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Lugano

Un Lugano decimato la spunta ai rigori e vola ai playoff

Ritorno alla vittoria dopo la sfuriata di Ireland in coda alla sconfitta di Friborgo, mostrando una bella reazione. Lugano con un solo straniero, esordio per Vedova

Un Lugano decimato la spunta ai rigori e vola ai playoff

DAVOS – LUGANO

1-2

(0-1, 1-0, 0-0; 0-1)

Reti: 11’36 Bertaggia (Cunti, Furrer) 0-1, 37’51 Corvi (Buck, Senn) 1-1

Rigori: Brunner, Fazzini

Note: Vaillant Arena, 5’245 spettatori. Arbitri Eichmann, Hebeisen; Kovacs, Obwegeser
Penalità: Davos 3×2′ + 1×10′ (Corvi), Lugano 4×2′

DAVOS – La sfuriata di Greg Ireland dopo la brutta prestazione di Friborgo aveva due scopi. Il primo era che ovviamente il coach bianconero non era affatto contento della prestazione dei suoi ragazzi sulla pista burgunda, e quindi lo sfogo era direttamente figlio di quella partita.

Solo che il solitamente composto canadese non ci aveva mai abituato a simili arrabbiature pubbliche, lasciando sempre spazio alle prediche solo tra le mura dello spogliatoio. Però Ireland sa bene che la sua squadra reagisce ai più forti impulsi, come le stimolazioni da grande sfida e da confronto diretto nel gruppo e sicuramente quelle parole dure dentro e fuori dallo spogliatoio avevano anche uno scopo “tattico” nei confronti di Chiesa e compagni.

La tattica psicologica sembrerebbe avere avuto (di nuovo) i suoi effetti, vedendo come si sono comportati sul ghiaccio della Vaillant Arena i suoi giocatori, di nuovo convinti e determinati dal primo all’ultimo cambio. La notevole aggressività dei bianconeri ha provocato effetti anche sui padroni di casa del Davos, notoriamente aggressivi in maniera assurda durante i primi 20 minuti sul loro ghiaccio, stavolta ben contenuti e a tratti controllati agevolmente dal Lugano.

La rete di Bertaggia – che non andava a segno dal 23 dicembre contro il Bienne – dopo l’ottima costruzione di Furrer e Cunti, è stata assolutamente meritata per quanto i bianconeri fossero riusciti a mostrare nei primi 20 minuti. Non un Lugano spettacolare o velocissimo, ma solido, pratico e soprattutto molto compatto. Le assenze molto pesanti della serata grigionese (Klasen, Lajunen, Sanguinetti, Sannitz, Etem) hanno costretto Ireland a schierare il solo Lapierre quale straniero, con Reuille reinventato al centro.

Centri molto “atipici” per la serata, dato che il coach canadese ha ottenuto un grandissimo lavoro di backcheck soprattutto dalle ali, avendo il solo Lapierre quale two way nelle prime linee offensive, con risposte molto concrete e di sacrificio da giocatori come Brunner, Bürgler, Hofmann e Romanenghi, molto impegnati anche in difesa.

La continuità di questo lavoro, con una squadra molto corta e compatta tra i reparti ha permesso al Lugano di portare avanti una partita molto solida e di continuare a mettere sotto pressione Senn in maniera regolare, nonostante il Davos crescesse (non esponenzialmente) con il passare dei minuti.

La rete in power play di Corvi, infatti, è giunta non in maniera estemporanea ma sicuramente non per il frutto di un incedere regolare del Davos, impegnato sul fronte offensivo con folate a volte rabbiose ma frutto di combinazioni poco collettive e per accelerazioni dei soliti Little o Ambühl.

È comunque stata una partita molto aperta fino alla fine, anche nel periodo centrale, equilibratosi ulteriormente sul piano del gioco, entrambe le compagini hanno avuto le loro occasioni per portare a casa la posta piena ma, dove ci è arrivato Senn (su Bürgler e l’esordiente Vedova) ci è arrivato anche Merzlikins, con pure la rete annullata ad Ambühl nei minuti finali per l’ostruzione di Little sul portiere bianconero.

La freddezza degli attaccanti del Lugano durante la serie dei rigori ha quindi regalato la vittoria da 2 punti ad una squadra alla perenne ricerca della stabilità e della continuità, stavolta di nuovo convincente nonostante i cerotti applicati da Ireland alla sua squadra.

Ma questo è ciò che più importa, il Lugano dopo il passo falso di Friborgo è tornato ad essere squadra compatta ed orgogliosa, che mostra anche sempre più una profondità di livello e duttilità degli attaccanti davvero invidiabili nonostante il numero esiguo di uomini.

Assieme al conforto dopo la vittoria nei Grigioni arriva anche la matematica certezza della partecipazione ai playoff, invero mai stata in pericolo in nessun periodo della stagione. Ora la missione sarà quella di recuperare più assenti possibili e trovare la stabilità, sperando che il treno bianconero non si trasformi più in un vagone delle montagne russe.


IL PROTAGONISTA

Greg IrelandAncora una volta il coach bianconero ha saputo tenere tra le mani la sua squadra e recuperarla quando sembrava stesse avendo un nuovo scivolone, dimostrando tutto il suo ascendente su Hofmann e compagni.

La reazione avuto nei Grigioni, da squadra di nuovo compatta e lottatrice nonostante le assenze, ha portato a una nuova vittoria, tutt’altro che scontata e dal valore da non sottovalutare.


HIGHLIGHTS

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