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Mondiali 2017

Svizzera battuta in un match che andava vinto, si impone la Francia

SVIZZERA – FRANCIA

3-4

(0-1, 2-0, 1-2; 0-0, 0-1)

Reti: 2’53 Auvitu (Perret) 0-1, 21’22 Preplan (Hollenstein, Loeffel) 1-1, 23’48 Praplan (Hollenstein, Haas) 2-1, 43’02 Da Costa (Auvitu) 2-2, 53’14 Ambühl (Suter, Untersander) 3-2, 55’41 Rech (Meunier) 3-3

Rigori: Da Costa

Note: Parigi, 6’747 spettatori. Arbitri Odins, Ohlund; Kohlmuller, Suominen
Penalità: Svizzera 6×2′, Francia 6×2′

PARIGI – Ha giocato a lungo con il fuoco la Svizzera nell’importante sfida contro la Francia, e alla fine la squadra di Patrick Fischer si è scottata ed ha pagato a caro prezzo l’incapacità di sfruttare i tanti errori dei padroni di casa, messi male in pista ma bravi nell’ottenere il massimo dalla fragilità elvetica.

Oltre al fatto di aver ottenuto solamente un punto contro un avversario che andava battuto, la Nazionale ha mancato quella che poteva essere una sorta di prova di maturità, presentandosi in pista con una struttura di gioco tutt’altro che solida, e che la modesta Francia è riuscita a mandare in tilt molto spesso e con facilità.

In panchina Fischer ha cercato di essere particolarmente attivo. All’ingaggio d’inizio ha mandato in pista una formazione per metà rimescolata e che presentava tre unità di powerplay, con l’intento di ottenere di più da degli special teams che però martedì sera sono stati tra i motivi del KO rossocrociato.

L’ex bianconero è poi tornato sui suoi passi a sfida in corso, ha ricomposto i blocchi offensivi con cui aveva iniziato il torneo ed ha escluso per tutto il terzo tempo Brunner, riducendo nel contempo anche il minutaggio di Bodenmann e Richard.

Nel finale la volontà di vincere della Svizzera è stata evidente, ma solamente Ambühl al 53’14 è riuscito a sfruttare in velocità gli errori – tantissimi e costanti – dei padroni di casa. Troppo poco, considerando anche come la Francia sull’arco del match non si sia fatta vedere molto spesso dalle parti di Genoni, sbloccando inizialmente il punteggio con uno sfortunato autogol di Loeffel ed impattando poi la contesa sul 3-3 con Anthony Rech direttamente su azione d’ingaggio.

Già nel primo periodo si era però capito che la volontà di fare bene della Svizzera non era sostenuta dalla necessaria lucidità ed equilibrio, ed infatti quel disco messo a lato di un nulla da Pius Suter in powerplay è stato l’unico episodio figlio di una manovra lineare nella prima frazione.

Fortunatamente nel giro di tre minuti e poco più Praplan ha ottenuto una doppietta ad inizio periodo centrale, al termine di altrettante azioni ben congegnate e che hanno messo fuori causa Huet. In quel frangente le due squadre avevano palesemente perso la loro struttura di gioco, scambiandosi nette occasioni da rete e contropiedi… A trarne vantaggio è stata la Svizzera, che ha fatto valere una tecnica superiore per uscire in maniera positiva dal caos.

Quella penalità di Loeffel ad inizio terzo tempo era però da evitare, e così si è data alla Francia l’occasione perfetta per rientrare, puntualmente sfruttata dal micidiale Da Costa nonostante le proteste di Fischer per una presunta ostruzione su Almond.

Si è poi arrivati a ridosso della terza sirena sul 3-3, con Praplan che è andato ad un nulla dall’hat trick, ma che ha poi commesso un fallo che rischiava di costare carissimo alla Svizzera. Nell’overtime la Francia ha dominato in buona parte, ha fatto venire i sudori freddi a Genoni e compagni in powerplay ed in contropiede, ma per imporsi ha avuto bisogno dei rigori.

L’esercizio è riuscito solamente a Da Costa, mentre sul fronte elvetico Brunner (rispolverato dopo 25 minuti di inattività), Praplan ed Hollenstein si sono fermati al cospetto di Huet. La Svizzera sale dunque solamente a sei punti, e mercoledì pomeriggio contro la Bielorussia non può più permettersi di sbagliare.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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