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Ambrì Piotta

O’Byrne: “In KHL sono migliorato, vengo ad Ambrì per dimostrarlo”

L’ultimo acquisto dell’Ambrì Piotta, Ryan O’Byrne, si trova ancora oltre oceano ed arriverà in Svizzera solamente tra un paio di settimane. L’ex difensore del Lev Praga, squadra scioltasi improvvisamente a causa di gravi problemi finanziari nonostante sia riuscita a raggiungere la finale di KHL lo scorso anno, ci ha parlato al telefono della situazione in cui si è ritrovato, della sua avventura in Cechia e del passaggio in biancoblù.

Ryan O’Byrne, come si è svolta la trattativa? Si è deciso tutto negli ultimi giorni oppure è da tempo che eri in contatto con Pelletier?
“È iniziato tutto lo scorso martedì, quando ho scoperto che il Lev Praga non avrebbe preso parte al campionato KHL a causa di problemi finanziari. Già durante il pomeriggio di quella giornata ho iniziato a parlare con l’Ambrì, ed ho ricevuto un’offerta qualche giorno dopo. Il tutto è poi andato piuttosto velocemente ed ho ufficialmente firmato il contratto domenica”.

Quali sono le tua caratteristiche sul ghiaccio?
“Sono un giocatore piuttosto grosso, ma nonostante questo credo di riuscire a muovermi bene sul ghiaccio. So giocare bene difensivamente ed essere efficace in boxplay, e sono uno contro cui è difficile scendere in pista da avversario. Mi considero un difensore completo e, di tanto in tanto, riesco anche a dare una mano in fase offensiva”.

Arrivi da una stagione esaltante con il Lev Praha, dove hai raggiunto la finale di KHL, cosa puoi dirci a riguardo?
“Ho passato davvero una bella stagione. Ovviamente i primi mesi sono stati di transizione per me, dopo aver passato una carriera in NHL ed essermi trasferito per la prima volta in Europa. Una volta stabilitomi, però, ho apprezzato molto il periodo passato a Praga e nella KHL, che è un’ottima lega. Avevamo una gran bella squadra, il che è stato fantastico, e siamo arrivati sino a gara 7 della finale, che purtroppo non siamo riusciti a vincere. È stato divertente e ha rappresentato per me una bella esperienza”.

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Nella passata stagione avevi già avuto modo di incontrare l’Ambrì…
“Sì, durante la pausa olimpica siamo stati in Svizzera per un campo d’allenamento e mi sono immediatamente innamorato del vostro paese. Abbiamo affrontato il Berna e proprio l’Ambrì Piotta… Siamo stati anche a Lucerna e ho subito pensato che la Svizzera fosse un posto stupendo, mentre del gioco apprezzato il ritmo veloce, con tanto pattinaggio e un’ottima tecnica. Quando i biancoblù mi hanno contattato, sapevo sin dall’inizio di essere interessato”.

Quali sono le differenze che hai notato tra l’hockey nordamericano e la KHL?
“Il cambiamento maggiore riguarda ovviamente la grandezza delle piste, dato che in Europa sono più grandi rispetto a quelle in Stati Uniti e Canada. Aggiungerei inoltre la durata delle trasferte… La KHL copre un territorio davvero vasto e a volte il viaggio per andare a giocare una partita sembra infinito. C’è poi la durata del campionato, visto che in NHL si giocano 82 partite, mentre nella lega russa solamente 54”.

In Nordamerica eri conosciuto soprattutto per il tuo gioco fisico, ma eri ritenuto lento nel pattinaggio… Pensi di essere migliorato in tal senso?
“La passata stagione giocando in KHL il mio pattinaggio è migliorato molto, dato che con una superficie di ghiaccio maggiore ho dovuto lavorare in questa direzione. Rispetto a quando giocavo in Nordamerica ho inoltre perso del peso, visto che in Europa il gioco richiede a un difensore di essere più leggero e più veloce, mentre oltre oceano è più importante avere una marcata presenza fisica in pista, anche a costo di essere lenti. Perdere peso mi ha decisamente aiutato”.

Conosci qualcosa di Ambrì? Qualcuno te ne ha parlato?
“Sì, nello staff del Lev Praga c’era Ivano Zanatta, che mi ha sempre parlato molto bene della lega svizzera. In Colorado ho inoltre giocato con Matt Duchene e mi ha raccontato molto di Ambrì e del suo periodo in Ticino durante il lockout. Ho anche un paio di amici che hanno vissuto a Lugano e dunque non vedo l’ora di trasferirmi e giocare con l’Ambrì Piotta”.

Hai firmato un contratto annuale, volere tuo o della società?
“Durante le discussioni con il club si è sempre parlato di un accordo di una stagione e credo che questo rappresenti una buona situazione per entrambe le parti. Per me si tratta di un’opportunità per dimostrare di cosa sono capace in NLA e, dopo lo scioglimento inaspettato della mia ex squadra, credo che il contratto firmato con l’Ambrì sia l’ideale per me in questo momento”.

Sei noto anche per le tue bagarre, cosa che in Svizzera è punita severamente…
(Ride, ndr.) Avevo l’abitudine di essere coinvolto in fights molto spesso in America, ma lo scorso anno mi è successo solamente in un paio di occasioni durante la finale. Al termine di una lunga stagione si è molto coinvolti nelle partite a livello emotivo, dunque è più comprensibile. Durante i miei tre anni al college, però, le regole erano le stesse che troverò in Svizzera, dunque so come comportarmi. Credo che le bagarre siano una parte del gioco, ma non sono necessarie per intimidire gli avversari… Per quello basta giocare duramente e usare il fisico”.

Quali sono ora i tuoi piani per l’estate, soprattutto dal momento in cui arriverai in Ticino?
“Arriverò in Svizzera il 29 luglio. Dopo la finale con il Praga mi sono concesso un paio di settimane di vacanza, dopodiché mi sono rimesso immediatamente al lavoro. Il mio corpo è in forma e non vedo l’ora di iniziare ad allenarmi duramente sul ghiaccio e di iniziare la stagione”.

Per concludere, vuoi lanciare un messaggio ai tifosi biancoblù?
“Sono molto eccitato all’idea di giocare per l’Ambrì, voglio fare del mio meglio per dimostrare ai tifosi che tipo di giocatore posso essere. Il mio obiettivo è di vincere molte partite e, infine, di vincere il campionato”.

Studente universitario in Scienze della Comunicazione all'USI, segue giornalmente lo sport a 360°. Si occupa principalmente delle interviste, seguendo da vicino l'Ambrì Piotta.

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