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Ambrì Piotta

Lhotak si sblocca e l’Ambrì vince, ma restano evidenti i problemi

AMBRÌ – BIENNE

3-2

(0-1, 1-0, 1-1; 1-0)

Reti: 8’20 Schmutz 0-1, 32’19 Lauper (Berthon), 46’14 Lhotak (Kamber, Ngoy) 2-1, 57’06 Pouliot (Earl) 2-2, 62’30 Pesonen (Mäenpää, Hall)

Note: Valascia, 3’658 spettatori. Arbitri Koch, Stricker; Gurtner, Küng
Penalità: Ambrì 1×2′, Bienne 1×2′

AMBRÌ – L’Ambrì Piotta prende ossigeno, incamera due punti e fa registrare la seconda vittoria nelle ultime tre partite, ma è ancora lontano anni luce dal convincere. La squadra di Kossmann continua infatti a ripetere sistematicamente gli stessi identici errori che si trascina oramai da mesi, con uscite dal terzo mal organizzate, errori individuali imperdonabili ed una generale organizzazione di squadra che ancora non ha i necessari automatismi. Il tempo passa, i problemi restano.

Sarebbe però ingiusto evidenziare solamente i punti negativi emersi nella serata di venerdì – la più negativa della stagione in termini di pubblico alla Valascia, solo 3’658 spettatori – perchè i leventinesi hanno anche portato alcuni fattori positivi sul ghiaccio. Non si può infatti mettere in discussione la volontà della squadra, che sin dall’inizio ha dimostrato di voler provare a creare e a fare il gioco, riuscendoci in particolar modo nel periodo centrale.

Proprio in questo senso l’Ambrì non ha probabilmente raccolto abbastanza per quanto seminato, con alcune fasi interessanti di pressione nel terzo del Bienne che troppo spesso non si sono concluse con almeno un tiro verso la porta protetta da Hiller, sicuramente non irresistibile se sollecitato con regolarità.

Il gioco dei biancoblù è poi una classica lama a doppio taglio, con dei grandi sforzi di squadra che spesso e volentieri si trasformano in “schiaffi” al morale a causa del puntuale errore individuale o di posizione che è sempre dietro l’angolo, e che in un secondo rischia di vanificare tutto quanto costruito con sudore in precedenza.

Di campanelli d’allarme ne sono suonati parecchi anche venerdì sera – probabilmente a questo punto però non basterebbe nemmeno una sirena della Protezione Civile – perchè il gol a 3 minuti dal termine di Pouliot che ha mandato la partita all’overtime è una rete vista e rivista nel corso della stagione. L’ex friborghese ha infatti sfruttato un malinteso tra Zgraggen e Mäenpää, ed ha potuto insaccare senza alcun disturbo il 2-2 dallo slot, proprio dalla stessa identica posizione in cui tanti suoi “colleghi” avevano già fatto centro in passato.

A “rinfrescare la memoria” dei biancoblù ci aveva pensato Rossi già nel primo tempo, quando non era riuscito a superare Zurkirchen ritrovandosi nella medesima situazione, ma nel sistema difensivo biancoblù è evidente che qualcosa non funziona, nemmeno con l’arrivo di Tsygurov.

Il punteggio si è però sbloccato grazie ad un regalo di Ngoy, che non è riuscito a controllare un passaggio di Monnet ed ha regalato a Schmutz l’opportunità di involarsi solo contro Zurkirchen, che in quell’occasione nulla ha potuto.

I biancoblù non si son persi d’animo e, trascinati in particolar modo da un Emmerton ancora sugli scudi, nel periodo centrale hanno continuato a provarci, venendo infine premiati dal pareggio firmato da Lauper, finalmente tornato a segnare dopo un digiuno durato addirittura 20 partite.

Chi soffriva più di tutti la propria assenza dal tabellino era però Lukas Lhotak, che finalmente venerdì ha trovato il modo di segnare la sua prima rete stagionale, fulminando Hiller a tu-per-tu dopo una bella apertura di Kamber. Il ceco ha alzato lo sguardo al cielo, liberato da quella che stava diventando una vera e propria ossessione, e magari riuscirà ora a giocare con la mente più libera e a ritrovare le giuste sensazioni. Sarà anche scivolato in quarta linea, ma il numero 11 doveva essere – e rimane – una pedina fondamentale su cui costruire questa squadra.

Ad ogni modo, Ambrì ricompensato con due reti per i propri sforzi, ma troppo confuso e mal organizzato per sperare di riuscire a chiudersi e difendere il vantaggio per quasi 15 minuti. Ed infatti le occasioni per il Bienne – che non ha certo fatto stravedere – non sono mancate, in particolare con l’ex Pedretti che è riuscito a portarsi anche lui tutto solo davanti a Zurkirchen, occasione questa che si aggiunge al palo pieno colpito da Haas in entrata di terzo periodo.

In una partita estremamente corretta – solamente una penalità durante i 60 minuti, rimediata da Hall – è poi risultata fatale un’irregolarità di Rajala, che ha permesso all’Ambrì di giostrare in powerplay durante l’overtime, opportunità immediatamente sfruttata da Pesonen.

L’Ambrì Piotta porta dunque a casa da questa partita due punti ed il fatto di aver dimostrato di avere tutta la volontà possibile di fare bene, ma conferma anche di non aver ancora fatto nessun passo avanti a livello di squadra e di sistema di gioco. Con 27 partite alle spalle, c’è però da temere che alcune lacune siano oramai destinate a rimanere tali per tutta la stagione…

fattore2STAVOLTA BASTA UN POWERPLAY: Ambrì Piotta e Bienne si sono rese protagoniste di una partita dai contenuti tecnici decisamente modesti, ed arrivati all’overtime entrambe le formazioni avevano le loro motivazioni per reclamare il punto aggiuntivo in palio.

Durante tutta la sfida i biancoblù non avevano avuto l’opportunità di giocare in powerplay, ma un fallo di Rajala a 3-contro-3 ha spianato la strada verso la vittoria ai biancoblù. Pesonen ha insaccato il suo settimo gol stagionale, risolvendo una sfida che praticamente per tutto il suo svolgimento era in attesa di un episodio simile per potersi decidere.

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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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