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Ambrì Piotta

Lavoro e mercato, l’Ambrì di Cereda guarda avanti: “Non vogliamo crepe nelle nostre basi”

Il coach: “Il più grande errore sarebbe credersi una squadra di una categoria che non ci appartiene. Mi preoccupa il portiere, meno l’attaccante straniero. Inutile però girarci attorno, sostituire Kubalik è impossibile”

CASTIONE – L’estate non è ancora entrata nel vivo, ma per chi è al lavoro per preparare la prossima stagione i giorni passano velocemente, tant’è che da quella Gara 5 a Bienne il coach dell’Ambrì Piotta, Luca Cereda, una vera vacanza non se l’è ancora concessa.

Al termine delle scuole l’allenatore di Sementina qualche giorno di relax se lo potrà godere, ma con ancora due tasselli importanti che mancano nel puzzle della sua squadra – l’attaccante straniero ed il portiere che sostituirà per alcuni mesi Conz – c’è il rischio di intercalare i tuffi in piscina a telefonate ed email.

“Ad oggi è la posizione del portiere che mi preoccupa di piùha confidato Ceredaanche se il fatto di avere in rosa un elemento come Manzato in parte ci tranquillizza… Sappiamo che può giocare e fornire delle buone prestazioni, ma se consideriamo che sino alla pausa di novembre ci saranno in calendario 32 partite (comprese cinque amichevoli) è chiaro che non potrà giocarle tutte. Riuscire a trovare qualcuno che sappia dargli un supporto è importante, mentre considero lo straniero mancante una sorta di ciliegina sulla torta”.

La pista svizzera in questo senso diventa più complicata ogni giorno che passa e, nonostante i biancoblù non abbiano perso le speranze di trovare una soluzione “nostrana”, l’opzione straniera è per una semplice ragione di numeri quella che presenta maggiori opportunità. A spalleggiare Manzato non sarà comunque Hughes, che giocherà a Langenthal, e nemmeno l’opzione Marco Mathis viene vista come valida considerata la storia di infortuni che hanno frenato negli ultimi anni il giocatore.

Per quanto concerne invece l’attaccante d’importazione, già sin d’ora considerare il futuro ingaggio come un sostituto di Dominik Kubalik ha ben poco senso. “Tutti inevitabilmente faranno questo confronto. È inutile girarci attorno, è chiaro che un giovane affamato come lui capace di diventare il top scorer della lega non lo troveremo. Stiamo cercando lo straniero che fa al caso nostro, ma Kubalik non può essere rimpiazzato”.

La principale sfida l’Ambrì Piotta se la ritroverà però in casa, ed è quella rappresentata dal dare stabilità all’importante base posta negli ultimi due anni, senza farsi sedurre dai tranelli del quinto posto conquistato la scorsa primavera.

“Sarebbe il nostro errore più grande”, ha commentato Cereda. “Non possiamo credere di essere una squadra di una categoria a cui non apparteniamo. Intendiamoci, noi partiamo per vincere ogni partita e lotteremo tutte le sere per farlo, ma dobbiamo anche essere onesti, le probabilità di fare i playout sono molto più grandi di quelle che abbiamo di qualificarci ai playoff. Ai nostri tifosi non vogliamo vendere fumo, vogliamo vendere la verità”.

Il focus principale dei leventinesi rimane dunque sul lavoro, quello quotidiano e che si può controllare in termini di dedizione, spirito di gruppo e pianificazione. “Dobbiamo essere bravi a consolidare la nostra base, non vogliamo escano delle crepe. Arriviamo in un territorio inesplorato, per l’Ambrì non è consueto entrare nella nuova stagione con una positiva alle spalle… Negli ultimi 15 anni è successo forse una volta. Questa è una novità anche per lo staff, visto che nella nostra breve esperienza abbiamo lavorato reduci prima da uno spareggio e poi da una finale dei playout”.

La gestione delle aspettative sarà dunque un tema importante e che dovrà essere gestito, a partire da solito mantra “ricordiamoci da dove veniamo” che non vuole sminuire la realtà dell’Ambrì, ma bensì diventare (di nuovo) un punto di forza. Cereda, d’altronde, ha sempre messo in primo piano il contesto in cui la squadra deve operare.

“Il nostro è un campionato a tre velocità, sono i budget delle squadre che lo dicono. Noi vediamo la NLA come un torneo in cui ci sono dei ‘treni ad alta velocità’, ovvero Berna, ZSC Lions, Zugo e Losanna. C’è poi una fascia di mezzo con Lugano, Bienne, Friborgo, Ginevra e Davos, ed infine arrivano i tre “TILO”, Langnau, Ambrì e Rapperswil, che cercano di tenere il passo”.

Per cercare di sfrecciare sui binari più velocemente di quanto non dica la teoria, l’Ambrì conosce buona parte degli ingredienti necessari, anche se i progressi praticamente esponenziali visti negli ultimi due anni non potranno continuare con un trend tanto spedito, ma tenderanno comprensibilmente a stabilizzarsi nella prossima stagione.

“Sappiamo che i margini di miglioramento complessivi ed individuali ora sono minori. Questo non dovrà essere visto con frustrazione, bisognerà lavorare per consolidare la base per poi cercare di costruirci sopra qualcosa in più. Non faremo alcun cambiamento importante, tra le squadre oramai non ci sono più segreti… Aggiusteremo qualche dettaglio, ma l’intento rimane sempre quello di imporre il nostro gioco”.

L’area che spicca in questo senso è quella degli ingaggi, fase di gioco in cui i biancoblù hanno compiuto dei grandi passi avanti, ma che può e deve ulteriormente progredire. “Guardando le statistiche abbiamo segnato solamente tre volte dopo un ingaggio a cinque contro cinque in tutto il campionato… È troppo poco”.

In termini di costruzione della squadra, dopo aver ridotto il proprio budget di 1,5 milioni sull’arco delle ultime due estati, per Cereda è chiaro che non si possa più diminuire le risorse. Nulla indica però che questo succederà, ed anzi si guarda con una certa ambizione al 2021: “Vogliamo cercare di costruire una squadra che ci permetta di entrare nella Nuova Valascia con un nucleo solido, attorno al quale costruire. I rinnovi a lungo termine di Müller, Zwerger e Dotti sono da vedere in quest’ottica, un po’ sulla falsariga di come operava il Davos nel corso degli anni”.

Una risorsa in più che l’Ambrì Piotta avrà a disposizione nella prossima stagione sarà rappresentata dallo straniero che andrà a rinforzare i Ticino Rockets. In questo senso i leventinesi pensano – per ora ipoteticamente, visto che il giocatore ancora non è stato individuato – di utilizzarlo negli impegni estivi di CHL. Lo straniero inizierebbe così a lavorare nelle prime settimane in biancoblù, toccherebbe poi con mano la realtà dei Rockets in quelle successive e verrebbe infine richiamato per le partite del torneo europeo.

“Dopo questa fase iniziale l’intenzione è quello di lasciarlo ai Rockets”, ha spiegato Cereda. “Uno degli scopi dell’ingaggio sarà quello di aiutare la squadra di Biasca nel lavoro quotidiano… Certo, dovrà portare gol e assist, ma vogliamo che rappresenti una presenza importante anche in allenamento”.

Non si prospetta dunque uno scenario in cui ad Ambrì ci saranno cinque giocatori stranieri a giocarsi i quattro posti disponibili, “questo a meno che non arrivi un giocatore in grado di rubare il posto a qualcuno, come aveva fatto Isacco Dotti un anno fa”. Il profilo ricercato? “Idealmente un giovane che abbia già dimostrato di saper tirare un gruppo, quella è un’età in cui si hanno ancora dei sogni. Un esempio in questo senso potrebbe essere Plastino, che era andato a giocare in Italia per lanciare la sua carriera”.

Gli argomenti in casa leventinese sono dunque parecchi, ed il lavoro per preparare una stagione ricca di impegni è parecchio. Per chi osserva da fuori invece il prossimo appuntamento è il 28 luglio per la tradizionale presentazione al pubblico, mentre il giorno successivo la squadra tornerà sul ghiaccio a Biasca.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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