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Lugano

Venti minuti grigi, poi il Lugano si scatena e abbatte gli orsi

Terza vittoria di fila per il Lugano, tornato sopra la linea. Dopo un primo tempo timido la differenza la fa l’ottimo periodo centrale, game winning gol di Klasen

Venti minuti grigi, poi il Lugano si scatena e abbatte gli orsi

LUGANO – BERNA

4-2

(1-2, 3-0, 0-0)

Reti: 4’57 Andersson 0-1, 11’47 Haapala (Sannitz) 1-1, 16’41 Mursak (Blum) 1-2, 21’23 Lapierre (Vauclair, Loeffel) 2-2, 34’54 Klasen (Loeffel, Merzlikins) 3-2, 35’56 Hofmann (Sannitz, Haapala) 4-2

Note: Corner Arena, 6’079 spettatori. Arbitri Stricker, Hebeisen; Fuchs, Castelli
Penalità: Lugano 2×2′ + 1×10′ (Lapierre), Berna 5×2′ + 1×10′ (Rüfenacht)

LUGANO – La doppia sfida vinta nettamente contro il Davos nell’ultimo weekend doveva fare da trampolino di lancio, da rifornimento di fiducia e coraggio, non era ad ogni modo il caso da prendere come sicuro termometro sulle condizioni influenzali del Lugano.

Lo stato in cui rimane la squadra grigionese doveva quindi fare da contrappeso alle pur buone prestazioni dei bianconeri e solo una sfida “pesante” come quella contro il Berna sarebbe potuta essere veramente attendibile. Di solito le partite con gli orsi esaltano il Lugano, bisognoso di adrenalina per alzare il proprio livello, ma dai primi minuti del match della Cornèr Arena aleggiava una strana sensazione.

Non sembrava una di quelle partite che si infiammavano al primo contrasto, ricche di velocità, intensità e adrenalina, oltre che di colpi duri e fuori dalle righe. No, sembrava una sfida in cui il Lugano è sceso in pista fin troppo “prudente”, per stare attento e vedere cosa poteva succedere, mentre gli uomini di Jalonen, concentrati sul loro gioco hanno dato l’impressione di poter alzare ed abbassare i giri del motore a piacimento senza risentire della propria efficacia.

Insomma si è capito che i bianconeri sono ancora alla ricerca della propria registrazione, al contrario di un Berna ormai collaudatissimo e in grado di adattarsi alla situazione.

Buono peraltro l’inizio partita e la reazione al gol d’apertura di Andersson, con la seconda rete consecutiva di Haapala, ma alla prima occasione di dare la propria direzione al match si sono rivisti alcuni dei limiti di questa squadra, con un power play ancora a dir poco disastroso che ha pure subito il gol di Mursak in contropiede. Insomma, un primo tempo da traballante, come i bianconeri ci hanno abituato in questo autunno, volenterosi ma poco furbi e fragili.

Cosa ci voleva quindi per cambiare questa partita, troppo simile inizialmente a qualche prestazione piatta del recente passato? Ci voleva…il Lugano, semplicemente. Chiamati alla riscossa, i bianconeri hanno udito la sirena del gol di Lapierre in entrata di secondo periodo come il segnale ultimo e quella rete ha evidentemente liberato gli uomini di Ireland.

Aggressivi, attendisti ma veloci, cinici come ai bei tempi e senza paura di usare i muscoli, i bianconeri visti dal secondo periodo sono stati di tutt’altra pasta e anche il Berna è rimasto sorprendentemente a guardare. Tre reti in venti minuti per abbattere l’orso, del citato canadese, di Klasen, applauditissimo per il suo ritorno al gol e sommerso dall’abbraccio dei compagni e poi del solito Hofmann, un parziale di 3-0 secco sul Berna come per voler dire “siamo tornati”.

Segnale pure molto importante l’autorità con cui Chiesa e compagni hanno gestito la partita nel terzo periodo, sfiorando in più occasioni il quinto gol, senza forzare troppo ma nel contempo impedendo agli ospiti di prendere del tutto il sopravvento.

Quella che doveva essere una prova del nove – o quantomeno qualcosa di molto simile – è stata superata dai bianconeri, almeno a partire da quel bel secondo periodo. Finalmente autoritari, decisi e aggressivi, i sopracenerini hanno ritrovato per lunghi tratti la velocità e l’intesa tra i propri attaccanti, non a caso in concomitanza con i rientri recenti e la crescita dei vari Klasen, Loeffel, Haapala (ottima prova la sua) e pure di un Chorney che sta acquisendo l’autorità richiesta.

Se di prova del nove si trattava in questo caso, con un avversario di tutt’altro livello rispetto al disastrato Davos, il Lugano non può certo sedersi proprio ora sugli allori, anche se i secondi quaranta minuti contro il Berna sono stati tra i migliori di questo inizio di campionato.

Le prossime sfide saranno prove “2.0”, soprattutto per maturità, contro un leone in decisa ripresa, il Losanna, e uno che non riesce a guarire dalle ferite di inizio stagione, i campioni dello ZSC. Sarebbe un peccato rovinare tutto proprio ora, tornati sopra la linea i bianconeri sono chiamati a confermare i buoni propositi appena prima della pausa.


IL PROTAGONISTA

Raffaele SannitzLa sua linea, completata da Haapala e Hofmann è quasi quella del “strano trio” a leggerla sul foglio partita, ma poi sul ghiaccio ha dimostrato tutta la bontà della scelta di Ireland.

L’intraprendenza del finnico, la dirompenza del topscorer, ma anche e soprattutto l’intelligenza e la forza del ticinese. Le due reti dei suoi compagni di linea portano la sua firma non per caso, con due assist intelligenti frutto del suo lavoro di muscoli e cervello. Non solo, per tutto il match sono stati loro tre a mettere più in difficoltà gli orsi di Jalonen con tanto pattinaggio e continuo forecheck.


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