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Ambrì Piotta

Mäenpää: “Ho trovato un gruppo stupendo e il club giusto per me”

AMBRÌ – Dopo aver preso parte ai primi allenamenti con l’Ambrì Piotta negli scorsi giorni, Mikko Mäenpää si è calato appieno nella sua nuova realtà durante la presentazione al pubblico di domenica pomeriggio alla Valascia, da dove ripartirà dopo aver giocato lo scorso campionato nella Liiga finlandese (23 punti in 31 partite con il JPY) e le tre annate precedenti in KHL (71 punti in 134 partite nella superlega russa).

Mikko Mäenpää, quali sono le tue prime impressioni dopo aver incontrato la squadra e i tuoi nuovi tifosi?
“Sono davvero sorpreso. La zona è stupenda e sono stato accolto in maniera davvero calorosa da tutti… Ho trovato un gruppo di ragazzi stupendo ed uno spogliatoio in cui mi sembra facile inserirsi. Inoltre, nonostante abbia 32 anni, non ho mai visto nulla del genere ad inizio agosto e ancora prima di un vero allenamento. I tifosi durante la presentazione sono davvero impazziti e ci sono più di 6’000 persone qui, è incredibile!”.

Come si è svolta la trattativa con l’Ambrì Piotta? Come mai hai scelto Ambrì e non un’altra delle squadre a te interessate?
“Tutto è iniziato con una chiamata di Zanatta, che già conoscevo per il periodo passato a Praga. Sono venuto in Svizzera un paio di settimane prima della firma del contratto, e mi sono incontrato con Ivano, l’allenatore Pelletier e ho visitato la zona. Ci siamo seduti ad un tavolo e abbiamo discusso un mio possibile ingaggio, anche se per me è stata una decisione davvero facile, perché tutto sembrava già al posto giusto. Immediatamente ho capito che in questa squadra ci sarebbe stato un posto per me, visto che lo staff stava cercando un giocatore proprio con le mie caratteristiche. Queste premesse sono naturalmente l’ideale quando si decide di andare in una determinata squadra, è fondamentale sentirsi voluti. Sono convinto di aver fatto la decisione giusta e sono felice di essere parte di tutto questo”.

Prima di firmare il club ti ha sottoposto ad una visita al polso… Quanto era grave il problema? È tutto risolto ora?
“Si trattava di un infortunio piuttosto serio, dopo un’operazione chirurgica importante che ha comportato delle barre di titanio e delle viti inserite nel mio polso. In Finlandia sono però stato curato da un ottimo medico che mi ha sistemato benissimo, ora mi sento al 100%. Non c’è alcun bisogno di preoccuparsi in questo senso, sento il mio polso come nuovo”.

Sei conosciuto come un difensore dalla mentalità offensiva… Tu come ti descriveresti?
“Direi che questa è una descrizione abbastanza accurata. Non sono un giocatore dalla grande stazza fisica, di conseguenza ho sempre amato giocare un hockey offensivo, è uno stile che mi viene naturale ed è quello che cerco di dare alla squadra. Provo a dare impulsi nell’uscita dalla zona difensiva e diventare il quarto attaccante in quella offensiva, ed inoltre amo dare il mio contributo in powerplay dalla linea blu. In tutte le squadre in cui sono stato questo è sempre stato più o meno il mio ruolo, dunque questo è quello che cercherò di portare ad Ambrì”.

Non sei un difensore di grande stazza… Questo è mai stato un problema per te contro degli attaccanti particolarmente forti fisicamente?
“Naturalmente essere più piccolo o più leggero degli altri non ti aiuta, ma proprio per questo devi avere qualcos’altro nel tuo gioco. Cerca di compensare con la velocità e con un buon pattinaggio, visto che naturalmente non posso fare molto per cambiare quello che sono a livello fisico. Ho sempre pensato che questo aspetto non fosse un problema a meno che non gli si permetta di diventarlo”.

Avevi avuto una stagione fantastica nel 2006/07, con 45 punti che ti hanno portato ad un two-way con i Blue Jackets… Eri però tornato in Europa dopo solo 7 partite in AHL… Cosa non aveva funzionato?
“Mi trovavo in un momento della mia carriera in cui avevo davvero bisogno di scendere sul ghiaccio con regolarità per migliorare e continuare a progredire, ma oltre oceano mi sono ritrovato con un coach che non era propriamente il mio più grande fan. Sono rimasto a Syracuse per tre mesi ma mi ha fatto giocare solamente sette partite, e questo dice molto sulla situazione venutasi a cercare… A quel punto non vedevo proprio lo scopo di rimanere là per guardare le partite dalla tribuna in giacca e cravatta, dunque a quel punto ho pensato che per me era meglio ritornare in Europa in una squadra che mi facesse giocare molto. Non mi pento di essere andato negli Stati Uniti, ma non mi pento nemmeno di aver deciso velocemente di tornare indietro”.

A Praga hai giocato con O’Byrne e Gragnani, difensori che lo scorso anno erano in NLA…. Li hai contattati per sapere qualcosa di più su quello che ti aspetta?
“Non ho contattato propriamente loro, ma ho molti amici finlandesi che hanno giocato o giocano in NLA e con cui ho parlato. Ho una buona consapevolezza del contesto in cui mi trovo, ma ho cercato di parlare con i miei compagni per ricevere nuove informazioni e qualche consiglio su alcune cose”.

Hai firmato un contratto di un solo anno… Come va interpretata questa scelta?
“Al momento per me e per la mia famiglia questa era l’opzione migliore. Non ho nulla in contrario a restare ad Ambrì per più di un anno, ma la mia famiglia non potrà raggiungermi in Svizzera e dovrà fare la spola tra il Ticino e la Finlandia, visto che mia moglie ha un business che deve gestire. Questa in sostanza è la ragione per cui ho voluto firmare solamente un anno per ora, poi vedremo come andranno le cose. Se tutto andrà bene in stagione poi ne riparleremo”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all’Università della Svizzera italiana.

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