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Lugano

Lugano vincente anche sul Dornbirner, Bulldogs battuti 4-2

Partita a tempi alterni dal Lugano, che ha fatto vedere le cose migliori in avanti. In gol Lapierre all’esordio stagionale, prime reti anche per Bertaggia e Morini

Lugano vincente anche sul Dornbirner, Bulldogs battuti 4-2

LUGANO – DORNBIRN

4-2

(2-0, 2-1, 0-1)

Reti: 10’27 Morini (Romanenghi) 1-0, 15’51 Bertaggia (Hofmann, Wellinger) 2-0, 21’10 Cip (Magnan, Bordson) 2-1, 28’14 Lapierre (Lajunen) 3-1, 38’02 Hofmann (Loeffel, Chorney) 4-1, 53’57 Parks (Bordson) 4-2

Note: Corner Arena, 2’555 spettatori. Arbitri Massy, Urban; Castelli, Ambrosetti
Penalità: Lugano 5×2′, Dornbirn 4×2′

LUGANO – Seconda amichevole prestagionale, prima apparizione ufficiale alla Cornèr Arena. Il Lugano di Greg Ireland, per la prima davanti ai suoi tifosi, ha sfidato il Dornbirner EC, squadra austriaca di EBEL.

A differenza della prima uscita contro i Ticino Rockets di mercoledì, il tecnico canadese ha “rimpolpato” il lineup, schierando anche Lapierre, Lajunen (andati a ricomporre la linea degli ultimi playoff con Hofmann) e Sannitz, lasciando stavolta in tribuna Haussener, con Romanenghi 13esimo attaccante.

Dentro anche Merzlikins, ma solo come back up, dato che in porta è stato schierato quale titolare di nuovo Müller per la sfida ai suoi connazionali.

È stata sicuramente una partita diversa rispetto a quella della Raiffeisen BiascArena, un po’ per i primi chilometri nelle gambe, un po’ per la formazione più completa e anche per l’avversario. Il Dornbirner, squadra di bassa classifica di EBEL non è certo uno squadrone, ma a livello fisico ha dato sicuramente più grattacapi ai bianconeri rispetto ai ragazzi di Jan Cadieux.

Un gioco fisico, quello degli austricaci, che però è servito più che altro a rompere gli schemi avversari, con il Lugano in grado di proporre subito un dominio territoriale senza però pungere con regolarità.

È stato quindi un rebound mal controllato da Rinne su appoggio di Romanenghi e ribattuto in rete da Morini a dare una mano alla squadra di casa, che pian piano ha poi preso il sopravvento. L’1-0 dell’italiano ha fatto da preludio al bel raddoppio di Bertaggia, il quale ha freddato il portiere dei Bulldogs con un polsino micidiale dopo un’azione in velocità imbastita da Hofmann.

Va detto che le condizioni del ghiaccio non hanno aiutato molto chi cercava di giocare il disco in velocità, la temperatura all’interno della Cornèr Arena era piuttosto elevata, e il Lugano del secondo tempo ha cominciato a pasticciare un po’. Poche azioni lineari, tanti dischi persi e passaggi corti, per una decina di minuti i bianconeri sono sembrati infangarsi, soprattutto dopo la rete di Cip in power play che ha dimezzato lo scarto.

Sono stati poi gli spunti di Lapierre e una bella azione corale con Hofmann finalizzatore dare al Lugano un nuovo slancio. Così è stato per il terzo periodo, giocato dai bianconeri con un paio di marce in più rispetto agli uomini di McQueen, spesso totalmente in balia degli eventi.

Tanti tiri su Strot (entrato al posto di Rinne), ma nessuna rete, a differenza del 4-2 ospite. Poco male, ciò che si è visto negli ultimi venti minuti fa ben sperare per le condizioni fisiche in crescendo della squadra e per la vena di alcuni singoli, su tutti il solito scatenato Hofmann.

In crescita anche Chorney, sempre più propenso a prendere in mano la regia difensiva ma ancora alla ricerca dei migliori spunti sul primo passaggio e i primi metri di avanzamento.

Bene anche chi ha esordito, come Lapierre e Lajunen, in grande crescita Bürgler, che sembra decisamente recuperato dall’infortunio. In attesa di vedere i migliori Loeffel, Klasen e Cunti, una bella manciata di certezze comincia a venire fuori, come un Fazzini molto impegnato anche sul fronte fisico e la personalità di Jecker, oltre alla buona sicurezza di Müller.

In fondo, molto di buono c’era già, occorre attendere di oliare quello che è arrivato di nuovo.

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