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Nazionale

Walker e Hofmann in gol, la Nati vince pur giocando solo un tempo

SVIZZERA – LETTONIA

4-3

(0-0, 1-2, 3-1)

Reti: 21’26 Dzeris (Bukarts) 0-1, 38’19 Cibulskis (Redlihs, Bukarts) 0-2, 39’39 Walker (Dino Wieser, Schneeberger) 1-2, 41’12 Martschini (Blum, Andrighetto) 2-2, 41’47  Abols (Kulda, Sirokovs) 2-3, 46’24 Hofmann 3-3, 57’08 Bieber 4-3

Note: Neuchatel, 3’520 spettatori. Arbitri Wehrli, Wiegand; Fluri, Kaderli
Penalità: Svizzera 9×2′, Lettonia 7×2′ + 2×10′ (Masalskis, Daugavins) + 1xpp (Daugavins)

NEUCHATEL – È stata una partita tutt’altro che perfetta quella giocata dalla Svizzera nella “rivincita” contro la Lettonia, ma per la prima volta in questa fase di preparazione i rossocrociati sono riusciti ad ottenere due successi consecutivi, pur facendosi preferire agli avversari solamente negli ultimi venti minuti di gioco.

Con una sola amichevole ancora da disputare prima dell’inizio dei Mondiali – contro la Germania – coach Patrick Fischer ha mandato in pista una formazione priva di quella che è stata sinora la sua miglior linea, ovvero quella formata da Hollenstein, Ambühl e Marc Wieser. Al loro posto sono stati inseriti Bieber, Dino Wieser e Bertschy, mentre in difesa erano a riposo Geering e Du Bois, che hanno fatto spazio a Marti ed Untersander.

SCHWEIZ EISHOCKEY FINNLAND
(PHOTOPRESS/Steffen Schmidt)

Mancavano inoltre all’appello Diaz e Niederreiter, mentre tra i pali è stato il turno di Reto Berra. Ancora in panchina Sandro Zurkirchen, fatto questo che indica chiaramente come a Mosca il biancoblù sarà il terzo estremo difensore in gerarchia.

Durante i primi due periodi di gioco la manovra elvetica è risultata piuttosto macchinosa e priva di quella velocità d’esecuzione necessaria per far funzionare il sistema di gioco imposto da Fischer. Ne è così risultata una partita in cui la Lettonia ha controllato le manovre, limitando le occasioni svizzere alle fasi di powerplay e poco più.

L’unico pericolo della prima frazione è arrivato grazie ad Andrighetto, che è andato scheggiare l’asta della porta protetta dall’ex biancoblù, Edgars Masalskis. Nel periodo centrali gli ospiti hanno però capitalizzato, sbloccando il risultato con Andris Dzerins dopo un minuto di gioco al termine di un due-contro-uno ben orchestrato.

Ancora una volta la più grande debolezza della Svizzera si è dimostrata essere la tendenza a prestare troppo spesso il fianco ai contropiedi avversari, con decisioni approssimative in uscita dal terza, in fase d’impostazione o nelle zone più “calde” del ghiaccio.

Se da un lato la Svizzera ha continuato a giocare a fiammate, sull’altro il 2-0 di Oskars Cibulskis è apparso meritato, con il suo tiro al volo da media distanza che non ha lasciato scampo a Berra. La partita è però cambiata poco dopo, quando a soli 21 secondi alla fine del periodo centrale il bianconero Julian Walker ha trovato una bella deviazione valsa il 2-1.

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(PHOTOPRESS/Salvatore Di Nolfi)

Grazie infatti anche ad alcune fasi in powerplay la Svizzera ha finalmente preso ritmo, e grazie a Martschini ha impattato la contesa sul 2-2 la 41’12, quando il piccolo attaccante dello Zugo ha sfruttato l’ottimo lavoro preparatorio sulla blu di Loeffel, che ha messo tutti fuori tempo. La Lettonia ha però risposto solamente 35 secondi più tardi riportandosi in vantaggio, mentre per il nuovo pareggio si è dovuto attendere il 46’24, momento in cui Hofmann ha sfruttato lo screen di Haas per ottenere il 3-3.

Nel terzo tempo è apparsa comunque evidente la marcia in più messa dalla Svizzera che, dopo aver superato nel finale due boxplay consecutivi, ha trovato il gol della vittoria grazie a Bieber, capace di battere con un tiro di polso Elvis Merzlikins, subentrato qualche minuto prima.

Nonostante la vittoria Patrick Fischer ha comunque molto su cui lavorare, sia a livello puramente di gioco – ancora tante le lacune e poco regolari le manovre corali – sia nella composizione della rosa, con una sola amichevole per decidere la squadra che vorrà portare a Mosca.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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