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Ambrì Piotta

Messo alla prova, l’Ambrì a Losanna ritrova se stesso

I biancoblù giocano una seconda parte di gara con ritrovata personalità. Losanna battuto per la quarta volta, salvezza matematica e un altro passo verso i playoff

Messo alla prova, l’Ambrì a Losanna ritrova se stesso

LOSANNA – AMBRÌ

1-2

(0-0, 1-1, 0-1)

Reti: 23’27 Nodari (Kenins) 1-0, 34’01 D’Agostini (Plastino, Kostner) 1-1, 52’18 Plastino (Novotny, D’Agostini) 1-2

Note: Malley 2.0, 6’550 spettatori. Arbitri Lemelin, Dipietro; Fuchs, Wolf
Penalità: Losanna 4×2′, Ambrì 5×2′

LOSANNA – All’Ambrì Piotta non si chiedeva una prova perfetta, ma una prova di carattere, e la squadra di Cereda non ha deluso. I biancoblù hanno strappato al Losanna tre punti pesantissimi – i più importanti dell’intero campionato – e lo hanno fatto con una gara di sacrificio e dedizione, in un clima che da metà partita in avanti ha avuto il gusto dei playoff.

Ci è infatti voluto del tempo prima che la sfida di Malley diventasse realmente intensa, e dal punto di vista dei leventinesi le cose sono sembrate complicarsi quando Nodari ha trovato il vantaggio al 23’27, punto che i vodesi avevano legittimato con un possesso del puck marcato ad un ritmo più incalzante di quello avversario.

Sino a qual punto la squadra di Cereda non aveva dato l’impressione di essersi scrollata di dosso l’ultimo incolore weekend, ed una certa mancanza di personalità sembrava destinata a frenare per la terza partita di fila un Ambrì alla ricerca di se stesso. Era chiaro che per invertire la tendenza ci volesse una scintilla, che finalmente è arrivata a risultato di una decina di minuti particolarmente intensi.

Tutto è iniziato da quella doppia penalità che ha costretto i leventinesi a due interi minuti in 3-contro-5, superati grazie ad un ottimo Conz e ad un gruppo che ha saputo stringere i denti e non farsi travolgere dagli eventi. Un raddoppio vodese avrebbe probabilmente compromesso l’incontro, ma invece l’Ambrì ha resistito e qualche minuto dopo ha trovato il pareggio con una staffilata di D’Agostini in powerplay. Un mix esplosivo di eventi, e la squadra di Cereda si è trasformata.

Intendiamoci, da quel momento in avanti gli ospiti non hanno dominato il gioco, ma Kubalik e compagni sono tornati ad esprimersi con quella fiducia nei propri mezzi che nelle ultime due uscite era venuta a mancare in maniera piuttosto importante. L’Ambrì ha finalmente smesso di pensare troppo ed ha giocato intensamente ogni momento, dimenticandosi dell’assenza di Zwerger – sostituito da un propositivo Rohrbach – e gestendo bene l’inteso terzo periodo.

Ottimo infatti l’inizio di ultima frazione, che ha fatto da preludio al gol decisivo di Plastino, che con un bel tiro dalla blu ha regalato il vantaggio ai suoi. L’Ambrì ha poi controllato bene i tentativi di rimonta del Losanna, con Junland – al rientro martedì sera – e banda che hanno stuzzicato più volte Conz, senza però far perdere la bussola alla retroguardia leventinese.

Inutile sottolineare ulteriormente l’importanza di un successo come questo, che arriva in risposta alle perplessità lasciate dallo scorso fine settimana, e che dimostra come la squadra di Cereda abbia ancora le energie – soprattutto mentali – per condurre in porto la sua nuova missione.

Nel frattempo i biancoblù una certezza ce l’hanno, ed è quella di aver conquistato la matematica salvezza, visto che il divario che separa i leventinesi al Davos è diventato incolmabile. Appunto questo forse superfluo – ci perdoni la matematica, ma l’Ambrì sa di essere salvo da tempo – ma è anche bello non doverci più pensare e concentrare le proprie attenzioni verso obiettivi più stimolanti.

Che la partita di martedì serva però anche da lezione, per ricordare a tutti l’importanza per questa squadra di portare sul ghiaccio un certo tipo di convinzione ed anche di spavalderia“swagger”, lo chiamerebbero oltre oceano -, elementi necessari per un Ambrì che senza una spiccata personalità perde di mordente.

Ora bisognerà tenere il piede sul gas, perché la lotta rimane serrata e nessuna sfida va data per scontata. Anzi, questo sarebbe proprio l’errore più fatale.


IL PROTAGONISTA

Benjamin Conz: I suoi interventi sono stati decisivi su tutto l’arco dell’incontro, specialmente nel momento in cui il Losanna stava spingendo ed è andato più volte ad un soffio dall’ottenere un 2-0 che sarebbe risultato pesantissimo.

Il portiere invece si è confermato calmo e concentrato, ed ha fermato Vermin e compagni rappresentando un fattore chiave per la sudata vittoria leventinese.


HIGHLIGHTS

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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