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Ti racconto una partita: Europa biancoblù, l’Ambrì strappa la Continental Cup al Kosice

Nella fase finale del torneo i leventinesi intraprendono l’avventura slovacca senza staff tecnico. Cada e Fritsche guidano la squadra alla vittoria per quel successo che ha aperto le porte internazionali all’hockey svizzero

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A livello europeo la fine degli anni Novanta è stato un periodo di assestamento per i tornei continentali, con l’addio all’Europa Cup nel 1997 e la creazione dell’European Hockey League, torneo che era chiamato a prenderne il testimone. Parallelamente venne creata una seconda competizione, la Continental Cup, un palcoscenico internazionale per quelle realtà che non avevano accesso all’EHL.

È in questo contesto che si gioca una delle pagine più memorabili della storia dell’Ambrì Piotta, con i biancoblù di Larry Huras impegnati a tenere alta la bandiera rossocrociata mentre Zugo e Friborgo cercavano di fare altrettanto nella terza edizione dell’European Hockey League.

I leventinesi iniziarono la stagione 1998/99 lanciatissimi, ed il torneo preliminare ospitato alla Valascia a metà novembre rappresenta quasi una formalità. Petrov e compagni si impongono a punteggio pieno, superando senza forzare – ma non giocando il loro miglior hockey – i modesti avversari del Graz (2-0), Olimpija Ljubljana (6-5) e Unia Oswiecim (3-1).

In attesa dell’appuntamento con il girone finale l’Ambrì Piotta in campionato avanza come un rullo compressore, e al momento di partire per Kosice per la fase decisiva della Continental Cup (27-29 dicembre) i biancoblù hanno un bilancio di 21 vittorie, 3 pareggi e solamente 5 sconfitte.

Le avversarie che attendono i leventinesi in Slovacchia impongono però cautela, visto che oltre ai campioni in carica del Kosice, sul ghiaccio la squadra del presidente Emilio Juri si ritroverà di fronte i tedeschi del Düsseldorf ed i forti russi dell’Avangard Omsk. A rendere l’impresa ancora più difficile ci pensano inoltre diverse assenze, su tutti quella dello staff tecnico composto da Larry Huras e Ted Snell, entrambi costretti al rientro in Canada per motivi familiari.

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Per la trasferta la squadra viene così affidata a Rostislav Cada, spalleggiato in panchina dall’infortunato John Fritsche. Alla rosa manca inoltre l’apporto dei giovani Cereda, Prinz e Demuth, impegnati ai Mondiali U20 con la Svizzera allenata da John Slettvoll. Nel corso del torneo l’Ambrì perde anche Steffen per infortunio, ed inoltre l’ultima partita del torneo – quella decisiva contro il Kosice – inizia con la penalità di partita rimediata da DiPietro.

L’avventura slovacca inizia comunque nel migliore dei modi per l’Ambrì Piotta, che batte il Düsseldorf per 6-4 al debutto e mette poi una grandissima ipoteca sulla vittoria finale grazie al successo per 5-3 sull’Avangard Omsk. Con un’ultima partita ancora da giocare il calcolo è subito fatto in casa leventinese, a capitan Gianini e compagni sarebbe andata bene anche una sconfitta al cospetto dei padroni di casa, a patto di limitare i danni ad una sola rete di scarto.

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L’Ambrì è dunque chiamato a stringere i denti, contro un avversario disposto a tutto pur di conquistare il trofeo per il secondo anno consecutivo. A corto di effettivi, coach Cada è costretto a mischiare alcune delle sue carte spostando Ivankovic al centro, mentre elementi come Petrov e Baldi sono presto chiamati a giocare sostanzialmente in due linee.

Tra i pali Pauli Jaks sostiene i suoi con un’altra grande prestazione, ed anche quando il Kosice sblocca il risultato al 33’27 gli ospiti non si scompongono. Ancor prima della seconda sirena l’Ambrì ottiene infatti il pesantissimo pareggio, firmato da quel Claude Verret arrivato in prestito da Losanna e che già era andato in gol nei giorni precedenti.

Nell’ultimo periodo i biancoblù difendono il risultato in ogni modo, tremano un po’ quando Rybovic infila il 2-1 locale, ma la seconda rete di scarto che sarebbe risultata fatale viene evitata con grande sacrificio. Al suono dell’ultima sirena esplode la gioia, con i giocatori ad abbracciarsi sul ghiaccio e gli oltre 200 tifosi accorsi in Slovacchia a festeggiare sugli spalti.

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Per il piccolo club di Valle è una pagina storica, che vedrà un secondo glorioso capitolo l’anno successivo ed un prestigioso punto esclamativo nell’estate 1999, con quel successo per 2-0 sul Metallurg Magnitogorsk valso la Supercoppa IIHF.

“L’Europa è biancoblù”, cantavano i tifosi, ed oggi a distanza di anni è ancora più evidente quanto quei successi furono importanti per l’hockey rossocrociato.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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