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Coppa Spengler

Team Canada primo finalista, Dinamo battuta non senza fatica

DINAMO MINSK – TEAM CANADA

2-3

(0-2, 1-1, 1-1)

Reti: 07’07 Pouliot (Micflikier, Didomenico) 0-1, 14’03 Didomenico (Noreau, Pouliot) 0-2, 21’44 Stepanov (Pettersson, Korobov) 1-2, 52’29 Genoway (Pouliot) 1-3, 55’16 Ellison (Korobov, Kovyrshin) 2-3

Note: Vaillant Arena, 6’300 spettatori (tutto esaurito). Arbitri Leggo, Wiegand; Borga, Kovacs
Penalità: Dinamo Minsk 8×2′ + 1×10′, Team Canada 6×2′ + 1×10′

DAVOS – La semifinale tra Dinamo Minsk e Team Canada è stata la miglior partita del torneo, forse non la più spettacolare e “godereccia” per il pubblico, ma a livello tecnico, tattico, di intensità fisica e padronanza delle proprie zone è stato un ottimo match.

Bielorussi (con Fredrik Pettersson all’esordio in maglia biancoblù) e canadesi hanno dato vita a una partita vera nel contesto della Coppa Spengler, senza risparmiarsi nei contrasti fisici, dove si sono visti anche colpi duri e a volte pure pericolosi.

Entrambe le compagini hanno insomma preso sul serio questo incontro, con gli uomini di Richardson dominatori per gran parte del primo periodo, con gli avversari intenti a difendersi con ordine ma anche a fatica e cercando di ripartire in velocità con uscite pulite e rapide dal proprio terzo.

L’impostazione di contenimento da parte di Ellison e compagni ha funzionato solo in parte, dato che la proverbiale aggressività del Team Canada unita a un gioco come sempre avvolgente e intenso ha prodotto due reti che avrebbero potuto già indirizzare la gara in una precisa direzione.

Va detto che la Dinamo ha dovuto fare i conti con la famosa “tolleranza zero” in diverse occasioni già nei primi 20′, spendendo buona parte del tempo a giocare in box play.

Stabilizzatasi (o meglio, equilibratasi) la situazione delle penalità nel periodo centrale, i bielorussi hanno potuto cominciare a contrastare meglio la velocità canadese, annullando parte delle scorribande di Mason Raymond e soci, facendosi pure vedere con maggior frequenza dalle parti dell’ottimo Fucale, e con la rete di Stepanov la partita si è definitivamente riequilibrata.

Pochissimi gli errori di impostazione di entrambe le squadre, come testimoniato dall’assenza totale di contropiedi “liberi” con la superiorità numerica creata dai turn over, le difese erano ottimamente messe in pista e la zona neutra è stata molto combattuta.

Il match si è riaperto nel terzo periodo, la Dinamo ha cercato con insistenza di completare la rimonta, ma Chay Genoway ha trovato l’allungo decisivo al 53′ in un momento di forcing del Team Canada. Nulla è valsa la spinta finale dei bielorussi, che hanno riaccorciato le distanze con Ellison in power play e nel forcing finale hanno sfiorato l’agognato pareggio in 6 contro 5, ma Fucale e la propria difesa si sono salvati con uno sforzo non indifferente.

La Dinamo Minsk viene eliminata con non poche difficoltà dai nordamericani, e ha dimostrato il grande valore di una squadra equilibrata e ottimamente messa in pista dal coach Woodcroft, dotata di alcuni elementi molto interessanti.

Il Team Canada approda in finale per contendere questa Coppa Spengler come ampiamente pronosticato alla vigilia nonostante la squadra sia meno stellare rispetto a certe selezioni passate, ma dimostra sempre un’organizzazione di gioco e uno spirito di squadra che non sono secondi a nessuno.

fattore2TROPPE PENALITÀ: I molteplici falli fischiati alla Dinamo Minsk nel primo periodo ne hanno precluso l’entrata in partita per molto tempo, e i bielorussi hanno pagato ciò con due reti sul groppone.

Ellison e compagni hanno alzato il ritmo del proprio gioco forse troppo tardi, e la partita si è equilibrata paradossalmente anche a favore del Team Canada.

Non sono mancate l’intensità e la voglia alla Dinamo, ma quelle energie spese a difendersi nel primo tempo e le due reti subite sono state pagate sull’arco dell’incontro.

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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa in particolar modo della copertura di tutto ciò che ruota attorno all'HC Lugano e alla NLA.

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