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Lugano

Lugano bruciato sul finale, sconfitta che sa di beffa contro il Monaco

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LUGANO – RED BULL MONACO

4-6

(3-1, 0-0, 1-5)

red
Rete: 2’19 Klasen (Pettersson, Ulmer) 1-0, 5’07 Fazzini (Filppula, McLean) 2-0, 17’38 Roe (Regehr, Sparre) 2-1, 18’20 Klasen (Pettersson) 3-1, 52’02 Pettersson (Ulmer, Klasen) 4-1, 54’19 Holzmann (Boyle, Wozniewski) 4-2, 54’58 Sparre (Wolf) 4-3, 55’38 Boyle (Brophey, Wozniewski) 4-4, 56’28 Barta (Wolf, Sparre) 4-5, 59’54 Maurer (Kettemer) 4-6

Note: Resega, 3’000 spettatori.
Penalità: Lugano 6×2′, Monaco 6×2′

LUGANO – Dopo due prime amichevoli di discreta fattura soprattutto dal punto di vista difensivo, il Lugano di Patrick Fischer era chiamato a dare concretezza anche alla propria manovra offensiva, dato che prima di venerdì sera Klasen e compagni avevano sì mostrato spunti interessanti in attacco, ottenendo però solo due reti in altrettanti match.

Nell’occasione Patrick Fischer ha dato una rimescolata alle carte, affidando a Sannitz il ruolo di primo centro tra Klasen e Pettersson, con il numero 38 che ha in effetti contribuito a creare spazio per i due stranieri. Filppula è invece stato affiancato a Steinmann e Fazzini. Sotto la voce “infortunati” da registrare Sartori, Walker e Kparghai, mentre Dal Pian era assente perché impegnato con il servizio militare.

Davanti ai 3’000 della Resega i bianconeri hanno iniziato il loro match ingranando immediatamente la quarta, trovando rapidamente il doppio vantaggio grazie a Klasen e Fazzini, a bersaglio entrambi in situazione di powerplay. I primi 20 minuti sono stati tra i migliori mostrati dal Lugano in questo preseason, sia dal punto di vista della creatività, che da quello dello spettacolo, questo nonostante il gol incassato da Merlikins al 17’38 per mano di Roe.

Un bello spunto in solitaria di Klasen negli ultimi scampoli del primo tempo ha però riportato a debita distanza i tedeschi, fattisi notare nel corso del match più che altro per una grande determinazione, piuttosto che per la tecnica e l’efficacia delle loro azioni.

Come già successo nei precedenti incontri, però, il Lugano ha pagato i carichi di lavoro di questo preaseason con un lento ma graduale calo a livello fisico e di ritmo, che di riflesso ha in parte inciso anche sulla lucidità delle manovre. Superato un periodo centrale abbastanza anonimo su entrambi i fronti, i bianconeri sembravano aver messo in cassaforte il match al 52’02, quanto Pettersson in powerplay ha insaccato il 4-1.

Quando tutto sembrava oramai deciso, però, il coach ospite Don Jackson ha osato la mossa di richiamare il portiere in panchina e giocare con sei uomini di movimento addirittura a 7 minuti dal 60esimo. Il tutto ha prodotto quasi immediatamente il gol di Holzmann a 6 contro 4 e, 39 secondi dopo, è arrivata anche la rete dell’ex Zugo Wozniewski che ha riaperto la partita.

La beffa a quel punto pareva oramai annunciata e, quasi si stesse assistendo ad un film dal copione già scritto, i Red Bull sono pervenuti anche al 4-4, pareggiando così sostanzialmente dal nulla una partita che il Lugano pareva poter condurre in porto senza troppi patemi d’animo. Da segnalare nel finale di partita la penalità rimediata dal prtiere Elvis Merzlikins, al 55’50, costata poi il game winning goal di Alexander Barta.

Fischer ha poi tentato di rimediare in extremis all’harakiri dei suoi richiamando Merzlikins in panchina, ma il tutto è risultato solamente nel gol del definitivo 6-4.

Al termine di questa partita si può dunque constatare come il Lugano sia ancora un cantiere aperto dal grande potenziale. Diversi lampi di genio da parte degli stranieri ed alcuni sprazzi di gioco permettono già di scorgere quello che la squadra bianconera potrà diventare, ma indubbiamente il lavoro da fare è ancora molto.

Di positivo vi sono sicuramente da segnalare i tre gol ottenuti dal powerplay, controbilanciati però da tutte le reti dei tedeschi – fatta eccezione per la sesta a porta sguarnita – incassate in inferiorità numerica.

La squadra è inoltre ancora sottoposta a degli importanti carichi di lavoro a livello fisico, che porta il Lugano ad un evidente calo da questo punto di vista nella seconda parte di partita. Vauclair e compagni tenteranno di ottenere il primo successo di questo preseason il 28 agosto a Jönköping, dove sfideranno l’HV71, nel primo turno di CHL capace di battere per 3-2 il Kloten.


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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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