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Ambrì Piotta

Lawrence: “Davvero eccitato, i due portieri hanno grande potenziale”

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Michael-Lawrence(© Michael Lawrence)

L’Ambrì Piotta in vista della prossima stagione ha ingaggiato per l’importante ruolo di allenatore dei portieri Michael Lawrence, proprietario della scuola Pro Goaltending e che in passato ha lavorato in NHL, AHL, EHCL e con diversi club europei. In passato – dal 2011 al 2013 – ha anche fatto parte del coaching staff della Nazionale canadese in occasione delle sessioni estive a Calgary che precedevano i campionati del mondo U20.

Nell’ultima stagione è stato invece impegnato con i Las Vegas Wranglers, formazione che milita nella ECHL, dopo aver lavorato nelle otto stagioni precedenti in OHL. Prima del suo arrivo in Svizzera lo abbiamo raggiunto al telefono per scambiare con lui le nostre opinioni.

Michael Lawrence, sarai il nuovo allenatore dei portieri dell’Ambrì Piotta, puoi raccontarci come è nata la trattativa?
“Ho iniziato a parlare con Pelletier alcune settimane fa e le discussioni sono state positive sin dal principio. Siamo entrambi canadesi e mi sono subito trovato a mio agio nell’approfondire il discorso con lui. Sono estremamente eccitato all’idea di raggiungere la squadra e mettermi al lavoro con i portieri”.

Il tuo sarà un lavoro a tempo pieno ad Ambrì?
“Sì, sarò impegnato a tempo pieno. Lavorerò ovviamente con la prima squadra, ma anche con il resto dell’organizzazione e con gli altri giocatori”.

Cosa conosci dei due portieri dell’Ambrì, Sandro Zurkirchen e Michael Flückiger?
“Su di loro ho guardato alcuni video negli ultimi giorni, giusto per iniziare ad essere coinvolto nel mio nuovo lavoro ed arrivare in Svizzera con un’idea di come impostare la preparazione. Dopo che arriverò in Svizzera nella giornata di sabato, sarà importante quello che faremo durante la prima settimana, quando ci conosceremo a vicenda e cercherò di capire chi sono come persone e come imparano. Prima di iniziare veramente a lavorare devi conoscere bene i giocatori, per questo voglio prendermi il tempo necessario con entrambi per capire cosa li motiva e quali sono i loro obiettivi”.

Manca un solo mese all’inizio del campionato, quanto riuscirai a fare in così poco tempo?
“Penso che si possano fare diverse cose. In questi casi bisogna agire in maniera intelligente, senza impazzire. Pelletier mi ha inviato il programma delle prossime settimane ed è molto intenso. Per questo bisognerà impostare il lavoro nella giusta maniera dosando bene la stanchezza, perchè voglio che i due portieri entrino in forma nel momento giusto per iniziare al meglio la stagione. L’obiettivo è di cominciare con il piede giusto e migliorare dei piccoli aspetti nel loro gioco”.

In Svizzera non è sempre così, ma ad Ambrì i due portieri anche quest’anno giocheranno più o meno lo stesso numero di partite… Questo cambia qualcosa nel tuo lavoro?
“Come allenatore dei portieri si tratta di una situazione davvero molto eccitante. Avere due ragazzi che sono in un momento interessante delle loro carriere e che possono potenzialmente giocare ad ogni partita è un grande possibilità, perchè permette di creare delle solide fondamenta in vista del tipo di giocatori che diventeranno in futuro. È esaltante poter lavorare con due ragazzi che hanno un così grande potenziale, il mio compito sarà quello di pensare anche in prospettiva per quello che rappresenteranno per questo club”.

Ti sei già dovuto confrontare con una situazione del genere quando hai lavorato con Michal Neuvirth? Ai Capitals non sempre era chiaro chi tra lui e Holtby fosse il titolare…
“Sì, ed un esempio ancora più fresco lo si può avere guardando la mia ultima stagione a Las Vegas. Se si guarda Mitch O’Keefe e Travis Fullerton, entrambi hanno avuto un’eccellente stagione nonostante non giocassero in una grande squadra. I due portieri hanno giocato talmente bene  che se non fosse stato per loro, la stagione dei Wranglers sarebbe andata malissimo. La cosa che ho imparato da quell’esperienza è che devi avere una buona relazione con i tuoi giocatori, e questa è una delle cose per cui sono conosciuto. Se io credo nei portieri e loro credono in me, da questa relazioine potranno nascere solamente delle cose positive… e quando sei riuscito a costruire questa fiducia sarai in grado di fare cose speciali”.

In Svizzera abbiamo delle piste più grandi rispetto al Nordamerica, fattore che cambia gli angoli per i portieri…
“Sicuramente ci sono delle differenze. Ho allenato nella KHL per due anni, dunque ho esperienza anche a livello internazionale e sono abituato alle piste europee. Questo influisce anche sull’approccio mentale del portieri: se le piste sono più piccole si ricevono più tiri, ed inoltre l’appoccio nordamericano consiste spesso nel tirare più puck possibili verso la porta. In Europa invece le cose sono un po’ diverse, un portiere riceve meno tiri ma più pericolosi… Capiterà di ricevere solamente una ventina di tiri, ma 11 di questi potrebbero essere concrete occasioni da gol. Dal punto di vista mentale è dunque necessario un lavoro particolare, così da essere sempre concentrati per tutta la partita”.

Quest’anno il terzo difensivo sarà di 1.5 metri più grande… Per un portiere cambierà qualcosa dato che si dovrà guardare un po’ più lontano del solito?
“Sì, credo che qualcosa cambierà. Ci sarà però un periodo di adattamento e di apprendimento per tutti, dunque è difficile dire ora che impatto avrà questo cambiamento. È la stessa cosa che è successa nella NHL quando hanno introdotto il ‘trapezio’ dietro la porta… Per un certo periodo per i portieri era strano non poter andare a toccare il disco in certe zone della pista”.

Con Progoaltending lavori a stretto contatto con i preparatori atletici… Come organizzerai il lavoro con Dino Lauber?
“Lui sarà sicuramente la persona a cui mi affiderò, anche per quel che concernerà le sue opinioni. Il nostro sarà un lavoro che andrà fatto in coppia, lui avrà le sue idee e le sue basi su cui costruisce il lavoro con i giocatori ed io sono sempre disposto ad imparare. Sono sicuro che ogni professionista nel nostro lavoro debba sempre imparare dagli altri, dunque spero che riusciremo a collaborare al meglio per permettere ai nostri portieri di essere nella miglior forma possibile ed evitare gli infortuni”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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