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Ambrì Piotta

Stavolta l’Ambrì viene premiato, a Davos la prima vittoria

I biancoblù giocano una buona gara trascinati da un Kubalik strepitoso. Manzato solido tra i pali, buono il debutto dell’austriaco Hofer

Stavolta l’Ambrì viene premiato, a Davos la prima vittoria

DAVOS – AMBRÌ

2-5

(1-1, 1-3, 0-1)

Reti: 6’26 D’Agostini (Bianchi, Plastino) 0-1, 14’13 Pestoni (Prince) 1-1, 25’08 Kubalik (Lauper, Pinana) 1-2, 27’39 Müller (Hofer) 1-3, 30’39 Lauper (Guerra, Kubalik) 1-4, 33’21 Meyer (Du Bois, Aeschlimann) 2-4, 44’15 Kubalik (Zwerger, Guerra) 2-5

Note: Vaillant Arena, 4’750 spettatori. Arbitri Koch, Müller; Wüst, Obwegeser
Penalità: Davos 4×2′, Ambrì 3×2′

DAVOS – Al termine del primo weekend di campionato, l’Ambrì Piotta ha tanto di cui essere soddisfatto. La squadra di Cereda ha infatti dato seguito ad un debutto positivo fornendo a Davos una prestazione altrettanto convincente, condita però dal quel killer instinct nei momenti chiavi della sfida che sabato ha fatto la differenza.

In pista con Manzato tra i pali e con Hofer al posto di Kneubuehler – scelta tecnica, da lui si vuole più cattiveria – i biancoblù hanno giocato una sfida strutturalmente solida e senza subire particolarmente la velocità in transizione del Davos, che solamente in alcuni frangenti isolati ha saputo far valere il tasso tecnico superiore.

I biancoblù hanno invece giocato un match quasi perfetto in termini di approccio alla gara, puntando sui propri punti di forza e venendo trascinato da due prime linee che sabato hanno giocato sul alti livelli. Kubalik in particolare è stato semplicemente straordinario, con il bottino di due gol e un assist che ha caratterizzato quella che è stata probabilmente la sua miglior prestazione in maglia biancoblù.

Suo il fondamentale gol del 2-1 ad inizio periodo centrale, che ha dato il via ad una frazione di gioco in cui l’Ambrì ha saputo sfruttare ogni centimetro concesso dai grigionesi. Il ceco ha freddato Lindbäck con un’autentica sassata, mentre pochi minuti dopo Müller ha superato difesa e portiere gialloblù grazie ad una giocata personale da applausi. A coronare tutto questo il gol sporco di Lauper, che aveva di fatto ipotecato la sfida.

La partita si era invece aperta con il gol di D’Agostini – potrebbe fargli bene per trovare il miglior ritmo – e la risposta di Pestoni, abile nello sfruttare delle maglie biancoblù in quel caso un po’ disattente nello slot. Sul finale di seconda frazione Dario Meyer aveva invece riportato sotto il Davos ottenendo il 2-4, ed in quel frangente gli ospiti sono stati bravi a condurre in porto il doppio vantaggio sino alla pausa.

Nel terzo tempo è poi apparso evidente come l’Ambrì fosse superiore al Davos in termini di carattere e determinazione, elementi questi che hanno fatto la differenza in un match in cui la squadra di Del Curto ha vissuto dei momenti un po’ spenti. Il gol in powerplay di Kubalik al 44’15 ha poi chiuso la partita, punendo così un Lindbäck nella circostanza non perfetto, e che aveva rimediato due minuti per non aver giocato un disco trattenuto nonostante l’assenza di pressione avversaria.

Proprio il powerplay è uno dei fattore più positivi del primo doppio turno della stagione – già quattro reti all’attivo – così come il debutto di un Hofer capace di destare una buona impressione. L’austriaco ha infatti dato alla seconda linea ritmo e velocità, il tutto condite con delle capacità tecniche che impreziosiscono il terzetto in maniera interessante.

Buona anche la prova di Manzato, che assieme a Conz dà ora a Cereda una reale opzione in vista di martedì, con tutti i vantaggi che ne conseguono. Un appunto va inoltre speso per Isacco Dotti, autore di un weekend molto solido, che lo ha visto illustrare sul ghiaccio il perché gli viene data così tanta fiducia.

Complessivamente dunque tanti segnali positivi, conditi questa volta da quei tre punti che sarebbero potuti già arrivare venerdì, e che stavolta sono arrivati quale giusto premio per il lavoro e l’attitudine portati sul ghiaccio.

In questi primi match l’Ambrì ha dato tutti i segnali che ci si potevano attendere, giocando secondo le proprie caratteristiche e con l’apporto importante dei propri uomini migliori. Ora si ricomincia, martedì alla Valascia arriva il Bienne.


IL PROTAGONISTA

Dominik KubalikIl ceco ha giocato una partita semplicemente straordinaria. Oltre che a essere determinante dal punto di vista realizzativo, Kubalik è stato dominante in entrambe le zone della pista, in una maniera che lo ha fatto apparire come un vero fuoriclasse per buona parte della sfida. Sabato sera la sua sola prestazione è valsa il prezzo del biglietto.


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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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