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Un successo che dà fiducia alla Svizzera, Corea battuta 8-0

Sfruttato l’abbordabile incontro per ritrovare le migliori sensazioni. Hat trick di Suter e primi gol internazionali per Rüfenacht e Corvi. Un assist per Hofmann

(Photo by Andre Ringuette/HHOF-IIHF Images)

Un successo che dà fiducia alla Svizzera, Corea battuta 8-0

COREA – SVIZZERA

0-8

(0-1, 0-2, 0-5)

Reti: 10’23 Hollenstein (Haas, Loeffel) 0-1, 27’36 Du Bois 0-2, 35’55 Suter (Herzog) 0-3, 43’50 Rüfenacht (Untersander, Almond) 0-4, 45’15 Suter (Ambühl, Moser) 0-5, 46’45 Schäppi (Almond, Geering) 0-6, 51’24 Suter (Geering, Ambühl) 0-7, 55’10 Corvi (Hofmann, Du Bois) 0-8

Note: Pyeongchang, 6’568 spettatori
Penalità:
Corea del Sud 4×2′, Svizzera 5×2′

PYEONGCHANG – Dopo un debutto olimpico al di sotto delle aspettative, la Nazionale di Patrick Fischer ha sfruttato al meglio l’abbordabile sfida contro la Corea del Sud, ottenendo una chiara vittoria che permette ai rossocrociati di ritrovare delle sensazioni positive ed entrare nel ritmo del torneo.

La sfida contro i padroni di casa – a rigor di logica – si è sviluppata con un assoluto dominio della Svizzera, anche se il risultato è rimasto sull’1-0 ben più a lungo di quanto si potesse pensare vista la mole di gioco espressa.

Solamente a metà secondo tempo sono infatti arrivate quelle due reti che hanno archiviato anticipatamente la contesa, dopo che nella prima frazione solamente Hollenstein era stato in grado di superare il portiere Matt Dalton, bravo nell’arginare una squadra elvetica che non ha praticamente mai concesso il possesso del puck agli avversari.

D’altronde l’intenzione della squadra allenata da Paek era chiara. I coreani si sono presentati sul ghiaccio con l’obiettivo di limitare il più possibile il punteggio per fare bella figura, e per i primi due periodi la totale assenza di forecheck ed un atteggiamento attendista hanno dato qualche grattacapo alla Svizzera, che per arrivare sin sul 3-0 ha avuto bisogno di un paio di “mezzi regali” del portiere di casa.

Tutto è però saltato nel terzo tempo, quando la Svizzera ha dilagato mettendo a segno addirittura cinque reti, mentre in retrovia lo shutout di Hiller è stato messo in discussione praticamente solo in un paio di circostanze. Mai la Corea è infatti stata in grado di convincere in avanti, se non con un powerplay ben giocato nell’ultima frazione e con quell’occasione a tu-per-tu con il portiere del Bienne negli ultimi secondi.

La Svizzera ha così ottenuto dal match esattamente quello che voleva, ovvero una prestazione dominante e capace di generare diverse reti, che rappresentano una base fondamentale a livello di fiducia per guardare con ritrovata fiducia all’interessante gara di domenica mattina contro la Cechia.

Certo, l’avversario di sabato era di quelli estremamente limitati (evidente l’imbarazzo nel costruire la manovra, anche in powerplay), ma in fondo questa seconda uscita doveva permettere alla squadra di Fischer di trovare le sensazioni positive dopo i tanti dubbi sorti al debutto contro il Team Canada.

Il coach ha dunque puntato su Hiller tra pali, lasciando in tribuna Genoni, ed in difesa ha inserito Loeffel al posto di un acciaccato Diaz. Sul fronte offensivo il bianconero Hofmann ha preso il posto di Bodenmann, e tutti e tre gli innesti hanno saputo dare un ottimo contributo, anche e soprattutto a livello di energia.

Guardando al “festival” del tabellino, è sicuramente da sottolineare l‘hat trick messo a segno da Pius Suter, così come il primo gol ad un torneo internazionale ufficiale di Rüfenacht e Corvi. A togliersi la prima soddisfazione olimpica anche il bianconero Hofmann, autore di un assist, mentre Ambühl ha coronato un’ottima prova con un bottino di due passaggi decisivi.

Con questa vittoria la Svizzera ottiene i primi tre punti del torneo, ed avrà la possibilità di conquistare il secondo posto se saprà battere domenica la Repubblica Ceca. Il primo rango è invece un affare tra gli stessi cechi ed il Team Canada, dato che appare poco verosimile pensare che Lapierre e compagni vengano superati nell’ultima sfida del girone dai coreani.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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