tempo?
“Non nascondo che ci sono club in Svizzera che hanno più disponibilità economiche di noi, questo è un dato di fatto. Ci sono realtà che hanno investito tantissimo e dispongono di infrastrutture che sono molto più competitive della nostra, che generano ricavi al di fuori del core business. Ritengo che il nostro club, per tradizione e costanza negli anni, sia e resti un indirizzo interessante e accattivante per tutti i giocatori”.

Quanto successo non cambia dunque la direzione generale del progetto…
“Un club sportivo deve definire le sue priorità. Tempo addietro avevamo detto che come prima cosa avremmo voluto inserire i nostri giovani, questa è una cosa che nel corso degli anni abbiamo fatto. Abbiamo aggiunto di voler giocare un hockey moderno e attrattivo, ci abbiamo provato con questo allenatore e purtroppo non abbiamo avuto successo. La visione rimane la stessa ma ora si tratta di trovare i personaggi giusti”.

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