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L’Ambrì spreca troppo, il Lugano ha la meglio all’overtime
- Pubblicato il: novembre 25, 2012

PARTITA PRESENTATA DA
AMBRÍ – É finito con una vittoria del Lugano il quarto derby stagionale, in cui all’impeto e alla generosità dei biancoblú ha avuto la meglio la concretezza ed il killer instinct dei bianconeri, capaci di stringere i denti nei frangenti di maggior pressione dei padroni di casa ed abili poi nel colpire nei momenti chiavi dell’incontro.
Se al 60esimo si fosse deciso il vincitore “ai punti”, i leventinesi avrebbero probabilmente avuto la meglio, ma nell’overtime Heikkinen ha regalato ai suoi una vittoria che gli uomini di Larry Huras hanno avuto il merito di cercare sino in fondo. Nonostante il game winning goal del finlandese sia arrivato ad un minuto e poco più dagli eventuali rigori, però, il Lugano ha vinto al sua partita nel periodo centrale, quando é riuscito – in una maniera o nell’altra, aiutato anche dalla bravura di Flückiger e da un pizzico di fortuna – ad arginare uno strepitoso Ambrì, subendo solamente la segnatura di Williams e superando così il momento critico con il minore dei danni possibili.
(A. Branca)
La squadra di Pelletier ha infatti spinto in maniera incredibile nel terzo centrale, dopo aver già dato dimostrazione delle proprie armi offensive nei primi 20 minuti di gioco. L’Ambrì ha evidenziato velocità di esecuzione, determinazione ed una buona visione di gioco, portando spesso e volentieri i suoi uomini più pericolosi al tiro da ottima posizione. Anche in power play il disco é girato piuttosto bene nel terzo avversario, ma in questo caso sono state troppe le occasioni gettate al vento che, se sfruttate, avrebbero probabilmente potuto chiudere la partita. Secondo la più classica delle regole dello sport, invece, l’incapacità di dare concretezza alle proprie manovre dell’Ambrí é stata controbilanciata dall’estremo cinismo dei bianconeri che, sostanzialmente nella loro unica vera occasione del terzo, hanno pareggiato i conti con Glen Metropolit.
Come prevedibile e comprensibile i padroni di casa hanno accusato un po’ il colpo, concedendo sin troppe situazioni di superiorità numerica ai cugini, che a furia di provarci hanno alla fine trovato anche il modo di superare per la seconda volta Schaefer. A giustiziare i leventinesi ci ha pensato ancora una volta Glen Metropolit, che per tutto il corso della serata ha rappresentato una delle principali spine nel fianco della difesa locale. Il reparto arretrato dell’Ambrí ha però potuto avvalersi per la prima volta dell’importante apporto di John Gobbi, ritornato alla Valascia dopo parecchi anni passati da avversario e che immediatamente ha saputo fornire un contributo di spessore.
(A. Branca)
Provvisoriamente in pista con il numero 6, Gobbi ha faticato un pochino a macinare gioco nelle prime battute di gara, ma ha via via preso confidenza con i suoi nuovi compagni di squadra ed ha concluso il match giocando tanti minuti, anche durante le situazioni speciali ed altri momenti chiave del match. Per l’Ambrí il suo arrivo rappresenta sicuramente un buon passo avanti nel reparto, che verrà ulteriormente rinforzato nel momento in cui anche Höhener potrà tornare sul ghiaccio.
Negli ultimi scampoli del terzo tempo tutto lasciava comunque presagire ad una vittoria di rapina del Lugano, che ha però dovuto rimandare i festeggiamenti di qualche minuto in seguito alla bella azione personale di Pedretti al 57′. Il giovane biancoblú ha impattato la contesa ottenendo il suo decimo punto della stagione, confermandosi così come una grande rivelazione di questo campionato.
(A. Branca)
L’epilogo ha poi sorriso agli uomini di Larry Huras che, su rebound, hanno trovato come detto con Heikkinen il gol che é valso i due punti ai bianconeri. Il Lugano é così tornato alla vittoria e lo ha fatto finalmente in trasferta, anche se neppure in questo caso i sottocenerini sono riusciti ad ottenerla prima della terza sirena.
L’Ambrì, dal canto suo, ha confermato di essere in continuo miglioramento e sviluppo, peccando di concretezza e forse anche esperienza in certi frangenti, ma facendo dell’esuberanza e dell’entusiasmo una delle principali armi su cui costruire il resto della stagione.
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