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Rockets motivati a superare il loro esame di maturità, ma ci vorrà il sostegno del pubblico

Il club si è presentato a poco dall’inizio del campionato. Mottis: “Dobbiamo dimostrare di poter restare in questa lega senza più regali. Avremo però bisogno che la gente ci consideri, le pacche sulle spalle non bastano più”

BIASCA – Dopo aver vissuto una primavera complicata e con tante incertezze sul futuro del progetto, i Ticino Rockets sono pronti a ripartire e lo fanno con un ritrovato entusiamo, in vista di un campionato in cui il fondamentale lavoro di formazione dovrà essere affiancato a dei risultati concreti, ricordando le insidie ora rappresentate dalla retrocessione.

“Quello passato è stato un anno difficile, ma che ci ha permesso di crescere e capire le cose che andavano migliorate”, ha spiegato nell’ambito della conferenza stampa di presentazione il presidente Davide Mottis. “Dal punto di vista societario avevamo finito un primo ciclo e trovare dei nuovi equilibri ha richiesto tempo e discussioni, ma il risultato è stato ottimo ed ha portato alla continuazione della nostra realtà”.

Nel concreto le novità principali – oltre alla presenza di un nuovo staff tecnico guidato da Alex Reinhard e Sebastien Reuille – è l’entrata effettiva in società del Davos, ora parte dell’azionariato dopo un primo anno di avvicinamento al progetto. È inoltre stata avviata una collaborazione con il Losanna, che in questa annata agonistica fornirà due giocatori – Anex Guillaume e Lee Roberts – ma che in futuro potrebbe giocare un ruolo più ampio nella realtà Rockets.

“Ora siamo arrivati alla stagione degli esami di maturità – ha continuato Mottisdobbiamo dimostrare senza più regali di poter rimanere in questa lega, di meritarci il posto e di poter svolgere il nostro lavoro nella giusta maniera. Questo è però un esame che anche gli appassionati di hockey dovranno superare perché, nonostante siano tante le persone che spendono parole di elogio per la nostra realtà, ora le pacche sulle spalle non bastano più. Abbiamo bisogno che la gente venga alla pista e ci consideri, questo anche per creare quell’ambiente di cui la squadra ha bisogno”.

In termini di abbonamenti i Ticino Rockets hanno effettivamente di che preoccuparsi, visto che dopo i 45’000 fr incassati da tessere un anno fa, attualmente la cifra si attesta a 27’000, dunque poco piu della metà. La media spettatori dell’ultima stagione si è inoltre attestata ad appena 142, il che per il club rossoblù si è tradotto in una perdita netta per ogni singola partita giocata in casa di 3’200 fr.

Per quanto concerne il budget, quest’ultimo per il campionato 2019/20 è stato alzato a 1.8 milioni, comprensivo delle prestazioni di Ambrì Piotta, Lugano e Davos, così come dei giocatori che i vari club devono mettere a disposizione. A livello economico il club continuerà dunque a lavorare sotto un controllo rigoroso dei costi, accorciando la rosa e grazie all’aumento degli sponsor e l’impegno di partner ed enti pubblici.

A livello sportivo sia Alex Reinhard che Sebastien Reuille hanno sottolineato l’importanza di avere stabilità in rosa, senza che i Rockets diventino una sorta di porto di mare come successo in alcune circostanze in passato.

“Il nostro obiettivo più importante è riuscire a portare sul ghiaccio delle prestazioni adeguate alla lega in cui giochiamoha spiegato l’head coach e per farlo ci vuole stabilità. L’intenzione è di lavorare con questo gruppo, senza avere gente che va e viene, creando così una base per il nostro lavoro. Vogliamo essere una squadra unita e che porta con costanza i suoi valori sul ghiaccio, e questo per uno spogliatoio formato da elementi provenienti da realtà diverse è una sfida. Dobbiamo diventare una squadra, tutti devono sudare per la nostra maglia e non per quella di un altro club”.

Interessante infine l’intervento di Raeto Raffainer, il quale ha ricordato che nemmeno il Davos avrebbe le capacità finanziarie ed il bacino di giocatori per creare un proprio club di NLB, come fanno invece Zugo o Zurigo.

“Sono convinto del progetto perché io stesso come giocatore sono stato un prodotto dei GCK Lions. Da giovane non avevo il talento per fare il salto immediato nella massima lega. Il passo oggi è diventato ancora più grande”, ha spiegato Raffainer.

“A Zurigo portano avanti un progetto di questo tipo da quasi 18 anni. Pensate che nel passato campionato di NLA sono stati 35 i giocatori in pista ad essere passati dai GCK Lions, 42 in Swiss League e cinque in NHL. Malgin, Fiala, Kukan, Siegenthaler e Andrighetto sono tutti loro prodotti. Otto giocatori arrivati dalla loro realtà erano invece con noi in Nazionale negli ultimi tre mondiali… Numeri importanti, ma che hanno richiesto tempo. Nel 2001 quando ho iniziato io non avevamo il rilspetto delle altre squadre o dei media, ma poi le cose sono cambiate”.

La rosa dei Ticino Rockets, club di provenienza

Ticino Rockets: Aronne Pagnamenta, Sacha Tosques, Ron Martikainen, Jason Fritsche, Giona Bionda

Ambrì Piotta: Beat Trudel, Curtis Gass, Karim Del Ponte, Rocco Pezzullo, Anthony Neuenschwander, Joel Neuenschwander, Sacha Montorfani, Max Gerlach

Lugano: Thibault Fatton, Jan Bartko, Lucas Matewa, Marc Camichel, Loic Vedova

Davos: Marvin Kortin, Gian-Marco Wetter, Lorenzo Glarner, Jerome Portmann

Losanna: Anex Guillaume, Lee Roberts

GDT: Hannes Kasslatter

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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