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Lugano

Un Lugano decimato a Davos si deve arrendere ai rigori

DAVOS – Il Lugano è uscito nuovamente sconfitto, seppure solo alla lotteria dei rigori, da un match lontano da casa, ed è l’ottava volta questa stagione. A preoccupare di più non è certo la sconfitta, visto che i bianconeri si sono fatti preferire sul piano del gioco nonostante le numerose e pesanti assenze, ma il ferimento di altre due pedine fondamentali ha evidenziato, se mai ce ne fosse bisogno, il periodo no dei bianconeri.

Già costretti a salire a Davos senza Hirschi, Brady Murray, Blatter, Domenichelli, Vauclair, Kienzle, e Bergeron, i ticinesi hanno perso durante l’incontro anche Ruefenacht e Manzato. L’attaccante numero 9 è stato vittima di una carica alla gamba da parte di Joggi, e per lui si parla di distorsione al ginocchio e contusione alla coscia, mentre il portiere è rimasto ferito al viso dopo uno scontro con Nash e Morant. Per la serie “se le cose possono andare male, si può essere sicuri che lo faranno”, come recita la legge di Murphy, ma nonostante questo i bianconeri hanno disputato un ottimo incontro.

(A. Zacchetti)

Con Nummelin avanzato come ala al fianco di Metropolit, i ragazzi di Huras hanno messo in mostra tutti i limiti della banda di Del Curto, rispondendo colpo su colpo ai grigionesi e tenendoli sulle spine fino alla zampata del solito Nash a meno di 30″ dal termine, quando i gialloblu hanno tolto il portiere per schierare un sesto uomo di movimento. Ottime le trame d’attacco disegnate da Metropolit e compagni, pericolosi soprattutto in contropiede, contribuendo così a rendere la partita spettacolare e incerta. Ovviamente con tutte quelle assenze e le linee rimaneggiate non è stato facile gestire alcuni schemi, soprattutto nel gioco difensivo, e qualche errore ha permesso in particolare a Hoffman e Nash di dare un paio dei dispiaceri subiti da Manzato e Flueckiger.

L’impressione è stata che il Lugano è più squadra, che ha giocato col collettivo ed un carattere da fare invidia, mentre il Davos, scatenando le numerose ire di Del Curto si è affidato sostanzialmente alle giocate della sua impressionante prima linea d’attacco, composta da Nash, Thornton e Sykora. Per arrivare al 5 a 5 il Davos ha potuto sfruttare anche una certa stanchezza degli ospiti, decimati fino all’osso, anche se nell’overtime anche i bianconeri avrebbero avuto la possibilità di giostrare in superiorità numerica, se solo non avessero commesso a loro volta un fallo da penalità minore.

(A. Zacchetti)

Tra le individualità, spicca di nuovo quella di Glen Metropolit, vero e proprio leader e trascinatore, che nonostante il rimescolamento del suo blocco continua a dare impulsi continui all’attacco. Grida però ancora vendetta quella clamorosa occasione fallita a porta vuota durante un power play di 5′ minuti, e sarebbe potuto essere il gol del 4 a 6 già all’inizio del terzo periodo. Non ha giocato male Nummelin, schierato nel non inusuale ruolo di ala, andato pure a rete a metà partita, insomma una partita onesta senza troppi picchi ma anche senza errori.

Merita un elogio la linea di Reuille, Kamber e Steiner, continue spine nel fianco dei grigionesi, autori di due reti come pure di un importantissimo lavoro di copertura, con in particolare Ulmer che non si è fatto troppo intimidire dalla stazza di Thornton e Nash, ma anzi, ne è uscito con un’ottima figura. Nota obbligatoria per la prima rete in LNA di Luca Fazzini, rete di astuzia e abilità, giusto premio per un ragazzo dal futuro avvenire e che ha lottato ad armi pari per tutto l’incontro con gli avversari.

(A. Zacchetti)

Una sconfitta è sempre una sconfitta, e vederla scivolare a pochi secondi dalla sirena conclusiva fa rabbia, ma guardando la lista degli infortunati e la sua incredibile evoluzione di partita in partita – in totale 9 titolari assenti! – uscirne con un punto è pur sempre prezioso, anche in virtù della bella prestazione dei bianconeri, che avrebbero meritato ben più del punto consolatorio di fronte ad un Davos quasi al completo, ma che ha messo in mostra tutti i suoi limiti di questa stagione. Il Lugano c’è, eccome, e sinceramente è difficile se non impossibile chiedere di più a questa squadra visto il momento estremamente delicato, e allora non c’è che da sperare che l’infermeria cominci a svuotarsi velocemente.

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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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