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Ambrì Piotta

Lerg: “Fare bene in NLA nel ruolo di centro per me è una sfida, ho tanto da imparare”

Lo statunitense è rientrato dall’infortunio: “Finalmente posso tornare a tempo pieno con la squadra, ora sarà importante trovare intesa e il ritmo partita. Voglio essere un leader dando l’esempio e parlando nei momenti giusti”

BELLINZONA – L’inizio di avventura in biancoblù per lo statunitense Bryan Lerg non è stato dei più semplici. Arrivato in una nuova realtà e confrontato con la sfida di tornare a giocare al centro in una lega che deve imparare a conoscere, l’attaccante è tornato in pista venerdì sera dopo uno stop di quasi un mese.

“È stato davvero bello poter finalmente scendere sul ghiaccio – ci ha spiegato Lergè sempre dura quando si è costretti a guardare i propri compagni dalla tribuna. Era importante per me tornare a vivere il contesto di una partita ed iniziare a far andare le gambe”.

Bryan Lerg, con i tuoi compagni ci sono ancora diversi aspetti su cui dovete lavorare…
“Penso che venerdì nel primo e terzo tempo siamo riusciti a tratti ad applicare il nostro gioco, mentre nel periodo centrale ci siamo messi nei guai con qualche penalità e siamo caduti nel tranello di allontanarci dal sistema. Indubbiamente la partita contro il Bienne rappresenta una lezione per la nostra squadra, ma da qui possiamo progredire”.

Questa era solamente la tua seconda partita, sarà importante per te iniziare a sviluppare la giusta intesa con i compagni…
“Assolutamente, è fondamentale. Sinora, considerando quanto successo in agosto, le cose sono andate bene con il gruppo, ma ora devo trovare il ritmo partita. Quando si è infortunati si passano dei momenti lavorando per conto proprio, e questo non è mai bello soprattutto quando si arriva in una nuova realtà. Ora però posso finalmente vivere appieno il percorso della squadra e sono eccitato pensando alle prossime settimane che ci porteranno al debutto in campionato”.

Sei noto per essere un leader, come ti comporti quando arrivi in un nuovo spogliatoio?
“Inizialmente mi piace osservare quello che succede e capire le dinamiche del gruppo. Nelle ultime settimane ho imparato parecchio sulla squadra, ma sono un giocatore che parla solo quando è il momento di farlo… Essere un leader non significa parlare spesso, ma tutto parte dall’essere un esempio quando si va sul ghiaccio. Bisogna dire le cose giuste nei momenti significativi, perchè se si parla continuamente con il passare del tempo si finisce per non essere ascoltati”.

Come sono le sensazioni nel tornare a giocare al centro?
“Non sto incontrando problemi. Molto spesso nella mia carriera mi sono ritrovato a dover cambiare posizione da una partita all’altra, senza sapere dove avrei giocato sino a poche ore dal match. Tanti coach nel corso degli anni mi hanno chiesto questa versatilità, dunque non ho problemi se il mio compito è quello di essere un centro a tempo pieno… Anzi, questo è il ruolo che mi piace di più”.

È difficile arrivare in una nuova lega, dove non si conoscono ancora i centri avversari?
“Sicuramente non è semplice, ci vorrà un po’ per adeguarsi. È importante sapere chi ci si trova di fronte all’ingaggio e quali sono le tendenze degli avversari, ed in questo senso non nascondo che ad oggi non conosco decisamente abbastanza sugli altri centri della lega. Nel corso delle prossime settimane lavorerò per imparare il più possibile, tenendo in considerazione anche alcune nuove regole che cambiano un po’ le dinamiche dei faceoff. Per me tutto questo è una sfida, ho tanto da imparare se voglio fare bene”.

Come sta andando invece l’adattamento lontano dal ghiaccio?
“Tutto è stupendo, la Svizzera è un paese bellissimo. La regione in cui viviamo è davvero bella, e nei giorni liberi ho potuto davvero godermi quello che ha da offrire il Ticino. Sinora mi ha inoltre colpito il sostegno dei nostri tifosi, che sono sempre presenti nonostante quelle che giochiamo siano solo partite di preparazione. Sono stato colpito dalla storia e dalle tradizioni che ci sono in questo club, nelle ultime settimane mi sono divertito molto nell’imparare cosa significa essere un giocatore dell’Ambrì.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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