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Ambrì Piotta

Prima di tornare a fare sul serio l’Ambrì festeggia il suo traguardo

Pur con qualche imprecisione l’Ambrì batte i Lakers e chiude con un eccezionale bottino di 79 punti. Quinto posto e quarti di finale con la “bestia nera” Bienne

Prima di tornare a fare sul serio l’Ambrì festeggia il suo traguardo

AMBRÌ – RAPPERSWIL

4-3

(2-1, 1-1, 1-1)

Reti: 10’19 Kubalik (Zwerger, Plastino) 1-0, 11’43 D’Agostini (Hofer) 2-0, 14’09 Knelsen 2-1, 26’23 Wellman (Gähler) 2-2, 37’14 Zwerger (Kostner) 3-2, 46’36 Kostner (Trisconi) 4-2, 48’20 Casutt (Mosimann) 4-3

Note: Valascia, 5’456 spettatori. Arbitri Stricker, Mollard; Gnemmi, Wolf
Penalità: Ambrì 7×2′, Rapperswil 7×2′

AMBRÌ – Un’ultima serata di festa, prima di tornare a fare sul serio. L’Ambrì Piotta ha chiuso la sua regular season superando il Rapperswil al termine di un match che con i playoff aveva ben poco a che fare, ma che probabilmente si è svolto in gran parte nella maniera che ci si poteva attendere, quasi a fungere da “valvola di sfogo” dopo l’adrenalina prodotta dalla qualificazione ai giochi che contano.

La sfida contro il fanalino di coda del torneo si è infatti giocata in un contesto particolare, che ha prodotto – grazie anche all’agonismo degli ospiti – un match piuttosto approssimativo da parte di un Ambrì volenteroso ma un po’ “allegro”.

Tante dunque le imprecisioni, ed una certa linearità di gioco non è stata favorita nemmeno dalle parecchie penalità fischiate, che hanno generato occasioni ma impedito spesso alle due squadre di ingranare una marcia in più per salire a pieno regime.

Tutto era sembrato mettersi per il meglio quando l’Ambrì Piotta aveva trovato due reti nel brevissimo volgere di 84 secondi, con Kubalik e D’Agostini a punire in maniera un po’ severa un Rapperswil che aveva iniziato con buon piglio la contesa. Un erroraccio di Plastino ha però permesso a Knelsen di riaprire immediatamente il match in shorthand, prima che Wellman firmasse il pareggio al 26’23 nell’ambito di un periodo centrale caotico.

Fortunatamente il gol in shorthand lo hanno ottenuto anche i leventinesi, con Dominic Zwerger che ha finalmente ritrovato la via della rete dopo 12 partite “in bianco”, e chissà che per lui questo punto non fosse esattamente ciò di cui aveva bisogno per ritrovare le migliori sensazioni.

Tra chi non ha mai smesso di avere un impatto imprescindibile troviamo invece la terza linea, che lunedì sera è stata premiata del proprio lavoro con il game winning goal firmato da Kostner e preparato dal solito bravissimo Trisconi.

Il match non è però andato definitivamente agli archivi – si era al 46’36 – visto che un pasticcio in zona difensiva ha permesso a Casutt di ritrovarsi tutto solo davanti a Conz e segnare il 4-3, sfruttando uno dei diversi errori che solitamente non sono nelle corde dell’Ambrì Piotta.

Qualche minuto più tardi Kubalik avrebbe poi ristabilito le due reti di distacco, ma un suo puck velenoso fatto partire dall’angolo è stato battezzato ancora sulla linea di porta dagli arbitri dopo la visione del video.

Considerando anche i casi più recenti su altre piste qualcosa in questo senso è chiaro che non sta funzionando – forse la seconda linea di porta trae in inganno e va a creare un dubbio extra inutile, oppure le immagini video non sono di qualità sufficiente – perché il puck scagliato dal ceco era chiaramente finito in porta per la sua interezza.

Kubalik è così stato privato di quello che sarebbe stato il 26esimo gol della sua stagione, ma questo non gli ha impedito di concludere una regular season strepitosa in qualità di top scorer della lega, con 57 punti in 50 partite. Il ceco ha fatto qualcosa di semplicemente straordinario, visto che nell’hockey moderno nessun giocatore è mai riuscito a guidare la classifica dei marcatori all’età di soli 23 anni… Per ritrovare un exploit simile dobbiamo addirittura tornare al 1975, quando alla stessa età Peter Gaw – un altro biancoblù – riuscì a chiudere in vetta alla classifica.

Alla terza sirena è poi partita l’ennesima festa con i tifosi, giusto e meritato momento prima di tornare a pensare alle cose serie. Da sabato l’Ambrì sarà infatti confrontato con quello che – sulla carta – era il peggior avversario possibile, ovvero quel Bienne contro il quale non è stato racimolato nemmeno un punto con uno score complessivo sull’arco di quattro match addirittura di 17-2.

Numeri che con l’inizio di playoff non conteranno più nulla? Sarebbe ingenuo pensarlo, ma è anche vero che basterebbero pochi episodi per insinuare il tarlo del dubbio nella mente dei seeländer, e a quel punto tutto diventerebbe possibile. Ciò che si legge negli occhi dei giocatori è comunque tanta convinzione, e la volontà di non accontentarsi di una qualificazione che deve essere considerata “solo” come un traguardo intermedio.

L’Ambrì Piotta non ha alcuna pressione, ma ha però il dovere di rispettare se stesso ed il duro lavoro che è stato svolto per guadagnarsi il palcoscenico dei playoff, dove l’importante non è partecipare ma bensì farlo dando tutto ciò che si ha ad ogni cambio. Il resto, e Luca Cereda non manca mai di ricordarcelo, sarà solo una conseguenza.


IL PROTAGONISTA

Diego Kostner: Dà come sempre l’anima ed il suo contributo è imprescindibile in ogni zona della pista. Lunedì sera è stato tra i giocatori più concreti dei suoi, durante un match che ha vissuto diverse fasi piuttosto approssimativa e caratterizzate da errori e imprecisioni.

Il fatto che il suo gol abbia deciso la sfida ha un grande significato, che deve essere condiviso con i suoi compagni di linea con cui porta energia e fisicità. Al suo bottino ha inoltre aggiunto un assist nella rete di Zwerger.


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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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