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Interviste

Vauclair: “Abbiamo dato una lezione di umiltà, da lunedì si riparte verso il vero obiettivo”

Il veterano è alla ricerca di un nuovo titolo: “È l’unico motivo per cui gioco ancora a hockey, sono dieci anni che lotto per questo. Dobbiamo essere contenti, ma non abbiamo ancora raggiunto niente”

LUGANO – I volti dei bianconeri all’uscita degli spogliatoi sono un misto tra felicità e concentrazione, come giusto che sia. Arrivare alla finalissima non è certo un traguardo che si taglia tutti i giorni, ma a Lugano tutto questo va giustamente il secondo piano, perchè è la coppa che gli uomini di Ireland vogliono per davvero.

“L’unico motivo per cui gioco ancora a hockey è la possibilità di vincere un altro titolo, sono dieci anni che lotto per questo”, ha confermato il veterano Julien Vauclair. “Ancora una volta è stato fatto un passo in avanti, ma non abbiamo ancora raggiunto niente, l’obiettivo finale non era questo… Dobbiamo essere contenti, approfittare di questo momento ma da lunedì si riparte”.

Julien Vauclair, il punto di svolta è stata davvero quell’incredibile rimonta in Gara 3?
“Onestamente non penso che da quella Gara 3 ad oggi sia cambiato tanto. Noi ci abbiamo sempre creduto, in tanti ridono quando sentono i giocatori dire che bisogna prendere partita per partita, ma è così. In spogliatoio in quella terza sfida ci siamo detti che non era finita, e che ci sarebbe bastato segnare solamente un gol per mettere pressione. È quello che abbiamo fatto e siamo andati avanti così”.

Il Bienne da parte vostra ha ricevuto davvero una dura lezione…
“Penso che abbiamo dato a tutti una lezione di umiltà in questa serie. Ho letto commenti e visto interviste da parte del Bienne che davvero faccio fatica a capire… Io non ho bisogno di sentire queste cose per alzarmi alla mattina ed essere motivato, ma alcune dichiarazioni ci hanno dato un piccolo plus e sono veramente sorpreso di aver sentito certe cose”.

A cosa ti riferisci in particolare?
“Più volte si è sentito da parte loro dire che dopo quattro partite si poteva essere sul 4-0, che ci stavano dominando, che erano quasi in finale, e altri commenti su questa linea… È incredibile, da quando sono bambino so che queste cose non si dicono, facendolo si dà solamente ulteriore motivazione all’avversario e questi episodi ci hanno effettivamente dato qualcosa di più”.

La differenza l’ha insomma fatta l’esperienza…
“Possiamo direi di sì, nelle ultime stagioni abbiamo imparato tanto. Io ho vissuto di tutto, sono 20 anni che gioco a hockey… Ho vinto una serie in cui perdevamo 3-0, ho perso una finale in cui eravamo avanti 3-1… So che nello sport non è mai finita e questo oggi l’abbiamo dimostrato molto bene”.

In finale ora vi aspetta lo Zurigo, un avversario migliore rispetto al Berna?
“Non farei questo tipo di ragionamento… Lo Zurigo ha avuto una stagione difficile ma adesso si ritrova in finale, mentre il Berna se non sbaglio lo abbiamo battuto tre volte quest’anno… Tutti possono battere tutti, ed è quello che devi fare se vuoi essere il campione. Certo, avremo una partita in più in casa, ma queste cose contano fino ad un certo punto. Nella pista nuova di Bienne non avevamo mai vinto, ma in questa serie siamo andati là a vincere due volte. Sicuramente il fattore pista esiste, ma ai miei occhi non è così importante”.

Il percorso del Lugano sinora è significativo anche guardando ai diversi giocatori out per infortunio…
“Mi dispiace tantissimo per loro, perchè hanno dimostrato tante cose quest’anno. Purtroppo lo sport è così, ma dobbiamo anche fare un elogio ai giocatori che sono entrati in squadra, alcuni non avevano giocato nemmeno una partita con noi e stanno facendo cose veramente importanti. Per vincere ci vogliono diversi ingredienti. Prendiamo l’esempio di Klasen, uno dei migliori stranieri in Svizzera… Non sta giocando, ma ogni mattina è il primo ad arrivare in spogliatoio e lavora durissimo. Sa che ci potrà essere un momento in cui avremo bisogno di lui e si farà trovare pronto. Per vincere non ci vogliono 22 giocatori, ma 30”.



Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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