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Ambrì Piotta

Taffe: “Sto cercando di dimostrare il mio valore, con D’Agostini c’è una buona intesa”

L’attaccante statunitense ha ricevuto una nuova chance con l’infortunio di Emmerton: “Cerco di lavorare duro e creare spazio per i miei compagni. Devo tirare di più, anche nel derby ho rinunciato ad alcune conclusioni”.

LUGANO – Protagonista sinora di una stagione complicata, lo statunitense Jeff Taffe sta cercando di cogliere la seconda possibilità con l’Ambrì Piotta rappresentata dall’infortunio di Emmerton, che lo ha rimesso in gioco dopo che il suo destino in Leventina sembrava oramai segnato.

Dopo una buona prova a Kloten, il 36enne ha guidato la squadra come primo centro alla Resega, in un match che ha visto i biancoblù avere tutte le chance necessarie per ottenere un risultato migliore.

“Il Lugano ha avuto le sue occasioni, e per loro il disco è entrato, mentre noi abbiamo avuto l’opportunità di reagire specialmente con alcuni contropiedi ad inizio secondo tempo, ma era una di quelle serate in cui le cose non vanno per il verso giusto”, ha commentato Taffe. “Le parole però servono a poco, il Lugano ha ottenuto la vittoria e questa è l’unica cosa che importa”.

Jeff Taffe, il Lugano ha saputo farvi male nei momenti giusti, come in occasione del 3-0 e poi riuscendo a segnare il quarto gol pochi attimi dopo la rete di D’Agostini…
“Sicuramente… Durante il corso di questo campionato ci siamo ritrovati in svantaggio un sacco di volte, ma dobbiamo dare un po’ di credito a noi stessi, perché il nostro è davvero un gruppo che non molla mai. Siamo riusciti ad avere una certa reazione, ma i bianconeri sono una squadra su cui è difficile prevalere… Guardando alla nostra prestazione ci sono diversi elementi per essere contenti, ma non si può essere soddisfatti dopo una sconfitta”.

A Kloten e nella prima parte del derby hai giocato con gli altri due stranieri, poi Zwerger ha preso il posto di Kubalik…
“Esatto, anche se dal mio punto di vista non è cambiato molto. Una delle cose belle della nostra squadra è che tutti sanno con precisione qual è il gameplan, ed in questo modo sai che qualsiasi compagno ti ritroverai di fianco scenderà in pista con una precisa mentalità. Zweger inoltre possiamo quasi considerarlo uno straniero, ha passato diversi anni in Nordamerica ed è un attaccante molto intelligente, ed è giusto che Cereda cerchi di stimolare il nostro gioco cambiando un po’ le alchimie delle linee”.

Naturalmente non si augura a nessuno un infortunio, ma con Emmerton out hai ricevuto una nuova possibilità…
“Esatto, e sto cercando di dimostrare il mio valore. Uno dei miei obiettivi è quello di iniziare a tirare con più frequenza, anche nel derby in un paio di circostanze ho preferito il passaggio alla conclusione… È una cosa che devo impormi di fare, ovvero non rinunciare più alla possibilità di trovare il gol, perchè non si può mai sapere cosa può succedere dopo un tiro. In queste partite ho inoltre la possibilità di giocare con D’Agostini, e credo che possiamo formare una buona coppia… Cerco di lavorare duro e di creare dello spazio per i miei compagni”.

Hai 36 anni e non hai intenzione di smettere presto con l’hockey giocato… Per te questa è una fase importante della stagione, nell’ottica di ottenere un contratto per la prossima…
“Sicuramente mentirei se dicessi il contrario, nel nostro business l’età è un fattore comunque importante e che influisce sulle decisioni. Ogni tanto è normale riflettere sulla propria situazione, ma poi una volta che si arriva alla pista tutto questo viene lasciato all’esterno, e quando si scende sul ghiaccio nulla importa più”.

Sabato sera una nuova partita contro lo stesso avversario… Cosa cambiare per ottenere la vittoria?
“Credo non molto. Dobbiamo essere pronti a giocare una sfida intensa e a mettere tanta pressione sul loro portatore del disco… Questo è il nostro stile di gioco, e a questo punto della stagione non possiamo più prendere di sorpresa nessuno con il nostro stile. Starà a noi avere un forecheck efficace e costringere il Lugano all’errore, ma stavolta dovremo essere bravi a sfruttare le chance che ci creeremo”.

Quanto cambierà per te poter giocare in casa, con in vantaggio per il vostro coach di avere il secondo cambio e metterti di fronte alla linea avversaria che desidera?
“Questo aspetto fa sicuramente parte delle decisioni importanti che lo staff deve prendere. Cereda ha però fiducia in tutte le nostre linee, ed inoltre il Lugano è davvero una buona squadra che può vantare quattro solidi blocchi, dunque non è facile affrontarli nemmeno quando si può avere in vantaggio di scegliere il proprio matchup tra le linee. Da parte nostra avremo bisogno il massimo da tutti, altrimenti non ci sarà alcuna differenza”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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