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Lugano

Vincente a Losanna, il Lugano è di nuovo sulla retta via

I bianconeri ottengono due punti alla Vaudoise Arena al termine di una bella prestazione collettiva. Decisiva la rete di Mikkel Boedker all’overtime

Vincente a Losanna, il Lugano è di nuovo sulla retta via

LOSANNA – LUGANO

2-3

(1-0, 1-2, 0-0; 0-1)

Reti: 4’25 Marti (Emmerton, Bertschy) 1-0, 26’51 Bertaggia (Loeffel, Herburger) 1-1, 37’42 Malgin (Gibbons, Kenins) 2-1, 37’53 Suri (Lajunen) 2-2, 60’13 Boedker (Arcobello) 2-3

Note: Vaudoise Arena, porte chiuse. Arbitri Lemelin, Nikolic; Gnemmi, Progin
Penalità: Losanna 2×2′, Lugano 5×2′ + 1×10′

Assenti: Elia RivaGiovanni MoriniSandro ZanggerRiccardo WerderDavide Fadani (infortunati), Loic VedovaMatteo Romanenghi (Rockets), Alessandro Villa (sovrannumero)

LOSANNA – Dopo la sconfitta con il Rapperswil più di una preoccupazione si era insinuata nei deserti corridoi della Cornèr Arena, ma da subito staff tecnico e giocatori bianconeri si erano affrettati ad assicurare che era stata solamente una di quelle partite storte, che capitano e capiteranno ma senza doverne fare un dramma.

E avevano ragione in effetti, e per dare conferma a quelle parole già a Zugo si era visto un Lugano molto diverso e ancora su un’altra pista durissima come quella di Losanna i bianconeri hanno mostrato che la domenica nera è definitivamente alle spalle.

Contro i vodesi la squadra di Serge Pelletier ha tirato fuori una prestazione di qualità e continuità, giocando alla pari di Malgin e compagni e meritandosi appieno i due punti arrivati all’overtime, esattamente come due settimane fa alla Cornèr Arena contro i biancorossi.

Un avversario che si conferma alla portata del Lugano, con la terza sfida in stagione andata oltre i sessanta minuti e ancora una volta i bianconeri hanno mostrato continuità di gioco, disciplina e carattere ferreo – ben 19 i tiri bloccati dai ticinesi – dimostrandosi molto efficaci in retrovia e soprattutto in power play, annullando tutte le cinque penalità sul proprio conto, lasciando pure pochissime occasioni ai ragazzi di McTavish nelle loro superiorità numeriche.

Il Losanna ha sicuramente tirato di più, ma molti di quei tiri sono andati fuori dallo specchio e sono partiti da posizioni defilate (con la conta a favore anche grazie ai dieci minuti di power play ovviamente) mentre se si vanno ad analizzare le situazioni pericolose create nello slot e i tiri da distanza ravvicinata, allora emerge che le due squadre hanno praticamente fatto gioco pari davanti ai portieri avversari.

Ed entrambe le squadre sono andate annullando a vicenda praticamente le proprie terze linee, trovando più occasioni con i primi blocchi, quello di Malgin da una parte e il corrispondente di Arcobello dall’altro, facendo sì gioco con quattro blocchi ma riuscendo a scardinare le difese soprattutto con gli uomini di più classe.

Questo non vuol dire che si sia giocato solo a due linee, bensì sottolinea l’importanza del gioco fisico in questa partita, dove gente come Walker, Lajunen e Chiesa per il Lugano ha svolto un lavoro egregio e fondamentale per arginare la profondità del Losanna, mandando spesso larghi alle assi gli attacchi biancorossi e sacrificandosi nei citati box play.

Ad emergere tra i bianconeri sono state quindi la disciplina e la concentrazione di cambio in cambio, lasciando solo poche volte che il Losanna prendesse il sovrannummero in entrata del terzo offensivo – pagato con l’errore sul 2-1 di Malgin – ma va detto che a volte contenere giocatori come il topscorer losannese (giocatore fuori categoria) si rivela un’operazione che va aldilà delle capacità del 90% difese di National League, uno di quei fuoriclasse che volenti o nolenti il numero lo trova sempre e comunque.

Nonostante questo l’organizzazione tattica del Lugano è stata ideale per contenere il più possibile le giocate offensive del Losanna, mantenendo un ritmo non basso ma comunque più “compassato” e cercando di tenere la partita senza farla esplodere su continui up & down, cosa che avrebbe messo molto più in pericolo Zurkirchen rispetto a Stephan, e perdere il controllo del match in svantaggio non va sempre a favore dei bianconeri.

La squadra di Pelletier ha infatti spesso avuto più problemi nelle partite aperte, riuscendo a recuperare nel risultato in quelle che riesce a mantenere e a gestire sui suoi ritmi, dettati per prima cosa dalla solidità difensiva, che non sempre a dimostrato di saper resistere ai cambi di ritmo improvvisi. Ecco perché va riconosciuta questa capacità dei bianconeri di saper impostare i tempi e i ritmi a proprio favore, senza subire l’avversario ma costringendolo “alla catena”, stringendo la presa per non lasciarlo scappare.

E quando l’avversario non scappa il Lugano ha ancora dimostrato di avere gli uomini adatti per affondare i colpi decisivi, stavolta con un Boedker in grande formato e match winner di una partita importantissima per i bianconeri.


IL PROTAGONISTA

Mikkel Boedker: A volte esita un po’ troppo nel concludere a rete in condizioni favorevoli, ma nell’overtime ha trovato finalmente la determinazione giusta. Aldilà di questo il danese ha proposto una prestazione di grande continuità portando sul ghiaccio un lavoro incredibile ad ogni cambio. Non è appariscente né tantomeno cerca la giocata spettacolare ma ogni suo movimento, anche quello impercettibile ai più, è sempre studiato e appartiene a una classe superiore.


HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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