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Mondiali 2019

Svizzera sconfitta, c’è poca disciplina contro la Cechia

Costretta a vincere per sperare di rimanere a Bratislava, la Nazionale parte bene ma poi si incarta. Quarto posto per gli elvetici che incontreranno Canada o USA

Svizzera sconfitta, c’è poca disciplina contro la Cechia

CECHIA – SVIZZERA

5-4

(1-1, 3-1, 1-2)

Reti: 2’13 Frick (Martschini, Scherwey) 0-1, 12’21 Voracek (Kovar, Frolik) 1-1, 20’38 Simon (Voracek, Hronek) 2-1, 26’20 Frolik (Voracek, Simon) 3-1, 26’49 Scherwey (Martschini, Kurashev) 3-2, 28’27 Kubalik (Simon) 4-2, 41’47 Scherwey (Weber, Martschini) 4-3, 56’19 Niederreiter (Josi, Hischier) 4-4, 58’33 Rutta 5-4

Note: Bratislava, 9’085 spettatori. Arbitri: Bjork, Romasko; Golyak, Oliver
Penalità: Cechia 7×2′, Svizzera 7×2′

BRATISLAVA – Si dovrà ripartire da un terzo tempo in cui la Svizzera ci ha creduto, perché obbligata a crederci e quasi obbligata a vincere. Lo era se la volontà era quella di rimanere a Bratislava a giocarsi i quarti di finale, mentre la sconfitta contro la Cechia obbliga i rossocrociati a spostarsi a Kosice, dove affronterà la vincente della sfida tra USA e Canada in programma nella serata di martedì.

Con un Nino in più nel motore Patrick Fischer ha optato per nuovi e importanti cambiamenti al lineup, lasciando fuori il futuro bernese Vincent Praplan. Il nuovo arrivato da Raleigh invece è stato schierato con Haas e Andrighetto in un inedito primo blocco, con lo scivolamento di Fiala e Hischier nella seconda linea offensiva assieme a Hofmann.

Partiti meglio della Cechia, gli elvetici hanno colpito al 2′ con Frick, arrivato a rimorchio in un deserto slot per insaccare l’ottimo assist di Martschini. Con la Svizzera in vantaggio la partita sembrava potersi avviare su una rotta molto favorevole, ed in effetti i ragazzi di Fischer sono sembrati ottimamente piazzati sul loro pezzo.

Tutto bene – non molto per la verità, visto che erano passati comunque pochi minuti – fino a quando un plexiglass rotto non ha costretto la partita a fermarsi per un bel po’ di tempo. In quei lunghi minuti i rossocrociati hanno perso il loro ritmo e le loro sicurezze, per quale esatto motivo non si sa, fatto sta che alla ripresa del gioco, la partita ha cambiato faccia.

Voracek e compagni non hanno più risparmiato nulla sui contrasti fisici, la Svizzera ha perso le posizioni, soprattutto l’attaccante in backcheck in zona neutra, e con la spinta del numeroso pubblico ceco presente la Cechia è giunta al pareggio ancora al 12′, cambiando le coordinate del match.

Il secondo periodo ci ha messo poco a farlo capire, con la rete di Simon dopo soli 38” che ha ribaltato l’incontro seguito anche dal 3-1 di Frolik al 26′. Vincere sembrava già un’impresa, farlo con due gol di scarto significava avere un bel po’ di ottimismo, soprattutto dopo aver visto un secondo periodo molto problematico, ricco di penalità e chiuso sul 4-2 per i cechi.

A crederci sul serio era sicuramente Tristan Scherwey, suonando la carica con il fortunioso gol del riaggancio al 44′, ma tutta la squadra è entrata nel periodo conclusivo più determinata e soprattutto più ordinata. Il lavoro sul quale si sono di nuovo chinati gli svizzeri ha portato al pareggio proprio con Niederreiter al 56′, dopo un gran lavoro preparatorio di Josi.

A quel punto per Fischer il messaggio da dare era chiaro: vincere. Fuori Mayer (che aveva sostituito Berra al 26′ dopo il 3-1) e via al 6 contro 5, ma l’esercizio della superiorità numerica fa ancora difetto tra le fila elvetiche, dopo qualche buona occasione è infatti arrivato il definitivo 5-4 di Rutta a porta sguarnita.

Per la Svizzera la vittoria non sarebbe stata importante solo in termini di classifica e quindi di spostamento per i quarti di finale, ma anche per finalmente far proprio un incontro contro le grandi. La troppa fragilità difensiva di un sistema saltato dopo una decina di minuti hanno messo dei paletti importanti contro un avversario tosto ma alla fine battibile, e forse questo è il rimpianto più grande.

Ora non resta che salire sul bus ed andare a Kosice, una nordamericana attende la Svizzera in un quarto di finale che dovrà coincidere con la prima grande vittoria di questo torneo dopo tante belle premesse.

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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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