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Solidità, idee e coraggio, il Lugano trova i primi tre punti

I bianconeri danno seguito alla buona prestazione di Zugo, dominando il Berna per lunghi tratti e resistendo a ogni tentativo di rientro degli orsi

Solidità, idee e coraggio, il Lugano trova i primi tre punti

LUGANO – BERNA

4-2

(2-0, 1-1, 1-1)

Reti: 6’53 Bürgler (Bertaggia, Chiesa) 1-0, 10’27 Fazzini (Loeffel, Haussener) 2-0, 35’42 Ebbett (Moser, Untersander) 2-1, 37’07 Lajunen (Fazzini, Klasen) 3-1, 41’00 Chiesa (Klasen, Jecker) 4-1, 50’16 Scherwey (Sciaroni, Heim) 4-2

Note: Corner Arena, 5’396 spettatori. Arbitri Salonen, Hebeisen; Kovacs, Cattaneo
Penalità: Lugano 6×2′, Berna 5×2′

LUGANO – Alla buona prestazione del Lugano in quel di Zugo andava data continuità e possibilmente i nobili propositi portati sul ghiaccio andavano tramutati in punti concreti. E se una crescita doveva essere, ecco che allora le due partite – o magari mettiamoci una terza, quella contro il Davos – possono essere benissimo messe in fila come degli scalini da superare.

Le parole sono quindi state seguite dai fatti finalmente, la prestazione messa in pista contro il Berna ha dato ragione non solo a Kapanen che ha insistito con il line up di Zugo, fatto salvo per l’inserimento di Haussener al posto di Sannitz, senza Spooner e con Klasen, ma anche ai giocatori che avevano ribadito di essere sulla strada giusta, non parole al vento.

La partita contro il Berna ha convinto per solidità difensiva, tenuta mentale in quei famosi momenti di euforia dopo le reti segnate, ma anche per la qualità del gioco, qualcosa che dalle parti della Cornèr Arena non si provava da quando si chiamava ancora Resega.

Sami Kapanen aveva avvertito durante le prime difficoltà incontrate a inizio stagione: “il tipo di gioco che vogliamo fare è possibile solo con una condizione fisica di primo livello”.

Ebbene il Lugano visto in pista contro i campioni svizzeri in carica ha dato l’impressione di essere in crescita verticale anche da quel punto di vista, capace di vincere numerosi duelli alle assi, di resistere ai box play e di tornare sull’avversario anche a disco perso, come pure di attaccare in maniera profonda dopo aver portato un paio di tornate di forecheck pesante.

Gli applausi convinti già alla prima sirena con il Lugano avanti per 2-0 erano un segnale importante come termometro di una situazione che continua a dover essere monitorata di partita in partita, ma la maniera autoritaria con cui il Lugano ha preso in mano il gioco è stata veramente una bella sorpresa rispetto allo stile passivo visto nelle passate stagioni.

Aldilà di alcune normali sbavature sul backcheck – sul quale però la citata condizione fisica ha posto rimedio – e di un power play ancora singhiozzante, quello che il Lugano ha proposto a cinque contro cinque è decisamente confortante, perché lo ha fatto con tutte le linee prendendo in mano la situazione e soprattutto la zona neutra, punto nevralgico dal quale parte la maggior parte delle scorribande offensive degli orsi.

A incoraggiare sono state anche le prestazioni dei singoli, da un Fazzini imprendibile e autore di una splendida rete oltre che di un apporto a tutta pista a un Romanenghi cresciuto moltissimo sul piano della personalità, passando anche da un Haussener molto propositivo e coraggioso, a ribadire che Kapanen può contare anche sul numero 14 in maniera importante e non solo come ripiego.

Proprio sulle individualità si sta concentrando una buona parte del lavoro dello staff tecnico, per recuperare giocatori “ammorbiditi” nelle passate stagioni, in modo da avere una rosa intera pronta a giocare secondo un nuovo modo di pensare, senza la testa indirizzata nella giusta maniera è impossibile arrivare ai risultati.

Ora piano piano i risultati stanno arrivando, nessuno nello spogliatoio deve sentirsi arrivato dopo una bella prestazione come quella proposta contro il Berna, ma deve essere consapevole che ad aver portato qui il Lugano è stato il duro lavoro.

Quel duro lavoro che occorrerà continuare a portare avanti per continuare a crescere, anche quando i bianconeri sbaglieranno e perderanno di nuovo, per evitare di cadere nelle paure passate. Per intanto Kapanen può sorridere per i primi importantissimi punti arrivati contro un avversario di alto livello. Sì, la strada pare sia veramente quella giusta.


IL PROTAGONISTA

Luca Fazzini: Fin qui l’attaccante più utilizzato da Sami Kapanen, il Topscorer di serata ha messo in pista una prestazione molto brillante.

Autore della splendida rete del 2-0 – terzo gol in tre partite – il bianconero non ha smesso di pattinare e di rendersi utile in ogni situazione, portando numerosi spunti offensivi e aiutando i compagni in retrovia. Spesso imprendibile per la difesa bernese ha mostrato una grande personalità, sicuramente utile per tornare ad essere quello di un tempo.


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HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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