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Ambrì Piotta

L’Ambrì si complica la vita, ma è con vittorie così che si cresce

Avanti 3-0 i biancoblù hanno fatto rientrare il Davos, a segno grazie ad un paio di episodi. La squadra però soffre assieme ed ottiene un successo significativo

L’Ambrì si complica la vita, ma è con vittorie così che si cresce

AMBRÌ – DAVOS

4-2

(2-0, 1-1, 1-1)

Reti: 5’15 Zwerger (Kubalik) 1-0, 16’37 Kubalik (Müller) 2-0, 20’38 Hofer 3-0, 37’00 Lindgren (Pestoni) 3-1, 43’27 Lindgren (Heinen, Kundratek) 3-2, 59’22 Novotny (D’Agostini) 4-2

Note: Valascia, 4’160 spettatori. Arbitri Salonen, Dipietro; Duarte, Obwegeser
Penalità: Ambrì 5×2′, Davos 6×2′

AMBRÌ – Il terzo tempo è stato un po’ più teso di quello che l’Ambrì Piotta avrebbe voluto, ma complessivamente il ritorno alla vittoria dei leventinesi non ha fatto una piega. La squadra di Luca Cereda ha infatti superato il Davos legittimando per diversi tratti il vantaggio sull’avversario, salvo far rientrare i grigionesi in seguito a due reti arrivate un po’ dal nulla, ma anche diretta conseguenza di qualche cambio di troppo “a vuoto” dopo aver ipotecato la sfida sul 3-0.

Nella gelida serata di martedì c’è dunque stato spazio per un po’ di tutto, dalla stupenda rete d’apertura di Zwerger ad altre ottenute in maniera più “sporca” come quella di Kubalik – il suo tiro è stato forse deviato da D’Agostini – e di Hofer, episodi a cui ha fatto seguito una doppietta di Lindgren che ha reso il terzo tempo insidioso.

In un periodo in cui l’Ambrì Piotta sta proseguendo in maniera un po’ altalenante a livello di risultati, la partita contro il Davos può però essere vista come un buon passo intermedio per ritornare ad avere la lucidità e la continuità dei momenti migliori. Ne è un esempio il secondo tempo, in alcuni frangenti giocato in maniera dominante, così come la partita di una prima linea che – dopo qualche uscita “non mostruosa” – sembra aver intrapreso la via per ritornare a brillare.

L’aver conquistato il successo dovendo soffrire nell’ultima frazione può inoltre dare una dimensione aggiuntiva ai tre punti, che se ottenuti in maniera lineare non avrebbero probabilmente dato alla squadra quella scarica di adrenalina che invece si è percepita alla terza sirena e nei corridoi degli spogliatoi. “Il miglior team building è la vittoria”, è solito commentare Luca Cereda, ma la vittoria che unisce di più è quella sofferta ed ottenuta lottando, rimediando magari qualche “blu” per quel blocked shot in più che ha fatto la differenza.

Proprio per questo, nella vittoria va sottolineato come l’Ambrì abbia stretto i denti per evitare che il Davos rientrasse completamente in partita, piuttosto che soffermarsi su un paio di passaggi a vuoto che hanno sì permesso ai grigionesi di mettere in dubbio il risultato, ma sul piano del gioco e dell’attitudine la squadra di Cereda si è espressa meglio di quanto non possa indicare il risultato finale.

Da questa sfida c’è però sicuramente anche qualcosa da imparare, e se dal punto di vista della gestione dei risultati nel recente passato si erano fatti dei passi avanti, il match di martedì può essere visto come un promemoria di come le cose possano cambiare velocemente.

In questo senso, più che per le due reti concesse – frutto di episodi isolati, e non di una pressione avversaria – l’Ambrì può recriminare per non aver saputo trovare quel gol in più che avrebbe definitivamente chiuso i conti, questo nonostante un powerplay ben giocato ma non sfruttato nel periodo centrale, e due ottime occasioni in apertura di terza frazione.

La serata ad ogni modo resta da vedere sotto un’ottica positiva, per i tre punti conquistati – preziosissimi in una classifica che non aspetta nessuno – ma anche e soprattutto perché sembra poter rappresentare un passo intermedio per ritornare ad avere lucidità e continuità. Elementi che non si può pretendere l’Ambrì non perda ogni tanto per strada, ma che ora è necessario ritrovare un po’ alla volta per arrivare al meglio alla spinta finale delle ultime partite di regular season.


IL PROTAGONISTA

Dominic Zwerger: Autore di una rete davvero stupenda che ha sbloccato il risultato, l’austriaco sta ritornando a macinare gioco e punti, dopo che per alcune partite aveva dovuto “rifiatare” come i suoi compagni di linea.

Dopo il bel gol di Rapperswil, anche contro il Davos non ha lasciato scampo al portiere avversario, stavolta arrivando al suo cospetto con una giocata da applausi. Martedì è tornato a dare un certo dinamismo al suo blocco, e quando è in forma può essere pericoloso a ogni cambio.


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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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