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Lugano ancora battuto in trasferta, lo Zugo si impone 3-1

ZUGO – Si ferma a tre la striscia di vittorie consecutive del Lugano, bloccato dallo Zugo di Zetterberg e Brunner. L’unica vittoria esterna della truppa di Huras risale al 13 settembre, in occasione della prima partita di campionato, proprio contro gli svizzero centrali, che in quei frangenti però, non erano ancora muniti del blocco delle meraviglie.

Già costretti a far fronte alle assenze pesanti di Hirschi, Brady Murray, Ruefenacht, Bednar, Domenichelli e Blatter – oltre al prestito di Nummelin – i bianconeri sono scesi in pista di nuovo con una formazione fortemente rimaneggiata, anche a causa delle assenze per influenza di Conne e Ulmer. A dirla tutta anche Metropolit ha rischiato di saltare la trasferta, ma è sceso in pista nonostante la febbre. Assenze a parte, nessuna novità nello schieramento luganese, con di nuovo Flueckiger preferito a Manzato, grazie anche alle brillanti prestazioni del numero 87 contro Lakers e Ambrì Piotta.

(A. Branca)

La missione era chiara: cercare di arginare il più possibile le folate offensive di Zetterberg, Brunner e compagni mantenendo comunque un assetto in grado di fare male, ovvero mica uno scherzo. Probabilmente lo stesso pensiero deve averlo fatto anche Douglas Shedden con l’intento di fermare l’illustre ex Metropolit e il compagno di banco Bergeron, perché sin da subito era chiaro che sarebbe stata una partita equilibrata e di difficile lettura.

Più bravo lo Zugo nel cercare la porta, migliore il Lugano nella gestione del disco, queste sono state le impressioni principali del match, e allora dovevano essere degli episodi a deciderne le sorti. Come le situazioni speciali, e in pista c’erano davvero le premesse per lustrarsi gli occhi di fronte a cotanta capacità in power play, da entrambe le parti. Ma stavolta ad uscirne vittoriosi sono stati i padroni di casa, capaci di segnare due reti su cinque penalità minori ospiti, e ciò è bastato a fare la differenza. Troppo complicate le trame degli special team bianconeri, e i “blueliner” ordinari ome Sbisa e Heikkinen confermano di attraversare un periodo un po’ così, visti le numerose difficoltà nel gestire il disco sulla line blu.

(A. Branca)

Nonostante ciò proprio Heikkinen è stato tra i più pericolosi tra le fila ticinesi, non solo per la rete – in realtà autogol di Helbling – e per i tentativi (anche riusciti in un paio di circostanze) di abbattere a cannonate Markkanen, ma questo non è bastato per battere uno Zugo che è stato più bravo a sfruttare le proprie occasioni. Anche il Lugano ha avuto le sue, sia chiaro, come in occasione della genialata di Metropolit per Bergeron, della serpentina di Murray o del tiro a botta sicura di Steiner, ma l’imprecisione è regnata sovrana in tutti quei frangenti. Gli uomini di Huras sono apparsi a volte un po’ troppo in affanno sulla velocità avversaria, e questo era preventivabile, ma questo è segno che le assenze, soprattutto quelle a ripetizione in difesa cominciano a pesare. Ad ogni modo entrambe le squadre avrebbero meritato la vittoria, ma il merito dello Zugo è stato quello – come ormai gli capita da settimane – di sfruttare la classe dei suoi pezzi da novanta, contro un Lugano che ha presentato anche un Bergeron un po’ evanescente.

Se i più attesi tra le fila sottocenerine hanno marcato assenza, lo stesso non si può dire di Flueckiger, autore di una prova straordinaria, correlata da un paio di big save su Brunner e Omark davvero sorprendenti, e conferma la bontà della scelta di avere in squadra due portieri che possano competere tra loro su alti livelli. Jordan Murray conferma la sua crescita esponenziale, e se solo avesse un po’ meno fretta di tirare il disco, potrebbe togliersi qualche soddisfazione in più. La linea più pericolosa è stata quella di Kamber, Fazzini e Steiner, ma se i primi due producono con e senza disco, il terzo non riesce più a trovare quella concretezza che in passato gli aveva dato la fama da cecchino puro.

(A. Branca)

In casa luganese si spera che il numero 48 ritrovi le migliori sensazioni, perché già senza Domenichelli, mancheranno un bel po’ di reti nel tabellino. In affanno Metropolit, probabilmente affaticato dall’influenza, per questo anche autore di un paio di falli “da ritardo”. Male Sbisa, disattento e impreciso, ad immagine di quel disco incredibilmente perso su Holden, salvato poi da Flueckiger, errori inspiegabili da un giocatore del suo calibro.

Guardando il bicchiere mezzo vuoto si torna al discorso delle sconfitte fuori casa che stanno diventando pericolosa abitudine. Guardandolo mezzo pieno, si intravvede un Lugano che sta trovando un assetto difensivo decisamente migliore rispetto a quello visto prima della pausa, e guardando alla solita affollata infermeria, c’è un margine di miglioramento alquanto ampio, per questo la sconfitta in quel di Zugo non deve preoccupare più di quel tanto, se non per una classifica che non ne vuol sapere di assestarsi.

Alessandro Zacchetti

Alessandro cura settimanalmente le rubriche relative all'HC Lugano, squadra di cui è un grande sostenitore, e le leghe europee.

  • Nick

    Concordo pienamente, io posso aggiungere che anche il power-play sta passando un brutto periodo, facciamo troppi passaggi ma neanche un tiro, il disco rimane troppo tempo dietro la porta avversaria.
    Peccato per Sbisa, non so come può giocare così con i Ducks, seriamo che sia stata la malinconia dei suoi genitori che abitano proprio a Zugo.

    • Sandro

      Leggendo il commento di Zac capisco che Sbisa ha giocato male. Mi chiedo, ma è solito a giocare spesso male? Mi sembra di capire che diversi di voi non siano così entusiasti di Luca… Il che è abbastanza strano visto il giocatorone che è.

  • NM

    Come al solito ottima analisi! Le assenze hanno fatto la differenza in questo match, in particolare mi sembra che l’apporto di Rufenacht manca davvero tanto. La difesa sta migliorando e in prospettiva del rientro di Hirschi potrebbe davvero fare un grande salto di qualità. Martedi importante vincere altrimenti la situazione rischia di diventare complicata

  • Gincol

    Una difesa in miglioramento concordo!!! Però morant fuori

    • Nick

      Ma Morant cosa fa oltre che provocare gli avversari?

      • corvo

        Morant é l’unica certezza che abbiamo in difesa. Fa le sue stupidaggini ma nel gioco non si tocca!

  • Thoresen

    Va bene che che ci sono più certezze che dubbi, va be ne gli infortuni (chi più chi meno li hanno tutti), ma è ora di darsi una svegliata. La linea è sempre più vicina e vincendo solo in casa non si va lontani.:-(

    • Alessandro Zacchetti

      Io preferisco sempre vedere il bicchiere mezzo pieno…attualmente occupiamo una posizione di classifica insperata all’inizio (nonostante sia cortissima) ma nonostante gli infortuni ce la giochiamo con le migliori. La sconfitta di Zugo è una sconfitta “normale”, non credo ad un problema mentale da trasferta. Non mi preoccupo xche sappiamo giocare anche bene e si sapeva che erano i dettagli da limare, sin da subito. Anche a me girano quando si perde, ma ho fiducia in questa squadra.

      • Mark

        ecco..questa però è una cosa che esigo un BN mi spieghi! Come si fa con una squadra (inizio stagione) con: Nummelin, Vauclair, Bednar, Metropolit, Steiner, Hirschi, Heikkinen, Sbisa, Rüfenacht, Conne, Domenichelli, Murray, Reuiille, McLean e ora Bergeron parlare di posto in classifica inaspettato?!!!!

        Visto che conosci la scena e scrivi gli articoli..spiegami come potete permettervi questo?! ho appena detto 5-6 nomi da Nazionale o ex e almeno 4-5 topscorer delle ultime stagioni in varie squadre?!!

        Saluti da un tifoso del Bienne

        • Alessandro Zacchetti

          Perché proprio noi bianconeri nelle ultime stagioni abbiamo imparato che i nomi non bastano. Gli “squadroni” li avevamo anche prima ma i risultati erano lì da vedere. D’altra parte i pronostici ci davano tra il 5o e il 7o posto…non giochiamo da soli ma contro altri “squadroni” come Gotteron, Ginevra, Zsc ecc…
          Non bastano i nomi ma ci vuole l’amalgama e squadre meno forti sulla carta hanno raggiunto risultati migliori dei nostri proprio per questa ragione.

          E ricordo anche che quando Huras disse “nei primi quattro a Natale” mezza Svizzera rise…

          Fosse così facile avremmo vinto decine di campionati… ;-)

        • Pippo

          La realtà é che ora di squadre con nomi da urlo ve ne sono moltissime: prendiamo solo Zugo e Berna:
          Brunnen, Omark, Zettemberg, Holden, Schnieder, Diaz, Christen, Suri, Casutt e Lammer non sono nomi da urlo?
          Tavares, Pluss, Roche, Streit, Josi, Ritchie, Gardner, Ruthemann, Rubin o Lötscher?

          E se guardiamo Friborgo, Zurigo Ginevra o Davos il discorso é il medesimo!

      • Thoresen

        per l’amor del cielo, il mio scritto era solo per dire attenzione. Fiducioso lo sono pure io ma adesso è ora di vincere anche fuori casa, e come al solito (vedi tuo scritto) troppe sono le occasioni da rete mancate. Meno preziosismi e più concretezza sotto rete. Haaaaaa se avessimo quei 10 punti in più persi malamente per strada.

        • Alessandro Zacchetti

          Chiaro…i punti di Davos, in casa col Ginevra e a Friborgo bruciano parecchio, perché erano praticamente fatti…

  • Sandro

    @ Zac:
    Scusami, ma coloro che hanno riso dopo una frase simile di Huras, non vedo cosa ci potessero trovare da ridere. Da quando allena in Ch, è comunque arrivato 5 volte in finale e 3 le ha vinte.

    • Alessandro Zacchetti

      Non era uno scetticismo rivolto a lui ma alla società HCL in particolare. Abbiamo vissuto anni difficili dopo il titolo del 2006: due play out, eliminazioni pesanti nei quarti, svariati allenatori licenziati e vertici della società con una credibilità limitata che hanno contribuito loro stessi a bruciarsi e l’opinione della tifoseria BN ma non solo era piuttosto fredda nei confronti del HCL.

      Ora con la “triade” Mantegazza/Habisreutinger/Huras certi obiettivi sono di nuovo raggiungibili, e il colpo di fortuna è stato proprio pescare Huras dopo il fallimento Smith.

      Su Sbisa ti rispondo qui: a me finora non è piaciuto più di quel tanto. Solo a sprazzi si vede la sua classe superiore, ma è molto incostante. Ha dato un contributo notevole nel computo dei punti, ma si contava su di lui come baluardo difensivo, e finora non ha convinto.

  • Paul Martel

    Insomma, girala e pirlala, con fuori Dome-Murray-Rüfi-Hirschi ci mancano minimo minimo 40 gol e altrettanti assist… fate poi voi…. Se poi si ammalano anche due titolari non vedo cosa si possa pretendere di più. Ormai la situazione è questa e bisogna conviverci. Non per cercare scuse ma le altre squadre non mi sembra abbiano GRAVI infortuni a livello di giocatori svizzeri di peso (eccetto Guggisberg e Blindi).

  • maurizio

    partita particolare ieri x Sbisa, visto che e la prima volta che torna a giocare a Zugo, nella sua pista davanti a chissa quanti parenti e amici. non bisogna mai dimenticarsi che lui e come se fosse appena uscito dalla preseason dunque ha ancora ampi margini di miglioramento. peccato per la sconfitta la squadra ha lottato, meritava sicuramente almeno un punto. non bisogna mai idmenticare che su 10 sconfitte fuori casa 5 sono arrivate dopo il 60o, e che LH non e il mago merlino. siamo la seconda squadra in casa, e quando riusciremo ad essere piu costanti fuori casa avremo un posto stabile nelle prime tre. non esistono ricette miracolo solo il duro lavoro giornaliero.

    • Alessandro Zacchetti

      Amen

  • BottN

    L’ unica spiegazione delle partite perse fuori casa é quella del tourbus nuovo non ancora rodato ;-) Convinto anch’io del bicchiere mezzo pieno, avanti per l’obiettivo di natale!

  • Faso

    Su TiNews c’è uno sfogo bello pesante di Bednar. Dice di sentirsi come un turista che ormai è il sesto straniero e che lui era già pronto a giocare prima della pausa della nazionale. Inoltre dice che anche quando ha giocato aveva pochi minuti di ghiaccio e quindi era difficile fare bene.

    • aiuto

      Poi c’è il patrizio ammalato, quindi domani dentro bednar e teniamo il patrizio pronto per il derby!

    • Alessandro Zacchetti

      D’altra parte…chi avrebbe dovuto stare fuori al posto di Bednar? Sinceramente i quattro erano intoccabili, e lo sono ancora, nonostante un Heikkinen al 70% delle sue possibilità.

      • Press

        Decisioni durissime quelle di un allenatore..l’avevo detto che uno come Bednar non accettava di essere messo daparte!! Auguri…

        • Alessandro Zacchetti

          D’altra parte il rendimento anche prima dell’infortunio è lì da vedere…a meno che domani faccia vedere ciò di cui è capace, e sarei io il primo felice di rivedere un Bednar ai livelli che gli competono.