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Ambrì Piotta

Sette sconfitte di fila, l’Ambrì sbatte ancora contro i suoi limiti

I biancoblù ritrovano il giusto atteggiamento, ma sul fronte offensivo mancano i punti di riferimento e le idee sono poche. Il Berna opera il sorpasso in classifica

Sette sconfitte di fila, l’Ambrì sbatte ancora contro i suoi limiti

AMBRÌ – BERNA

1-4

(1-1, 0-1, 0-2)

Reti: 1’22 Incir (Trisconi, Kostner) 1-0, 4’41 Scherwey (Pestoni, Praplan) 1-1, 20’24 Andersson 1-2, 52’12 Olofsson (Jeffrey, Praplan) 1-3, 58’15 Conacher (Olofsson, Jeffrey) 1-4

Note: Valascia, porte chiuse. Arbitri Stricker, Borga; Fuchs, Steenstra
Penalità: Ambrì 8×2′ + 1×10′, Berna 0×2′

Assenti: Matt D’AgostiniTommaso GoiElias BianchiMichael ForaChristian PinanaBenjamin Conz (infortunati), Dario Rohrbach (sovrannumero) Stanislav Horansky (Olten), Giacomo Dal PianPetr Cajka (Rockets)

AMBRÌ – Una reazione rispetto alla serata di Friborgo c’è effettivamente stata, ma vedere il bicchiere mezzo pieno in questa occasione è più difficile rispetto ad altre. Stavolta all’Ambrì Piotta non si può rinfacciare nulla in termini di attitudine – che è tornata ad essere quella giusta – ma questo non è stato sufficiente per impensierire il Berna, che non ha avuto molte difficoltà nel controllare una squadra biancoblù che ha confermato una chiara mancanza di armi sul fronte offensivo.

Fatta eccezione per la bella combinazione che ha portato al gol Incir nelle prime battute di gara, l’Ambrì ha spesso girato al largo della porta di Karhunen, e le tante lotte negli angoli raramente hanno portato a liberare un giocatore al tiro da posizioni più interessanti.

La sterilità offensiva sta chiaramente condizionando le prestazioni dei leventinesi, che segnano poco e faticano anche parecchio nel costruirsi momentum in loro favore, finendo per vedere la loro lotta su ogni disco un po’ fine a sé stessa.

D’altronde non è una novità, l’Ambrì Piotta è alimentato dalle emozioni, e in una stagione come questa la mancanza di pubblico sta facendo più male a squadre “piccole” come quella leventinese, che a lungo andare sembrano iniziare a pagare un prezzo importante.

Nonostante il bellissimo striscione esposto in Curva Sud, alla squadra di Cereda è mancata nuovamente quella scintilla necessaria per uscire dalla spirale negativa in cui si trova la squadra – sette sconfitte consecutive, nove nelle ultime dieci ed il peggior attacco della lega con 1.97 reti ad incontro – e senza dei veri punti di riferimento in fase offensiva trovare la via del gol sta diventando un problema difficile da risolvere.

Non ha aiutato nell’occasione il fatto di non essersi costruiti nemmeno un’opportunità di powerplay. Certo, la conduzione arbitrale in alcune occasioni non ha propriamente brillato, ma a parte quel fallo fischiato a Kneubuehler che è poi risultato nella rete di Andersson, per il resto l’Ambrì deve recitare il mea culpa per una certa mancanza di disciplina.

Diverse delle penalità fischiate ai leventinesi erano infatti evitabili, come quelle che hanno visto protagonisti ad esempio Trisconi oppure Fohrler, mentre il check con cui Perlini si è relegato per 12 minuti sulla panchina dei penalizzati ha un po’ riassunto la brutta settimana vissuta dall’attaccante canadese.

Peccato, perché se da un lato l’Ambrì è consapevole di avere dei chiari limiti a livello tecnico – e basta buttare un occhio al lineup del Berna per accorgersi di una differenza importante -, dall’altro la squadra di Cereda sarà chiamata ad un maggiore senso di urgenza se nei prossimi impegni vorrà tornare a segnare ed aggiungere punti alla sua classifica.

In tutto questo non va comunque dimenticata la situazione in cui si trova la squadra, con 18 giocatori che hanno contratto il coronavirus nelle passate settimane e che dunque sono ben lontani dalla forma fisica migliore. Il tutto non deve diventare una scusa di comodo per giustificare il delicato momento – e bisogna dare atto a staff e giocatori di non aver mai chiamato in causa la quarantena per spiegare le recenti difficoltà – ma è chiaro che l’Ambrì per applicare il suo gioco ha bisogno di una forma fisica ottimale, ed in questo momento per forza di cose non è così.

Lo si è visto anche dopo aver incassato il 2-1 ospite, con il gruppo che non ha mai rinunciato a provarci, ma che al suo arco ha avuto ben poche frecce per impensierire davvero Karhunen.

Poco ispirati infatti i principali attori del reparto offensivo, con Nättinen che ha all’attivo un gol nelle ultime sette partite, Flynn con due reti nelle precedenti 14 apparizioni, Zwerger a segno una volta negli ultimi dieci match, e Müller che oramai non segna da 13 uscite consecutive. A loro si aggiunge Perlini, che sta ancora cercando il suo primo centro.

Insomma, la sfida per alzare i giri di una macchina biancoblù che si è inceppata appare come un rompicapo, che potrà essere risolto solamente andando a toccare le corde giuste. L’attitudine è tornata, ma per continuare ad inseguire i pre-playoff serviranno anche altri ingredienti.


IL PROTAGONISTA

Jesper Olofsson: L’ala della prima linea del Berna ci ha messo un po’ ad ingranare dal suo arrivo a fine anno, ma ora lo svedese si trova in un ottimo periodo di forma ed anche alla Valascia ha trovato la via del gol. Il suo punto è stato quello che definitivamente ha chiuso la sfida, e per lui le statistiche più recenti parlano di cinque gol ed un totale di sette punti firmati nelle ultime cinque partite.


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HIGHLIGHTS

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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