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Ambrì Piotta

Lerg: “La Spengler una chance imperdibile, ad Ambrì mi piace ciò che si sta costruendo”

Il biancoblù non guarda troppo al suo futuro: “Ad Ambrì sono felice ed è bello vedere come il lavoro porti a risultati. Non sono alla Spengler per mettermi in mostra sul mercato, in Ticino mi trovo benissimo”

DAVOS – Dopo un inizio di avventura in biancoblù complicato a causa di alcuni infortuni che lo hanno tenuto out sostanzialmente sino ad inizio novembre, Bryan Lerg sta con il tempo ritrovando la forma migliore, ed in questo senso la partecipazione alla Coppa Spengler con gli Ice Tigers di Norimberga potrebbe aiutare lo statunitense a mettere ulteriore ritmo nelle gambe.

“L’atmosfera qui è davvero eccitante, è bello ricevere così tanto sostegno da parte di tutti i fans alla pista e lo show alla Coppa Spengler è davvero incredibile”, debutta il raggiante biancoblù. “Nella giornata di giovedì mi hanno inoltre raggiunto i miei genitori e sarà bello esplorare con loro quello che Davos ha da offrire… Il panorama è bellissimo”.

Bryan Lerg, da dove è nata l’idea della tua partecipazione alla Spengler?
“Da parte mia c’era il desiderio di partecipare per vivere in prima persona l’esperienza di questo torneo… Mi è sempre stato detto che se avessi avuto l’opportunità di prendere parte alla Coppa Spengler, avrei assolutamente dovuto coglierla. È inoltre una bella occasione per la mia famiglia, la settimana della Spengler è uno dei momenti imperdibili dell’anno se si gioca in Europa e dunque sono felice di essere stato accolto dagli Ice Tigers”.

La squadra è formata quasi per metà da canadesi e statunitensi, integrarsi non deve essere stato un problema…
“Assolutamente, mi sono ambientato subito. Tutti in spogliatoio parlano inglese e questo sicuramente aiuta parecchio, ed inoltre ho trovato tanti bravi ragazzi con cui è molto facile instaurare subito un rapporto. Mi hanno accolto bene e anche grazie a loro sono felice di essere qui”.

La prossima partita, venerdì sera, sarà contro il Team Canada…
“Giocare contro di loro sarà divertente, ed anche se siamo alla Spengler questa per me è una rivalità e non posso negare di sentirla. Crescendo ho vestito la maglia degli Stati Uniti in diverse occasioni e il dare battaglia ai canadesi è qualcosa che ti rimane nel sangue… Sarà sicuramente bello fare parte di quel match”.

Con l’Ambrì invece le cose stanno andando bene… Sei soddisfatto del tuo campionato sin qui?
“Non si può mai essere soddisfatti. Il mio obiettivo sinora è stato quello di fare bene le piccole cose che aiutano la squadra a vincere, ed in questa categoria fanno parte anche elementi come giocare in boxplay oppure bloccare dei tiri… Logicamente anch’io vorrei segnare in ogni partita, ma l’Ambrì gioca in una certa maniera e dobbiamo essere una squadra che lavora tantissimo, perché le nostre vittorie arrivano così. Non saremo mai una squadra che va in gol dopo aver scartato tutti gli avversari, ma stiamo giocando nella giusta maniera ed è per questo che ultimamente stiamo avendo successo. Abbiamo ottenuto alcune vittorie sporche come vuole il nostro coach, Cereda non ha bisogno di vedere delle giocate di fino ma è solo il duro lavoro che conta”.

© Berend Stettler

Tanti giocatori vedono la Spengler come l’occasione di mettersi in mostra… È il tuo caso, oppure hai già un’idea delle intenzioni dell’Ambrì in merito all’opzione nel tuo contratto?
“Non so cosa succederà con l’Ambrì, ci stiamo concentrando solo sul ghiaccio e ultimamente non ne abbiamo parlato. Ad ogni modo ogni volta che scendo in pista cerco di dimostrare cosa sono in grado di fare, sia che si tratti del campionato oppure della Coppa Spengler. Tutte le partite sono importanti perché vengono osservate da tante persone, dunque non sono venuto a Davos con la speranza che le mie prestazioni abbiano riflesso sul mercato. Ad Ambrì ora sono felice e voglio che la squadra continui ad avere successo, poi si vedrà”.

Resteresti dunque volentieri?
“Certo. Ad Ambrì mi trovo benissimo e il Ticino è una stupenda regione, mi piace molto giocare e vivere lì. Inoltre apprezzo molto quello che il club sta costruendo, è iniziata una sorta di rebuild ma in questa stagione è bello vedere come i vari sforzi stiano portando a dei risultati… Tutto questo si riflette nel modo in cui la nostra squadra sta giocando, e sono arrivati dei frutti. Voglio dire, siamo quarti, ed anche se la classifica è cortissima questo ha comunque un significato. Siamo però ben lungi dall’essere soddisfatti, il nostro allenatore ha fatto sinora un ottimo lavoro nel tenere l’euforia di tutti al giusto livello. Vogliamo continuare così”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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