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Interviste

Lhotak: “Ai Rockets ho potuto giocare senza pensieri, lavoro per avere più spazio ad Ambrì”

L’attaccante ceco è stato girato ai Rockets per riguadagnare fiducia: “Era successo anche a Fazzini lo scorso anno, ho subito accettato la proposta. Preferisco giocare tanto a Biasca che fare il 13esimo ad Ambrì”

BIASCA – I Ticino Rockets si sono fatti grande onore sabato sera, affrontando con lo spirito giusto un Ginevra Servette che contro la squadra cadetta ha incontrato le sue difficoltà ad imporsi, tanto da dover ricorrere all’overtime.

Tra le maglie rossoblù c’è stato per la seconda volta Lukas Lhotak, autore di due gol e un assist nel weekend passato agli ordini di Cadieux, periodo che per lui aveva l’obiettivo di aiutarlo a riguadagnare una fiducia persa per strada alla Valascia.

“Peccato non essere riusciti a vincere contro il Servette – ha commentato il ceco – essendo una partita di Coppa Svizzera perdere all’overtime ci lascia con un pugno di mosche. Nel supplementare è effettivamente uscita la differenza di categoria delle due squadre, ma noi abbiamo affrontato la sfida con lo spirito giusto e meritavamo di più, specialmente nel secondo tempo”.

Lukas Lhotak, come valuti questa tua prima esperienza con i Ticino Rockets?
“Sono venuto a Biasca con l’obiettivo di riprendere un po’ di fiducia. Venerdì ho giocato 22 minuti, ed anche sabato ho avuto tantissimo ghiaccio… Queste due partite mi hanno ricordato che posso giocare tranquillo e fare bene, e per questo sono contento. Nelle ultime uscite ad Ambrì le cose non sono andate come volevo, ero sempre il 13esimo attaccante oppure mi ritrovavo in quarta linea… Mi sono ritrovato a pensare troppo di dover assolutamente segnare, e questo mi bloccava. Con i Rockets ho invece visto che posso giocare senza mille pensieri, lavorando sempre duro ma senza inutili preoccupazioni”.

Qui hai trovato un nuovo allenatore, Jan Cadieux…
“Sì, ed è davvero un bravo coach. Mi ha spiegato il sistema che usa la squadra ed anche lui mi ha detto di non pensare troppo a quello che faccio… Mi ha assicurato tanto ghiaccio e dato praticamente carta bianca, per mettermi davvero a mio agio. Alla fine sono riuscito a ripagarlo con due gol e un assist, questo mi fa piacere”.

Come avevi preso la decisione dell’Ambrì Piotta di girarti ai Rockets?
“Dopo la partita contro il Berna, Luca Cereda e Paolo Duca mi hanno convocato dicendomi di avermi visto con il morale un po’ basso, e mi hanno proposto di giocare un paio di partite a Biasca per ritrovare me stesso, come ha fatto ad esempio Fazzini lo scorso anno. La mia risposta è stata subito positiva, voglio tanto ghiaccio e preferisco giocare molto con i Rockets piuttosto che finire 13esimo con l’Ambrì. Ho dunque accettato volentieri la proposta, anche perché questa non è assolutamente una punizione dopo che ho avuto un inizio di campionato difficoltoso. Per ora sono contento di come è andata, lunedì tornerò ad Ambrì e vedremo cosa succede”.

Da dove nascono le difficoltà? Tutti conosciamo le tue capacità, ma mentalmente sembri avere spesso un blocco…
“È vero, e non so perché succede. Forse inizio a pensare troppo al futuro già ad inizio campionato, ma è una sensazione difficile da spiegare. Era successo anche lo scorso anno, quando ero riuscito a segnare il primo gol solo dopo 20 partite… Poi mi ero ripreso con un bel mese di dicembre, ma il momento non era durato con il nuovo anno. Devo solamente concentrarmi e lavorare ogni giorno… Ora vedremo se l’Ambrì mi darà la possibilità di avere un po’ più di spazio, ma comunque continuerò ad insistere e spero possa arrivare presto un momento positivo. Quando si riesce ad ottenere qualche punto e qualche vittoria, le cose possono cambiare velocemente… Solitamente se si riesce a segnare, poi automaticamente altri gol arrivano”.

Il tuo contratto è inoltre in scadenza. Un fattore a cui pensare da un lato, ma dall’altro è meglio non farlo…
“È facile dire di non pensarci, ma oramai è normale che il contratto sia un po’ nei miei pensieri. Anche gli allenatori mi hanno detto però di non focalizzarmi su questo, devo rimboccarmi le maniche e poi vedremo quale sarà il risultato”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all’Università della Svizzera italiana.

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