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Ambrì Piotta

Tanti errori e stesso risultato, quarta vittoria filata dell’Ambrì!

ZSC LIONS – AMBRÌ

2-3

(1-1, 1-1, 0-0; 0-1)

Reti: 5’02 Cunti (Blindenbacher) 1-0, 11’34 Fuchs (Guggisberg, Fora) 1-1, 29’38 Chris Baltisberger (Sjögren) 2-1, 35’37 Fuchs (Duca) 2-2, 63’54 Mäenpää (Emmerton, Monnet) 2-3

Note: Hallenstadion, 8’132 spettatori. Arbitri Eichmann, Piechaczek; Fluri, Obwegeser
Penalità: ZSC Lions 2×2′, Ambrì 3×2′

ZURIGO – Ha giocato a lungo con il fuoco l’Ambrì, così come ha fatto lo Zurigo, ed alla fine ne è uscita una partita in cui le due squadre si sono scambiate errori e disattenzioni, che sul fronte biancoblù sono state sistematicamente arginate da uno Zurkirchen strepitoso.

I biancoblù sin dal primo tempo sono apparsi più volenterosi che organizzati, ed infatti tantissimi errori di posizionamento hanno permesso ai Lions di infilarsi agevolmente tra le maglie ospiti e di trovare troppo liberamente il tiro.


(© Berend Stettler)

La tendenza si è poi estesa sull’arco di tutto l’incontro e, pur tenendo conto di un certo margine di errore, alla fine il conteggio ufficiale dei tiri concessi dell’Ambrì segnava addirittura quota 62… Un numero stratosferico, che ben riflette l’importante rivestita da Zurkirchen nei due punti portati a casa dalla squadra di Kossmann.

Attenzione però, perchè se da un lato l’Ambrì non ha certo brillato a livello di organizzazione e coesione tra i reparti, dall’altro nemmeno gli ZSC Lions si sono presentati con la lucidità necessaria per sfruttare le lacune avversarie. Certo, dopo cinque minuti Cunti ha infilato l’1-0 che ha messo a nudo tutti i limiti ospiti, ma quella rete non ha mai rappresentato un punto di partenza per lo Zurigo, che per tutta la sera ha vanificato un numero impressionante di occasioni.

Per i biancoblù invece il buon esempio l’ha dato la linea guidata da capitan Duca (blocco capace di riscattarsi dopo l’immobilismo sul gol d’apertura), capace di costruire la prima reale occasione da gol leventinese con un bel contropiede, che Fuchs per poco non concludeva in rete con un tocco nello slot. Poco male però, perchè poco dopo proprio il numero 21 ha deviato in bella maniera un appoggio lasciato partire da Guggisberg in powerplay, firmando l’1-1.


(© Berend Stettler)

Sventato il pericolo del gol dell’ex – Pestoni aveva trovato il fondo del sacco, ma il gol è stato annullato per ostruzione di Cunti su Zurkirchen – nel secondo periodo la musica non è cambiata. La squadra allenata da Hans Wallsson ha continuato a godere di troppa libertà e l’impressione è che troppo spesso Zurkirchen si ritrovasse a “fare le cose da solo”, senza la necessaria protezione. Ne è stata una chiara immagine un’azione di Thoresen proprio nel periodo centrale, quando solo contro tre biancoblù è riuscito ancora agevolmente a trovare il tiro, in maniera anche pericolosa.

Un grave errore di Mäenpää – prestazione molto altalenante la sua, ma conclusa con il gol decisivo – ed il conseguente contropiede non sono bastati come campanello d’allarme, ed ecco che allora la difesa dell’Ambrì alla mezz’ora si è aperta per l’ennesima volta (nell’occasione Gautschi e Fora in pista) e Chris Baltisberger ne ha approfittato per inserirsi e bruciare tutti i leventinesi in transizione.

Nonostante questo la squadra non ha mai smesso di lavorare, accorgendosi che nemmeno gli ZSC Lions erano perfetti venerdì sera. Duca ha così recuperato un grande disco mentre i suoi erano in boxplay, e l’ha consegnato a Fuchs per un 2-2 in shorthand che è subito parso di fondamentale importanza.


(© Berend Stettler)

Nel terzo tempo le cose sono poi migliorate leggermente, anche se in apertura non sono mancate almeno un paio di clamorose occasioni per i Lions, sventate da Zurkirchen ed una di Herzog respinta dall’asta. Grazie al secondo powerplay di serata l’Ambrì ha però ripreso coraggio, trovato diverse conclusioni che hanno fatto tremare Flüeler e sfiorato anche la zampata vincente con Lhotak, che su rebound è andato vicino al 3-2.

Nell’overtime poi tutto poteva succedere e, dopo una grande azione di Guggisberg che ha peccato d’eccessivo altruismo per servire Trunz sotto porta, una ripartenza ottimamente orchestrata da Monnet ed Emmerton è stata conclusa in gol da un bel tiro di Mäenpää, sinonimo di quarta vittoria consecutiva!

L’Ambrì Piotta per ora fatica dunque a convincere, ma ha anche il pregio di trovare – in una maniera o nell’altra – il modo di fare punti, e questa rimane comunque una caratteristica importante e sicuramente non scontata. Bisogna però ammettere che ci è voluta una prestazione stratosferica di Zurkirchen per restare in partita nelle fasi più complicate, mentre nel proprio terzo di difesa, in fase di transizione e nella comunicazione tra reparti rimane tantissimo lavoro ancora da fare.


(© Berend Stettler)

I biancoblù hanno vissuto il loro miglior momento durante il terzo tempo quando, dopo essere riusciti ad arrivare sino a quel momento in parità, hanno dato l’impressione di poter affondare il colpo decisivo ad uno Zurigo più autoritario ma non sempre concentrato. Le lacune delle ultime uscite sono però tutte ancora lì e, nonostante un bilancio di quattro vittorie “parziali” filate, è chiaro che la squadra deve ancora raggiungere una certa compattezza.

I punti permettono però di prendere ossigeno, incamerare fiducia e lavorare con una certa tranquillità, anche se un deciso passo avanti a livello collettivo e di gioco si deve ancora vedere.

fattore2
SANDRO ZURKIRCHEN:
Secondo la SIHF l’Ambrì Piotta ha avuto bisogno di addirittura 60 parate del suo portiere per strappare due punti allo Zurigo, numeri che alcuni suoi colleghi non fanno registrare nemmeno sull’arco di un intero weekend.

Verosimilmente la cifra è un po’ alta, ma consultando altri conteggi effettuati nel corso del match si arriva alla conclusione che meno di 50 interventi sicuramente il portiere biancoblù non li ha fatti… E che interventi!

Lo Zurigo ha avuto una grandissima quantità di occasioni limpide da gol, ma Zurkirchen stavolta è stato praticamente perfetto ed ha messo una pezza a quasi tutti gli errori commessi dai suoi compagni.

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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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