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Lugano

Un tempo di paura, poi il Lugano abbatte il Davos

Nella serata della “Hall of Fame” il Lugano trova una esaltante rimonta dopo essere stato sotto per 1-3 nel primo tempo. Doppietta decisiva di Walker

Un tempo di paura, poi il Lugano abbatte il Davos

LUGANO – DAVOS

5-3

(1-3, 3-0, 1-0)

Reti: 2’48 Ambühl (Du Bois) 0-1, 15’40 Walker (Loeffel) 1-1, 17’49 Palushaj (Tedenby) 1-2, 19’38 Ambühl 1-3, 20’25 McIntyre (Wellinger, Bertaggia) 2-3, 34’35 Lammer (Klasen, Sannitz) 3-3, 38’09 Walker (Riva) 4-3, 57’35 Suri (Walker) 5-3

Note: Corner Arena, 6’066 spettatori. Arbitri Lemelin, Urban; Schlegel, Cattaneo
Penalità: Lugano 3×2′, Davos 4×2′

LUGANO – Chissà quali parole deve aver usato Serge Pelletier nella prima pausa, dopo aver visto il suo Lugano arrancare contro la truppa di Wohlwend.

Di certo in quel lasso di tempo durato diciotto minuti tra lo show personale di Andres Ambühl – passano gli anni ma non la classe immensa – il coach svizzero canadese deve aver trovato il messaggio giusto per cambiare l’attitudine della sua squadra, la partita e chissà, magari aver dato un colpetto quasi fondamentale per le ambizioni dei bianconeri.

Di certo è che con la vittoria sui gialloblù il Lugano ha trovato il 24esimo punto su 30 nelle ultime dieci partite, confermando un velocità di crociera decisamente invidiabile e con la contemporanea sconfitta del Berna alla Valascia le quotazioni dei bianconeri nella corsa ai playoff sono sempre in salita.

Ma calma, il Lugano e Serge Pelletier hanno insegnato come prendere una partita alla volta, anzi dopo venerdì sera si può dire un periodo alla volta, vista la metamorfosi operata da Klasen e compagni tra il primo e il secondo tempo.

Molli, sbilanciati e imprecisi nei primi venti minuti, tanto da crearsi sì e no due o tre occasioni al massimo, i padroni di casa hanno lasciato campo libero al capitano del Davos in modo da mettersi in mostra con la sua doppietta, intercalata dal raddoppio di Palushaj (con deviazione di Vauclair) e dal provvisorio 1-1 di Walker.

Proprio il numero 91, migliore in pista, è stato chi ha suonato a maggior volume la carica per i suoi, proponendosi in una partita a tutta pista, con grande ingaggio fisico e trovando una bella doppietta, con pure il game winning gol con un tiro al volo.

Da quel primo tempo in cui c’è stato tutto il peggio del Lugano, con pure per una volta un Zurkirchen insicuro, ad un periodo centrale dove invece tutto è funzionato molto meglio, a partire dalla determinazione e dall’ingaggio fisico dei bianconeri.

Se infatti durante il primo tempo il Davos ha sempre trovato i tempi e gli spazi giusti per proporsi con azioni rapide e fluide, dal 20′ via questi spazi si sono fatti sempre più stretti, grazie soprattutto al gran lavoro alle assi e in forecheck dei bianconeri, decisi a marcare ogni centimetro come proprio territorio.

Non è nemmeno un caso che da quando il Lugano è rientrato in partita il Davos ha trovato in due tempi lo stesso numero di tiri che aveva trovato nel primo, con soli 6 dischi tirati verso Schlegel (subentrato a Zurkirchen) nell’ultimo quando si trovava a dover inseguire.

Merito di un Lugano che stavolta non si è limitato a difendere e a chiudersi davanti al proprio portiere, ma che ha tirato fuori il coraggio e un atteggiamento propositivo per continuare a fare gioco anche con il risultato a proprio favore.

Proprio questa è una qualità che i bianconeri non avevano sempre mostrato, con diversi periodi nelle partite precedenti passate soprattutto nel proprio terzo a difendere il fortino, invece stavolta la squadra di Pelletier ha mostrato più personalità e per una volta una certa superiorità sull’ex bestia nera per almeno due periodi.

Non è un caso che in una partita come questa, cambiata tatticamente da Pelletier dopo un brutto primo tempo per giocarla sul fisico, ad emergere siano stati giocatori come Walker, seguito a ruota anche da chi pur più leggero come Lammer e Bertaggia mai si tirano indietro in certi contesti.

Dato molto importante anche quello degli ingaggi, esercizio dove il Lugano ha faticato spesso: più volte i bianconeri sono infatti uscito dal proprio terzo con il disco sul bastone (decisivo per esempio l’ingaggio prima del 5-3 finale di Suri con i bianconeri in 5 contro 6) grazie al lavoro dei propri centri, con il 72,2% degli ingaggi vinti da Lajunen e addirittura il 78,6% da McIntyre.

Il Lugano insomma rimane la squadra più performante del periodo e continua la sua corsa verso i playoff con una media di 2 punti secchi a partita da quando Pelletier ha preso in mano la guida.

La vittoria di venerdì sera e la maniera in cui ha cambiato in corsa il suo Lugano fa capire che il volante ce l’ha ben saldo tra le mani e il lavoro che sta facendo è di quelli importanti, uscire da questo fine settimana con la posta piena sarebbe un colpo di quelli molto pesanti.

Infine, la seconda vittoria consecutiva sui grigionesi, oltretutto con una rimonta quasi “d’altri tempi”, onora al meglio i tre ex giocatori omaggiati prima dell’incontro, Bernard Coté, Bruno Rogger e Alfio Molina, che di queste sfide contro il Davos ne potrebbero raccontare a decine.


IL PROTAGONISTA

Julian Walker: Una doppietta con game winning gol e un assist, tanto lavoro fisico e un pattinaggio infinito che ha tolto spazio e tempi agli avversari.

Il numero 91 sembra tornato quello dei tempi migliori, e le sue due reti vanno a sigillare una vittoria trovata finalmente con reti quasi tutte dal passaporto rossocrociato. In un contesto del genere l’attaccante bianconero si esalta particolarmente, confermando di attraversare un ottimo momento di forma proprio in tempo per lanciare lo sprinti finale dei bianconeri.


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HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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