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Ti racconto una partita

Ti racconto una partita: la Coppa Sahib di Ambrì, nel 1938 portò la passione per l’hockey

I giovani di Ambrì e Piotta si riunirono per la prima volta grazie alla creazione della Pista della Cava, dando vita al club nel settembre 1937. Qualche mese dopo il debutto ufficiale in un torneo a cui presero parte due squadre

© Gino Gobbi

Attuale più che mai, la battaglia dell’Ambrì Piotta per avere a disposizione una struttura in cui poter svolgere le proprie attività è una tematica che ha accompagnato il club praticamente sin dalla sua nascita.

Già nel 1937 ci si dovette infatti ingegnare, perché se da un lato a Piotta si pattinava già prima di quella data, ad Ambrì la prima superficie ghiacciata venne ricavata in zona “Cava”, su quel terreno che viene oggi utilizzato come parcheggio della Valascia. L’area pianeggiante permetteva la creazione di una rudimentale pista, risultato del duro lavoro per spostare la neve dalla zona di gioco, in quegli anni delineata non dalle balaustre ma da travi di abete alte poco più di una spanna.

Pur con tutti i suoi compromessi quella prima pista fu fondamentale per arrivare allo storico accordo tra i giovani dei due paesi, e la Pista di Cava divenne ufficialmente il ghiaccio amico di quella squadra chiamata Ambrì-Piotta, nata ufficialmente il 19 settembre 1937.

© Gino Gobbi

Il debutto ufficiale avvenne domenica 2 gennaio 1938, quando i ragazzi biancoblù scesero in pista nell’ambito della Coppa Sahib, un torneo sponsorizzato dalla Ditta Orienta SA di Lugano a cui presero parte anche Faido e Aget-Locarno. L’Ambrì Piotta in quell’occasione si iscrisse a dire il vero con due formazioni, e per quella che veniva definita come “prima squadra” vi fu lo smacco di perdere per 1-0 contro le proprie seconde linee, denominate come “Avvenire” e che finirono per vincere il torneo. Apparve in quel contesto anche il primo sponsor, con la scritta “Fumate sigarette Sahib!” sulla piccola transenna.

La formazione che si aggiudicò la coppa era composta da Alberto Ferrari, Renzo Peverelli, Delio Giannini, Armando Graziani, Remo Visconti, Aldo Aebischer, Sergio Gobbi ed Enrico Guscetti.

Le squadre scesero in pista con divise e attrezzature di fortuna, e gli allenamenti iniziarono solamente nel mese di dicembre, anche perché il ghiaccio artificiale era un lusso che arrivò solamente una ventina di anni più tardi e dunque non si poteva che aspettare il gelo prima di preparare la pista. Il compito era affidato ai giovani della zona, ed alcuni di loro univano l’utile al dilettevole effettuando le esercitazioni al funzionamento della pompa per incendi in zona Cava, così da creare nel contempo una superficie ghiacciata.

© Il fascino della Valascia, 1937-1985

Una prima inaugurazione dell’impianto avvenne già nel periodo natalizio, quando i ragazzi di Ambrì e Piotta diedero dimostrazione del nuovo sport, definito nelle prime cronache sui giornali come “artistico ed entusiasmante”. A scatenare però l’entusiasmo della gente fu proprio quella Coppa Sahib di inizio gennaio, il primo torneo di hockey in Ticino, anche se non mancarono gli scettici.

Qualche giorno prima delle partite si poteva infatti leggere su giornali e periodici diverse perplessità sulla decisione di mettere a confronto squadre appena costituite, scarsamente allenate e complessivamente alle prime armi con lo sport. Il ghiaccio però smentì tutti i timori.

“Ne doveva perdere la tecnica sportiva che appassiona e trascina, e che fa del giuoco dell’hockey su ghiaccio uno sport atto a richiamare di colpo l’attenzione e la passione delle masse”, si leggeva. “Il risultato ottenuto ha detto chiaro che l’encomiabile gesto della fabbrica donatrice della Coppa ha contribuito a dare un vero risalto all’appassionante sport, provocando ondate d’entusiasmo e di passione tra gli astanti, e tra gli stessi giovani e promettenti giuocatori”. Tra hockey e Ticino, insomma, è stato amore a prima vista.

© Il fascino della Valascia, 1937-1985

Da quel pomeriggio di gennaio l’hockey nella nostra regione aquisì una chiara importanza. Praticamente immediate le sollecitazioni a popolazione ed autorità di sostenere questo sport, “avranno così contribuito a formare giovani fisicamente forti, ed a procurare alla popolazione anche dei nostri sperduti villaggi qualche ora di vero godimento e di entusiasmante passione, e nello stesso tempo, a far conoscere le nostre regioni, ed a portare in esse un po’ di vita e di benessere”.

Seguì nel marzo 1938 il primo campionato ticinese, a cui presero parte Ambrì Piotta, Avvenire, A.D.G. Lugano, H.C. Magadino. A.D.G. Faido e H.C. Locarno. Si riuscì a svolgere solamente la prima fase, mentre l’atto conclusivo del torneo non poté svolgersi a causa del disgelo… Ma non si tornò più indietro, l’hockey era oramai diventato indelebilmente parte del Ticino.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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