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Lugano

Più solido e più unito, solo così il Lugano può cercare di arrivare in vetta

Pesanti partenze ma anche arrivi interessanti, la rosa bianconera appare piuttosto completa e solida. Punti di domanda? L’impatto di Taylor Chorney, la rivalsa di Linus Klasen e la tenuta fisica dei difensori

L’inizio della stagione 2018/19 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le 12 squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


LUGANO

La rosa 2018/19

PORTIERI
Elvis Merzlikins, Stefan Müller

DIFENSORI
Julien Vauclair, Massimo Ronchetti, Benoit Jecker, Taylor Chorney (), Stefan Ulmer, Alessandro Chiesa, Riccardo Sartori, Elia Riva, Romain Loeffel, Thomas Wellinger

ATTACCANTI
Alessio Bertaggia, Luca Cunti, Timo Haussener, Gregory Hofmann, Luca Fazzini, Mauro Jörg, Giovanni Morini, Jani Lajuen (), Maxim Lapierre (), Sebastien Reuille, Raffaele Sannitz, Loic Vedova, Matteo Romanenghi, Linus Klasen (), Dario Bürgler, Julian Walker


La sconfitta in Gara 7 dello scorso aprile da trasformare in energia per la rivincita. È questo il mantra che si sta ripetendo dalle parti della Cornèr Arena, il trofeo solo sfiorato contro gli ZSC Lions è, e rimane, un obiettivo dei bianconeri.

La cavalcata nei playoff di mesi fa ha restituito una squadra che è uscita caratterialmente alla grande da quei famosi infortuni nella notte di Davos, contro il Bienne in particolare Lapierre e compagni hanno mostrato una forza mentale così elevata da permettergli di ribaltare il 3-0 in Gara 3 e poi tutta la serie di semifinale. Notevole anche il recupero dall’1-3 in finale contro i Lions, ribaltamento però rimasto incompiuto.

Tutto questo però ha dimostrato la bontà delle idee di Greg Ireland, il coach umile e gentiluomo, capace però di sfuriate brutali e di martellate motivazionali quando la situazione lo richiede. Per la prima volta da tempo immemore si è visto un coach che a Lugano ha fatto l’unanimità in squadra (salvo rare eccezioni) e tra il pubblico, non tanto per il gioco proposto, perché essere belli non significa per forza essere vincenti per il canadese, ma per la capacità di trascinare tutto e tutti.

Arrivando in punta di piedi come nel lontano 2011, Ireland si è fatto spazio con le sue idee, è andato avanti sempre e comunque, ha fatto capire a chi non lo volesse seguire che lui non lo avrebbe aspettato e il gruppo gli ha dato ragione.

Certo, la rosa che ha per le mani è di qualità non indifferente, con giocatori che – alla vigilia della stagione 2018/19 – hanno costituito un gruppo collaudato capace di dare il meglio di sé nelle difficoltà, con un’ossatura centrale di altissimo livello tecnico e fisico, molto talento alle ali e una difesa comunque di primo piano. Il reparto difensivo sembra stare di un pelo sotto quelli di ZSC e Berna, ma ciò può essere compensato da un certo Elvis Merzlikins, uno dei pilastri della squadra.


ARRIVI
Romain Loeffel (D, Ginevra Servette)
Timo Haussener (RW, Zugo)
Benoit Jecker (D, Bienne)
Mauro Jörg (LW/RW, Davos)
Taylor Chorney (D, Columbus Blue Jackets)

PARTENZE
Philippe Furrer (D, Friborgo)
Daniel Manzato (G, Ambrì Piotta)
Damien Brunner (LW/RW, Bienne)
Bobby Sanguinetti (D, ?)
Emerson Etem (RW/LW, Los Angeles Kings – tryout)

STRANIERI
Linus Klasen (LW )
Maxim Lapierre (C, )
Jani Lajunen (C, )
Taylor Chorney (D, )


Il direttore sportivo Roland Habisreutinger ha apportato degli accorgimenti, a partire dal difensore americano Taylor Chorney, che dovranno dare però grosse risposte, dato che la squadra ha mostrato di saper essere lì tra le migliori ma certi dettagli l’hanno a volte tradita su più bello.

Attesissimo quindi il difensore numero 16 – il quale non ha incantato in questo preseason – ancora alla ricerca del giusto ruolo e collocazione, ma per tastarne veramente il polso occorrerà attendere almeno qualche settimana di campionato. Partito il grande condottiero Philippe Furrer è sulla leadership difensiva e la capacità polmonare che Chorney dovrà dare il meglio di sé, gli arrivi poi di Benoit Jecker e Romain Loeffel portano valore a una difesa in cerca di nuovi pezzi del puzzle che fossero complementari.

Questi si aggiungono a un reparto che appare sì completo grazie anche all’ingaggio dell’ex ginevrino, ma che (con Furrer compreso) ha dovuto spesso fare i conti con l’infermeria, anche se in quanto a profondità sembra essere ottimamente attrezzata considerando anche la crescita di Elia Riva.

In attacco è indubbio che la partenza di Damien Brunner venga vista come un depotenziamento ma, alla luce degli infortuni e della sua resa, l’apporto del numero 98 è sempre stato ben al di sotto delle attese a parte sporadici momenti (quarti-semifinali 2015/16) e il suo contributo allo spirito di gruppo non è probabilmente mai stato sufficiente.

Per un Brunner in partenza un Mauro Jörg che ritorna, il grigionese alla Cornèr Arena cercherà i fasti delle prime stagioni a Davos, ma soprattutto porterà energia e velocità in un sistema di gioco che pare essere perfetto per le sue caratteristiche, fatto di forecheck e veloci ripartenze.


Da scoprire sarà Timo Haussener, duttile attaccante che nel preseason ha mostrato un buon potenziale e che cercherà di farsi spazio nel quarto blocco, ora che Reuille sarà impiegato anche nei Ticino Rockets.

C’è però qualcuno che non è un ingaggio vero e proprio ma che potrà essere il vero valore aggiunto del Lugano, nel caso si parla di Linus Klasen. Della sua tribolata stagione scorsa si è detto in lungo e in largo, il preseason ha lanciato segnali importanti con il linguaggio del corpo e la motivazione che ha portato sul ghiaccio.

Se le premesse sono quelle che si sono potute scorgere allora un grande acquisto del Lugano potrebbe essere lo svedese, vero e proprio “bilancino” sulle potenzialità di una squadra che ha bisogno del suo estro e delle giocate dal nulla.

Come quello di Klasen, l’altro più grande talento sta nelle mani e nella testa di Elvis Merzlikins. Se il lettone giocherà quella che sarà la sua ultima stagione in maglia bianconera sicuramente farà tutto il necessario per arrivare fino in fondo e trascinare la squadra nei playoff, oltre che fare da apripista a Stefan Müller, sul quale ci sono diverse attese.

Nel complesso, al netto delle partenze e degli arrivi, il Lugano appare solido e con un po’ di più profondità, qualità che in passato non sempre sono state all’altezza. E se a mancare sarà il talento potenziale di Brunner (e improvvisamente anche quello di un Suri solo sfiorato) non è detto che la sua partenza risulti un downgrade, anzi, se la forza del Lugano rimarrà quella del gruppo a sostegno della notevole forza offensiva e fisica presente in squadra, le premesse per fare una stagione ai primissimi posti ci sono tutte.

E i playoff? Quello è un altro discorso, ma i ragazzi di Ireland lo conoscono a memoria.


MIGLIOR INNESTO

Romain Loeffel: Il difensore arrivato da Ginevra è stato sicuramente uno dei grossi colpi del mercato svizzero e va a dotare il Lugano di un tassello del reparto arretrato che mancava da parecchio tempo. Un difensore svizzero capace di mettere a segno una trentina abbondante di punti a stagione è merce rarissima e da questo lato i bianconeri vanno ad alzare in maniera importante il livello del proprio power play. Una nuova avventura voluta proprio da Loeffel potrebbe spingerlo a rendere al massimo, per il Lugano sarebbe un colpo di quelli grossi.

ADDIO DOLOROSO

Philippe Furrer: Era entrato nel cuore dei tifosi non solo per la sua leadership, la classe e la voglia di andare sempre oltre la soglia del dolore, ma anche per aver segnato quel rigore contro il Ginevra nel 2016 che aveva riportato il Lugano in finale dopo 10 anni. Difensore di grande classe, uomo di grande caratura, la sua partenza rimane pesantissima e si spera che i nuovi ingaggi portino tutti qualcosa per sostituirlo, perché il neo friborghese ha dimostrato più volte di valere quanto uno straniero.

FATTORE X

I grandi talenti: La stagione del Lugano potrebbe dipendere da molti piccoli fattori, da diversi dettagli, ma alla luce dei risultati della scorsa stagione, saranno ancora gli uomini migliori ad essere determinanti. Da un Merzlikins ancora atteso a un’altra stagione eccezionale, a un Klasen ritrovato, passando per un Chorney che dovrà essere il difensore (con la D maiuscola) che il Lugano cerca, fino alla continuità di rendimento dei vari Lapierre, Fazzini, Hofmann, Cunti e Loeffel. Saranno i grandi nomi a determinare il futuro della squadra.


La classifica di HSHS

1. ZSC LIONS
2. BERNA
3.  LUGANO
4. ZUGO
5. BIENNE
6. LOSANNA
7. FRIBORGO GOTTERON
8. DAVOS
9. GINEVRA SERVETTE
10. _________
11. LANGNAU TIGERS
12. RAPPERSWIL

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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