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Ambrì Piotta

Un Ambrì inguardabile evidenzia tutti i suoi limiti contro il Kloten

delloro

AMBRÌ – KLOTEN

1-6

(0-4, 0-1, 1-1)

Reti: 1’08 Hollenstein 0-1, 4’22 Schlagenhauf (Kellenberger, Lemm) 0-2, 5’40 Shore (Weber) 0-3, 13’04 Praplan (Santala, Hollenstein) 0-4, 21’51 Schlagenhauf (Stoop, Sheppard) 0-5, 47’16 Hollenstein (Praplan, Frick) 0-6, 56’36 Bianchi (Emmerton, Kamber) 1-6

Note: Valascia, 4’769 spettatori. Arbitri Fischer, Kurmann; Kaderli, Kovacs
Penalità: Ambrì 1×2′, Kloten 0x2′

AMBRÌ – “Salvate almeno la dignità”, chiedeva uno striscione rimasto esposto per oltre metà partita dai tifosi, ma venerdì sera contro il Kloten i biancoblù non sono riusciti nemmeno in questo intento.

L’Ambrì Piotta si è congedato dal suo pubblico con una prova inaccettabile e vergognosa, arrivando alla pausa dedicata alla Nazionale con venti partite alle spalle che non hanno portato praticamente a nessuna risposta, se non la conferma che le lacune venute a galla durante questa prima fase di campionato sono ancora tutte lì, dove già erano oltre un mese fa.

Kossmann continua infatti la sua infinita ricerca di un assetto da dare al lineup, tanto disperata da indurlo a compiere mosse “da ultima spiaggia” come l’innesto di Tommaso Goi in sostituzione dell’ancora assente Paolo Duca, oppure lo spostamento di Emmerton all’ala, posizione che anche in un contesto “rilassato” come la Coppa Spengler aveva dimostrato di non saper ricoprire al meglio. Ne è scaturito un Ambrì inguardabile, in cui solo Lauper e pochi altri si sono salvati a livello di impegno, ma che in generale è stato surclassato in ogni reparto dal Kloten. Kossmann ha cercato di rimediare in corsa modificando le sue linee nel secondo tempo, ma era di gran lunga troppo tardi.

Agli aviatori sono infatti bastati solamente cinque minuti per chiudere la partita. Un paio di incertezze di Zurkirchen ed un’organizzazione di squadra inesistente hanno spianato la strada alle marcature di Hollenstein, Schlagenhauf e Shore, che dopo 5’41 hanno portato lo score sul 3-0 e indotto Kossmann a mandare immediatamente in pista Descloux.

Se in passato l’Ambrì aveva dimostrato di saper reagire alle reti avversarie – anzi, spesso ci era voluta la classica “doccia fredda” per dare ritmo ai leventinesi – stavolta la reazione non è mai arrivata… E si che alla fine della partita mancavano ancora 55 minuti. A livello di emozioni ed intensità questa è però una squadra che fa estremamente fatica, così come fa fatica a scendere sul ghiaccio come un’unica unità, tanto da rendere venerdì sera i problemi di filtro in zona neutra di proporzioni mastodontiche.

Stavolta i biancoblù sono inoltre stati traditi dalla loro più grande certezza, ovvero un Sandro Zurkirchen che ha sulla coscienza almeno un paio di gol, in particolare quel 3-0 che ha dato un colpo fatale al morale della squadra.

Dopo averlo richiamato in panchina in seguito al gol di Shore, Kossmann lo ha rimandato tra i pali all’inizio del secondo tempo con l’intento di confermargli la fiducia, ma probabilmente il giocatore non era mentalmente in grado di reagire così in fretta. Ne è scaturito il goffo punto concesso a Schlagenhauf che, firmando la doppietta, ha ribadito – non che ce ne fosse bisogno – come la partita fosse oramai chiusa.

5-0 dopo 21’51, e da lì alla terza sirena sono stati solo fischi e alcuni momenti addirittura umilianti, culminati con quell’assist stupendo tra le gambe di Praplan per Hollenstein che ha portato al 6-0.

Giustificato lo scontento espresso senza troppi giri di parole dal publico, perchè questo Ambrì non si è fatto trovare pronto a quella che doveva essere una partita fondamentale, e che invece è stata affrontata con un atteggiamento completamente sbagliato. Il livello di pattinaggio, intensità, organizzazione di squadra e talento mostrato dal Kloten è stato infatti di un altro pianeta, e se l’avversario di venerdì per l’Ambrì è da considerasi come uno diretto per la corsa ai playoff, beh, c’è sicuramente da porsi qualche domanda.

Delle attenuanti ci sono sicuramente, come il fatto di dover continuare a concedere uno straniero all’avversario, fattore che diventa ancora più grave se si considera che i giocatori d’importazione arruolabili non stanno certo facendo stravedere. La missione dell’Ambrì diventa poi quasi impossibile quando alcuni di quelli che dovevano essere i punti cardine della squadraD’Agostini, Mäenpää, Berger – da deludenti sono diventati addirittura indisponibili, mentre altri attualmente sul ghiaccio – come Emmerton oppure Lhotak – rendono molto al di sotto delle aspettative. Dei biancoblù sinora poco si salva, sia a livello di squadra che su quello individuale, anche se diversi elementi non sembrano essere messi in condizione di esprimersi al meglio.

La pausa non poteva dunque arrivare in un momento migliore, e la settimana senza partite in calendario costringe ora la dirigenza a prendere una decisione. I numeri condannano Kossmann, che in una trentina di partite – preseason compreso – sta ancora cercando delle risposte che non sembra in grado di trovare.

La classifica fortunatamente rimane corta – anche se l’Ambrì deve guardare tutti dal basso – ma al momento la posizione in graduatoria appare come l’ultimo dei problemi. Siamo solo a fine ottobre, ma con venti match alle spalle si è anche quasi a metà campionato, ma questa squadra appare ben lontana dall’avere un sistema di gioco solido e con dei ruoli definiti per gli elementi a propria disposizione. È questo ciò che realmente deve preoccupare…

fattore2IL COLLETTIVO VENUTO A MANCARE: L’Ambrì Piotta ha incassato tre reti nel giro di pochi minuti, e la partita contro il Kloten è praticamente finita lì. I biancoblù non hanno trovato alcun argomento per trovare una reazione, e a livello di squadra si sono mostrati estremamente fragili e disuniti.

Sono bastati un paio di errori per far crollare completamente i biancoblù a livello collettivo, e gli elementi che hanno dimostrato di voler provare veramente a reagire sono stati pochissimi.

Nessuna reazione individuale, ancor meno a livello collettivo, con il Kloten che ha potuto passeggiare tra le file di una squadra biancoblù disunita tra i reparti e mal organizzata. E questo è ancora più allarmante del pesante risultato.

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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all’Università della Svizzera italiana.

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