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Interviste

Stapleton: “A Shedden devo molto, mi sta dando una nuova chance”

LUGANO – Nella mattinata di martedì Tim Stapleton ha svolto il suo primo allenamento in bianconero, tornando agli ordini di quel Doug Shedden che già lo aveva allenato dal 2006 al 2008 allo Jokerit, periodo che aveva lanciato la carriera dell’americano grazie ad un ottimo bottino di 137 punti in 135 partite.

“Sono oramai passati una decina di anni – ha spiegato Stapletoned è stato il mio primo allenatore della carriera da professionista. Gli devo veramente molto, perchè grazie a lui avevo fatto bene in Finlandia ed ero riuscito a tornare in Nordamerica. Oggi a Lugano mi sta dando una nuova opportunità e credo che sia un privilegio poter essere qui… Capisco questa squadra e non è facile ritagliarsi un posto, ma lui mi ha voluto fortemente e sono arrivato per aiutare il club a vincere”.

Shedden ha inoltre avuto un ruolo fondamentale per il tuo approdo in NHL, visto che non eri stato draftato…
“In quel periodo c’erano tanti scout NHL in Europa e che venivano spesso a vedere le partite del campionato finlandese. Lui sapeva che avevo la possibilità di farcela e mi ha davvero aiutato dandomi l’opportunità di mostrare il mio valore”.

Il tuo passaggio dal Bienne al Lugano è arrivato in maniera inaspettata… Cosa è successo?
“Sul Bienne posso dire di essere sicuramente stato trattato bene, ed avevo un buon rapporto con l’intero ambiente. A volte però le cose non vanno sempre per il verso giusto, ed ora non posso che essere grato di avere una nuova occasione per continuare a giocare in un campionato di alto livello come quello svizzero”.

Puoi giocare sia al centro che all’ala, tu hai delle preferenze? Dove riesci ad esprimere meglio le tue caratteristiche?
“A dire il vero non importa, posso giocare in entrambe le posizioni. In Russia ho giocato nella maggior parte delle occasioni al centro, invece in NHL ed anche a Bienne sono stato schierato all’ala. A Lugano ho iniziato come centro, che è una posizione che non ho rivestito molto in questa stagione, dunque sono eccitato di provarla”.

Eri già stato alla Resega come avversario… Che impressioni hai avuto dopo il tuo primo allenamento con i tuoi nuovi compagni?
“Rispetto a quando ero stati qui con il Bienne naturalmente c’è un nuovo allenatore, ed ho subito capito di trovarmi di fronte ad una nuova squadra. C’è molta fiducia nello spogliatoio dopo aver vinto alcune partite, tutti sono sorridenti, felici di quello che sta succedendo in questo periodo e c’è grande fiducia nei propri compagni”.

In NHL avevi invece vissuto una situazione particolare, quando gli Atlanta Thrashers sono stati riallocati a Winnipeg…
“È stata un’esperienza pazzesca. I fans dei Jets erano incredibili, e sono passato dal giocare davanti ai 5’000 che c’erano solitamente ad Atlanta, ad una pista a Winnipeg in cui c’era il sold out praticamente ad ogni singola partita”.

Tim Stapleton che ad Atlanta è a suo modo entrato nella storia del club, visto che aveva messo a segno l’ultimo gol di sempre della franchigia, prima che i Thrashers fossero riallocati a Winnipeg. Il gol è stato ottenuto il 10 aprile 2011 contro i Pittsburgh Penguins, quando insaccò su rebound l’ultimo disco mai andato in rete alla Philips Arena.

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