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Ambrì Piotta

Poco ha funzionato per l’Ambrì nella serata storta di Bienne

I biancoblù partono bene, ma incassano poi una rete dalla dubbia regolarità e perdono Pinana per infortunio. Il powerplay non riesce a dare i giusti impulsi

(PPR/Peter Klaunzer)

Poco ha funzionato per l’Ambrì nella serata storta di Bienne

BIENNE – AMBRÌ

3-1

(1-1, 2-0, 0-0)

Reti: 4’50 Pinana (Incir, Neuenschwander) 0-1, 7’52 Brunner (Cunti, Fey) 1-1, 21’26 Schneider (Rathgeb, Fuchs) 2-1, 26’48 Kohler (Nussbaumer, Schneider) 3-1

Note: Tissot Arena, 5’701 spettatori. Arbitri Hebeisen, Mollard; Kovacs, Gnemmi
Penalità: Bienne 3×2′ + 1×5′ + 1xpp, Ambrì 5×2′ + 1×10′ + 1xrigore

BIENNE – Non ci si è certo annoiati alla Tissot Arena, ma purtroppo sul fronte biancoblù non ci si è neanche divertiti. La prima sconfitta stagionale contro il Bienne è arrivata al termine di una partita che per l’Ambrì Piotta ha preso una piega frustrante nel primo periodo, a cui hanno fatto seguito 40 minuti in cui i leventinesi hanno provato a mantenere contatto con il match senza però riuscire ad essere incisivi.

I leventinesi hanno iniziato in maniera positiva, costruendosi un’occasione da gol sin dal primo cambio e portandosi poi in vantaggio grazie a Pinana, che da posizione defilata non ha fatto fare una gran figura a Jonas Hiller.

In questa prima fase la squadra di Cereda ha pattinato tanto – più degli avversari – ed ha trovato subito il ritmo per rendere il proprio forecheck efficace, andando anche vicino al raddoppio e colpendo un palo con Hinterkircher.

(PPR/Anthony Anex)

Una manciata di secondi più tardi Brunner ha però infilato il disco del pareggio, arrivato al termine di un’azione che ha visto Künzle andare ad ostruire Conz. Il gol è stato convalidato dagli arbitri dopo la revisione del video, decisione perlomeno cervellotica visto che – pur considerando il contrasto iniziale di Dotti – l’attaccante locale non fa nulla per evitare il contatto con Conz, ed inoltre avrebbe avuto tutto il tempo necessario per allontanarsi dal portiere, come richiede il regolamento.

Poco dopo si è invece conclusa la serata di Pinana, uscito dal ghiaccio senza appoggiare una gamba dopo un episodio davvero singolare. A gioco fermo il difensore è stato colpito da Riat – per lui 5 minuti e penalità di partita per colpo con il pomello del bastone – e si è poi scontrato con Zwerger, cadendo con un movimento che l’ha costretto ad alzare bandiera bianca.

(PPR/Peter Klaunzer)

Nel conseguente powerplay di cinque minuti l’Ambrì non è però riuscito a colpire. I biancoblù hanno gestito a lungo il puck nel terzo avversario, tentando qualche conclusione pericolosa – soprattutto con il rientrante D’Agostini – ma senza mai davvero mostrare la necessaria lucidità per rendere quella fase un momento chiave della partita.

Dagli “scossoni” che hanno caratterizzato il primo tempo ne è uscito meglio il Bienne, che per il resto della sfida ha mostrato maggior ritmo e velocità d’esecuzione, lasciando poco controllo del puck ad un Ambrì che nei 40 minuti finali ha tirato in porta solo 12 volte. Dei 26 tiri complessivi, inoltre, solamente 13 sono arrivati a 5-contro-5, e di questi appena quattro sono da conteggiare sommando secondo e terzo tempo.

Facile dunque dedurre come per i biancoblù sia stato difficile attaccare le certezze del Bienne, soprattutto dopo che i seeländer si sono portati sino sul 3-1 grazie a Schneider e Kohler, che hanno dato una precisa direzione alla partita dopo il rigore sbagliato da Cunti.

I leventinesi sono tornati a rendersi pericolosi solamente a metà partita grazie ad una bella azione di Incir e Dal Pian, mentre le speranze di riaprire la sfida hanno subito un duro colpo quando D’Agostini ha colpito in pieno il palo a 7 secondi dal termine della frazione centrale. Nulla da fare poi nemmeno nel terzo tempo, quando l’Ambrì si è reso pericoloso praticamente solo nel powerplay che ha visto BianchiFlynn andare vicini alla seconda segnatura.

(PPR/Alessandro della Valle)

Troppo poco però per sperare di arrivare ad ottenere un risultato positivo, soprattutto in una serata in cui nessuno dei blocchi in pista è apparso davvero ispirato. Alla terza partita consecutiva Sabolic ha di nuovo mostrato troppo poco, ed anche la seconda linea – orfana per il prossimo mese di Hofer – avrà bisogno di uno Zwerger in pista su altri livelli.

È insomma stata una serata storta, con l’Ambrì che per tanti motivi dopo un buon inizio ha perso il filo del discorso, e troppe cose hanno funzionato “a metà” per sperare di rispedire al mittente l’energia del Bienne. Il percorso ora continua con la trasferta di Friborgo, per un’altra partita che non farà sconti.


IL PROTAGONISTA

Peter Schneider: È difficile trovare un’individualità veramente di spicco nel Bienne di martedì sera, ma l’attaccante austriaco è stato tra chi ha avuto il maggior impatto a livello di energia.

Autore di un gol e un assist, Schneider è un bel mix di personalità e continui impulsi offensivi, che a furia di insistere spesso trovano concretezza. Ne abbiamo avuto esempio martedì, quando l’Ambrì ha fatto fatica a controllarlo.


HIGHLIGHTS

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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