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Tante partenze, parecchi giovani e grandi incertezze… Il Davos è una vera scommessa

Con una lunga lista di addii e la rosa più giovane della Lega il Davos può sorprendere come deludere. Le preoccupazioni principali sono sull’impatto dei talenti più acerbi e su degli stranieri spesso colpiti da infortuni

L’inizio della stagione 2018/19 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le 12 squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


DAVOS

La rosa 2018/19

PORTIERI
Gilles Senn, Joren van Pottelberghe

DIFENSORI
Marc Aeschlimann, Davyd Barandun, Dominic Buchli, Felicien Du Bois, Fabian Heldner, Sven Jung, Magnus Nygren (), Claude Paschoud, Julian Payr, Lukas Stoop

ATTACCANTI
Andres Ambühl, Thierry Bader, Ento Corvi, Chris Egli, Yannick Frehner, Luca Hischier, Tino Kessler, Perttu Lindgren (), Dario Meyer, Inti Pestoni, Jerome Portmann, Shane Prince (), Sami Sandell (), Dominic Weder, Marc Wieser, Dino Wieser


Il Davos sta cambiando, più di qualsiasi altra squadra della lega. La lista delle partenze in casa dei grigionesi è una delle più lunghe che si possano ricordare, ed il risultato è una squadra che si presenta come la più giovane della NLA e con la promessa di parecchie novità d’organico anche nel prossimo futuro.

I ragazzi agli ordini di Del Curto vanno infatti a comporre una rosa che è in scadenza per oltre la sua metà – 15 giocatori – dunque la motivazione alla Vaillant Arena sarà più alta che mai. L’energia dei giovani e la concorrenza interna saranno infatti due delle armi principali di un Davos che non è più attrezzato come un tempo, ma che può ancora vantare alcuni elementi di indubbio livello attorno a cui uno dei migliori allenatori della lega potrà plasmare il suo credo.

La “rivoluzione” nei Grigioni è iniziata in maniera in parte inaspettata, con la partenza di quattro giocatori con ruoli chiave che hanno fatto le valigie nonostante un contratto ancora valido. Nel corso degli ultimi mesi hanno infatti lasciato la Vaillant Arena due stranieri di buon livello come Little e Rödin, così come altrettanti giocatori svizzeri con un ruolo definito come Simion e Jörg.

Tra le partenze di rilievo troviamo inoltre quelle di Kousal, Walser, e delle giovani promesse Eggenberger e Jäger, situazione a cui il Davos ha risposto con ingaggi interessanti ma che rappresentano anche delle scommesse. Il mercato svizzero si è infatti concentrato sui giovani, con l’arrivo di Hischier (23 anni), Meyer (21) e Bader (21), nomi a cui si è aggiunto un più navigato Pestoni (27) alla ricerca del rilancio, ma il cui impatto resta imprevedibile.


DAVOS

ARRIVI
Luca Hischier (C/RW, Berna)
Lukas Stoop (D, Kloten)
Dario Meyer (RW, Berna)
Thierry Bader (C, Kloten)
Inti Pestoni (LW, ZSC Lions)
Sami Sandell (LW/C, Ilves)
Shane Prince (LW/C/RW, New York Islanders)

PARTENZE
Noah Schneebeger (D, Friborgo)
Gregory Sciaroni (LW/RW, Berna)
Samuel Walser (C, Friborgo)
Ramon Tanner (C/W, Bienne)
Broc Little (LW, Linköping)
Marco Forrer (D, Friborgo)
Pascal Blaser (D, Winterthur)
Simon Kindschi (D, Langnau)
Dario Simion (LW/RW, Zugo)
Nando Eggenberger (LW/RW, Oshawa Generals)
Ken Jäger (C, Rögle BK)
Anton Rödin (RW/LW, Anaheim Ducks)
Robert Kousal (C/W, Brynäs IF)
Mauro Jörg (LW/RW, Lugano)

STRANIERI
Perttu Lindgren (C )
Magnus Nygren (D )
Sami Sandell (LW/C )
Shane Prince (LW/C/RW )


Sul fronte straniero l’ingaggio più interessante è quello dello statunitense Shane Prince, che ha ottimamente impressionato nel preseason ma che è anche reduce da una stagione falcidiata da infortuni. Ancor più delicato il contesto che attornia il finlandese Sami Sandell, giocatore di alta caratura – 48 punti in 53 partite nella Liiga lo scorso anno – ma storicamente fermato da guai fisici, che lo hanno costretto a giocare solamente 16 partite tra il 2015 ed il 2017.

L’innesto più importante rispetto alla passata stagione il Davos potrebbe però ritrovarselo in casa. Perttu Lindgren ha infatti finalmente ripreso a giocare dopo aver mancato praticamente tutto il campionato 2017/18, e se tornerà quello di un tempo i grigionesi potranno tornare a contare su uno dei migliori centri del torneo.

Anche il suo caso, così come quello degli altri tre stranieri offensivi, si presenta però come estremamente delicato e dalle loro condizioni fisiche dipenderanno le effettive possibilità del Davos di centrare i playoff, obiettivo che dalla promozione del 1993 ad oggi i grigionesi non hanno mai (!) fallito.

La tendenza alla Vaillant Arena è però pericolosamente al ribasso, soprattutto considerando come la squadra sia reduce dalla peggior stagione (75 punti) dall’introduzione del calendario a 50 partite, cambiamento avvenuto nel 2007.

Per riuscire nel suo intento Arno Del Curto dovrà dunque affidarsi alla guida dei “soliti noti”, con i vari Ambühl, Corvi e Marc Wieser a mostrare la giusta via. Attorno a loro, oltre alla già citata fragilità degli stranieri, c’è un gruppo di giocatori tanto giovani quanto imprevedibili a livello d’impatto, ed è proprio lì che il coach dovrà dimostrare di avere ancora il suo famigerato tocco magico.


Il leader della difesa sarà sempre lo svedese Magnus Nygren – verosimilmente il miglior giocatore della squadra – a cui si aggiungeranno pochi elementi d’esperienza come il nuovo arrivato Stoop e Du Bois, che dovranno fare da guida ad un reparto che per il resto ha una media che non raggiunge i 21 anni di età.

Il comune denominatore dei giovani è presente anche tra i pali, con Gilles Senn e Joren van Pottelberghe che hanno rispettivamente 22 e 21 anni. Il primo sembra avere un sensibile vantaggio sul secondo, ma complessivamente il reparto non si presenta come tra i più affidabili.

Entrambi hanno dei momenti in cui sanno mostrare il loro talento, sostenuti anche da una grande statura che sembra sempre di più diventare lo standard del portiere moderno. L’affidabilità della coppia è però limitata e l’errore evitabile sembra sempre dietro l’angolo, anche se indubbiamente l’avere un anno d’esperienza in più dovrebbe portare a dei miglioramenti.

Tirare le somme in casa Davos diventa dunque parecchio complicato. La squadra può basarsi su alcuni punti fermi di indubbia qualità, ma tutta la rosa è caratterizzata dall’incertezza ed imprevedibilità che deriva da un grandissimo numero di cambiamenti a livello di mercato, dall’impatto che avranno i tanti giovani presenti in rosa e da quanta “fortuna” avrà la squadra a livello di infortuni e rilanci dopo periodi di assenza.

Arno del Curto è il miglior coach che si possa desiderare in un contesto del genere, grazie alla sua abilità nel trovare un ruolo ad ogni giocatore ed il “tocco” che spesso porta tutti a sfruttare appieno le proprie probabilità.

Il potenziale della squadra c’è, e se sfruttato permetterà al Davos di centrare i playoff per la 26esima (!) volta consecutiva. Ci sono però dei “se” davvero importanti e cruciali… Al Davos il compito di rispettare la tradizione.


MIGLIOR INNESTO

Shane Prince: L’ex attaccante dei New York Islanders ha una storia recente che mette sull’attenti in termini di infortuni, ma se non avrà problemi in questo senso il suo è un profilo estremamente interessante. Alla sua prima esperienza in Europa, Prince rivestirà finalmente quel ruolo di protagonista che brama da anni, e la grande voglia di fare bene è stata evidente già nel preseason. È un giocatore versatile e a lui Del Curto si affiderà per dare ritmo e verticalità alla manovra.

ADDIO DOLOROSO

Anton Rödin: Nonostante il brutto infortunio che si era procurato a dicembre, il Davos era convinto di aver trovato nello svedese un attaccante di indubbio valore, ed i suoi 13 punti in 14 partite avevano rappresentato un ottimo biglietto da visita. Il suo ingaggio era avvenuto con un contratto sino al 2019, ma all’apertura del mercato NHL (1 luglio) il giocatore ha fatto le valigie e preso un aereo per la California. Giocherà il prossimo campionato negli Anaheim Ducks.

FATTORE X

Arno Del Curto: Da tempo immemore il coach del Davos è la pedina più importante del club, ma mai come quest’anno sarà la sua mano a fare la differenza. Con tanti giovani in organico e diversi elementi che cercano il rilancio dopo periodi difficili, starà a lui far funzionare al meglio una macchina dal potenziale interessante, ma che per diversi motivi potrebbe vedere incepparsi uno o più ingranaggi fondamentali.


La classifica di HSHS

1. ZSC LIONS
2. BERNA
3. __________
4. ZUGO
5. BIENNE
6. LOSANNA
7. FRIBORGO GOTTERON
8.  DAVOS
9. GINEVRA SERVETTE
10. _________
11. _________
12. RAPPERSWIL

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