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Ambrì Piotta

Uno spento Ambrì Piotta viene travolto 6-1 dai Lions

Una disastrosa entrata in materia ha compromesso l’incontro dei biancoblù, sotto per 3-0 dopo 7 minuti. L’atteggiamento remissivo ha regalato a Wick e compagni una facile vittoria

© Berend Stettler

Uno spento Ambrì Piotta viene travolto 6-1 dai Lions

ZSC LIONS – AMBRÌ

6-1

(3-0, 1-0, 2-1)

Reti: 2’37 Wick (Shore, Pestoni) 1-0, 04’29 Suter (Pettersson, Karrer) 2-0, 7’15 Pettersson (Nilsson, Suter) 3-0, 39’52 Nilsson (Suter, Pettersson) 4-0, 45’45 Lauper (Bianchi, Collenberg) 4-1, 46’57 Nilsson (Suter, Sutter) 5-1, 57’16 Wick (Klein, Shore) 6-1

Note: Hallenstadion, 7’959 spettatori. Arbitri Koch, Wiegand; Abegglen, Altmann
Penalità: ZSC Lions 3×2′, Ambrì 3×2′

ZURIGO – Ci sono dei segnali, nell’hockey, che valgono più di qualsiasi campanello o sirena dall’allarme. Certo, 3 reti subite nei primi 7 minuti di gioco sono un segnale più che chiaro, ma quando un coach risoluto, che punta tutto sulla concentrazione, la disciplina e l’intensità di gioco qual è Luca Cereda è costretto a chiamare un time out nemmeno a metà del primo tempo, significa solo che qualcosa di grosso è andato storto.

Quel qualcosa null’altro è se non l’inizio di partita dell’Ambrì Piotta, presentatosi all’Hallenstadion con la testa sul classico pullman, e che ha permesso, con la grossa complicità di Conz e di una difesa impacciata, di lasciare che i Lions avessero vita facile nel spianarsi la strada.

© Berend Stettler

Un vero peccato, dato che la squadra di Walsson non abbisogna certo di tali aiuti, ma soprattutto perché quel 3-0 micidiale non ha fatto altro che compromettere subito l’esito della sfida tra Lions e biancoblù.

Impensabile di poter recuperare un tale svantaggio senza una reazione rabbiosa ed efficace, cosa che – aldilà di una traversa colpita con un tiro estemporaneo di ForaD’Agostini e compagni non sono stati in grado di mettere sul ghiaccio.

L’unica speranza a cui aggrapparsi, a quel punto, sarebbe stata quella di aggredire i padroni di casa nel secondo tempo, sperando di trovarli più remissivi e rilassati per cercare finalmente di infliggere dei colpi validi. Effettivamente, come prevedibile, i Lions hanno arretrato leggermente il baricentro (non che nel primo tempo si siano dannati l’anima, tutt’altro) ma questo non è bastato perché l’Ambrì Piotta andasse oltre a qualche lampo discreto con Monnet, Emmerton e D’Agostini, e a partire da metà incontro, Suter e compagni hanno ricominciato a fare il bello e il cattivo tempo a loro piacimento, oltretutto dando l’impressione di avere il freno a mano tirato.

© Berend Stettler

Quest’ultimo aspetto è ancor di più una colpa per i biancoblù, incapaci di dare intensità alla manovra e di pattinare con costrutto, esercizio che è riuscito ancora una volta solamente alle linee di contenimento, aldilà del costante impegno a tutta pista di D’Agostini, predicatore nel deserto del top six.

Troppo poco per Taffe ed Emmerton uscire leggermente allo scoperto a partita ormai finita, troppo poco segnare il 4-1 in quel momento senza perlomeno provare il tutto per tutto alla “o la va o la spacca” concedendo invece al cambio successivo quell’errore difensivo che ha praticamente regalato il 5-1 a Nilsson e spento ogni minima possibile (e invano sperata) velleità.

Troppo poco quello fatto dal collettivo biancoblù – che nel corso del match ha perso Trisconi per infortunio – per pensare di sfangarla, e il fatto di aver affrontato i Lions in casa loro non deve diventare una scusa per rischiare di accettare questa sconfitta. Luca Cereda, ne siamo sicuri, questa sconfitta non la accetterà, per l’atteggiamento iniziale con cui i suoi ragazzi sono scesi sul ghiaccio e per quanto, ancora una volta, i presunti leader non sono stati in grado di prendere in mano una squadra trainata ancora una volta dai più giovani e dagli operai.

© Berend Stettler

L’Ambrì Piotta ne deve essere consapevole, aldilà del calibro dell’avversario mai e poi mai può permettersi di entrare in pista in questa maniera, se vuole riuscire a lottare e a mettere in difficoltà ogni avversario deve tornare ad essere quell’Ambrì visto un po’ in alternanza nelle ultime uscite.

Il lavoro per lo staff tecnico si fa duro, la squadra non deve perdere di vista i propri obiettivi giornalieri e la propria identità e, oltre al lavoro psicologico, ci sarà da lavorare sul tecnico, per evitare tutti quegli errori (portiere compreso) costati troppe reti di fronte ai tigurini, che in questo lunedì sera hanno avuto vita veramente troppo facile.


IL PROTAGONISTA

Pius Suter: Il talento dei Lions è stato una vera spina nel fianco dei biancoblù per tutto l’incontro, grazie alla tecnica sopraffina e alla visione di gioco.

Autore di 1 gol e 3 assist, è stato all’origine di 4 reti su sei dei padroni di casa, imprendibile per la difesa dell’Ambrì Piotta.

 


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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa in particolar modo della copertura di tutto ciò che ruota attorno all'HC Lugano e alla NLA.

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