Social Media HSHS

Ambrì Piotta

Tanto lavoro ma nessun killer instinct, Ambrì ancora in bianco

I biancoblù si battono bene contro lo Zugo, ma la rete non arriva e manca ora da 130 minuti. Ancora sterile il powerplay, preoccupa l’infortunio a Nättinen

Tanto lavoro ma nessun killer instinct, Ambrì ancora in bianco

ZUGO – AMBRÌ

2-0

(0-0, 1-0, 1-0)

Reti: 22’31 Shore (Bachofner, Schlumpf) 1-0, 58’43 Simion (Hofmann, Kovar) 2-0

Note: Bossard Arena, porte chiuse. Arbitri Tscherrig, Stolc; Cattaneo, Wolf
Penalità: Zugo 4×2′ + 1×5′ + 1×20′, Ambrì 4×2′ + 1×10′

Assenti: Patrick IncirMatt D’AgostiniBenjamin ConzElias BianchiElia MazzoliniIsacco Dotti (infortunati), Christian Pinana (Rockets), Johnny Kneubuehler (sovrannumero)

ZUGO – C’è un’immagine perfetta per riassumere questa partita, ed è quella dell’occasione sprecata da Noele Trisconi nel periodo centrale. Come lui tutto l’Ambrì Piotta ha lavorato duramente per 60 minuti, complessivamente si è anche fatto preferire allo Zugo per mole di gioco ed occasioni costruite, ma alla fine i biancoblù hanno sparato nuovamente a salve ed il raccolto è stato una volta di più magro in rapporto a quanto seminato.

Come spesso successo la squadra di Cereda ha fatto bene parecchie cose – anche a livello difensivo, buona la prova di Östlund – ma lo scopo ultimo della manovra è quello di trovare la via della rete, ed in questo i leventinesi devono ancora riuscire a trovare le risposte ai propri limiti tecnici, per invertire una tendenza che vede ora l’Ambrì assente dal tabellino da 130 minuti.

Tra queste risposte dovrebbe essere il powerplay, che però anche stavolta non ha trovato efficacia ed ha così portato a quota 17 le opportunità in superiorità numerica consecutive non sfruttate dall’Ambrì nelle ultime uscite, quattro nell’occasione. Una di queste è arrivata nel finale ed è stata di cinque minuti, ma anche in quel frangente il killer instinct ha fatto difetto e lo Zugo ha potuto condurre in porto una vittoria che gli ospiti hanno avuto tutte le opportunità necessarie per mettere in dubbio.

Ritrovare efficacia in fase offensiva non sarà però un compito semplice, soprattutto se la squadra dovrà fare a meno per un periodo prolungato di Julius Nättinen, uscito visibilmente scosso dopo la spinta alla balaustra di Cadonau, che ha pagato il gesto con una doccia anticipata.

Il finlandese stava ancora lavorando per ritrovare quella pericolosità lasciata per strada già da un po’ di tempo, ed in generale Cereda ha cercato di stimolare la propria squadra con alcuni cambiamenti di linee. Kostner è stato promosso al centro di Flynn e del rientrante Horansky, con l’italiano che ha dato una buona fisicità alla linea, mentre l’americano si è reso pericoloso in più di un’occasione. Lo slovacco invece si è visto poco, e dopo qualche partita passata in tribuna l’Ambrì si aspetta anche da lui un contributo più concreto.

Al momento dunque i limiti dei biancoblù stanno avendo le meglio sulle qualità della squadra, che anche domenica sono state portate sul ghiaccio. La partita era iniziata in maniera delicata con un boxplay praticamente immediato, ma l’Ambrì ha gestito bene il momento e si è poi installato spesso dalle parti dell’attento Hollenstein, che alla sirena finale ha festeggiato il primo shutout stagionale.

Parecchie sono state le occasioni da rete – alcune ghiottissime – capitate sui bastoni ospiti. I vari Flynn, Nättinen, Trisconi oppure Zwerger sono tutti andati vicini ad un gol che sarebbe stato importantissimo, ma invece a trovare la via della rete – in quel momento in maniera un po’ estemporanea – è stato Nick Shore, che ad inizio periodo centrale ha costretto l’Ambrì ad inseguire.

Alla fine i tiri in porta degli uomini di Cereda saranno 45 (e ben 81 i puck scagliati verso la porta avversaria), trovati al cospetto di uno Zugo che è tra le migliori della lega nel limitare le conclusioni sul proprio portiere (32 di media, meglio solo Bienne e ZSC), di cui praticamente due terzi arrivati dallo slot.

Quantità e vicinanza alla porta è ciò che dovrebbe essere alla base dell’attacco biancoblù, dunque anche in questo senso le intenzioni erano corrette, ma è anche chiaro che la squadra ha bisogno di qualche sussulto individuale di maggior rilievo per non vanificare la grande mole di lavoro.

L’Ambrì Piotta guarda così alla prossima settimana per certi versi dalla casella di partenza, con un problema realizzativo sempre più concreto ed un powerplay che sta incontrando le sue difficoltà a sbloccarsi. La base a livello di sistema appare solida, ma con D’Agostini ancora out e Nättinen che potrebbe doversi a sua volta fermare, le sfide per le prossime partite si presentano a maggior ragione molto impegnative.


IL PROTAGONISTA

Luca Hollenstein Ha vissuto un pomeriggio decisamente movimentato il secondo portiere dello Zugo, che si è visto bersagliato da ben 45 tiri.

Certo, gli attaccanti biancoblù non hanno brillato per killer instinct, ma è chiaro che Hollenstein ci ha messo decisamente del suo per mandare in bianco l’Ambrì Piotta. Quello festeggiato domenica è stato per lui il primo shutout in National League.


HIGHLIGHTS

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

Click to comment

Altri articoli in Ambrì Piotta