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Ambrì Piotta

L’Ambrì proverà a fare un passo avanti, con più solidità ma dei nodi importanti da sciogliere

Dei buoni arrivi in difesa e l’innesto di Manzato sono la base per una squadra più completa, anche se pesa l’addio di Fora. Da verificare l’impatto di Lerg e Hofer, fondamentali in una top six che per il resto ha molta qualità

L’inizio della stagione 2018/19 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le 12 squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


AMBRÌ PIOTTA

La rosa 2018/19

PORTIERI
Benjamin Conz, Daniel Manzato

DIFENSORI
Lorenz Kienzle, Igor Jelovac, Misha Moor, Samuel Guerra, Nick Plastino (), Christian Pinana, Michel Ngoy, Jannik Fischer

ATTACCANTI
Dario Rohrbach, Johnny Kneubuehler, Marco Müller, Bryan Lerg (), Dominic Zwerger, Noele Trisconi, Elias Bianchi, Diego Kostner, Christian Stucki, Elia Mazzolini, Tommaso Goi, Matt D’Agostini (), Patrick Incir, Dominik Kubalik (8), Fabio Hofer, Adrien Lauper


Dopo aver rispettato tutte le premesse della passata stagione, l’Ambrì Piotta è chiamato al compito più difficile, ovvero quello di confermare i passi avanti fatti nell’ultimo campionato, e se possibile compierne un altro paio nella giusta direzione. Duca e Cereda hanno così cercato di assemblare una rosa – rinnovata per un terzo – che potesse fare leva sui valori su cui si basa la ricostruzione sportiva del club, il tutto operando nei limiti di un budget ridotto di mezzo milione.

Il risultato è una rosa che dovrà palesemente puntare sul carattere ed il duro lavoro piuttosto che sul talento, mantra questo che Cereda ha ripetuto sin dalla sua prima giornata alla guida della squadra. In questo senso la base rappresentata da quanto fatto nell’annata 2017/18 appare solida, e permette all’Ambrì di identificare il suo vero obiettivo, che non deve essere strettamente legato ad una precisa posizione in classifica.

“Puntiamo a raggiungere la salvezza il prima possibile”, si è sempre detto in via ufficiale, ma questo è un concetto che nasconde il vero passo avanti che il club dovrà fare. Lo scorso campionato si era infatti chiuso con un distacco importante sull’ultima in classifica – il Kloten, lasciato a dieci lunghezze – ma anche con un ritardo significativo sulle altre due squadre finite sotto la linea.

La vera missione dell’Ambrì Piotta deve dunque essere quella di ridurre questo gap, in termini numerici ma anche e soprattutto per livello di gioco mostrato sul ghiaccio, così da compiere una reale progressione che possa andare oltre i freddi dati numerici che restituiscono la classifica.

Se così dovrà essere, i leventinesi dovranno partire dalla loro fase difensiva, reparto che è stato ricostruito per la sua metà. A livello di mercato Duca aveva compensato le partenze di Zgraggen, Gautschi e Collenberg con gli ingaggi di Guerra, Fischer e Kienzle, operazione che al netto aveva visto l’Ambrì uscirne piuttosto bene. L’inaspettata partenza di Fora è però stato un brutto colpo, sia a livello puramente sportivo (un difensore svizzero da oltre mezzo punto a partita in Valle non si vede tutti i giorni) che dal punto di vista emotivo e di leadership.

Con un Plastino che sin dall’inizio potrà giocare con fiducia – lo scorso anno ci aveva messo alcuni mesi a mostrare il suo potenziale – ed un Pinana che ha il talento per prendersi sulle spalle maggiori responsabilità, il reparto si presenta comunque con un assetto interessante, bilanciato e composto da otto giocatori tutti con una grandissima motivazione.


ARRIVI
Samuel Guerra (D, ZSC Lions)
Jannik Fischer (D, Losanna)
Lorenz Kienzle (D, Friborgo)
Johnny Kneubuehler (C/RW, Losanna)
Daniel Manzato (G, Lugano)
Dario Rohrbach (LW/RW, Basilea)
Fabio Hofer (C/LW, Linz)
Christopher Smith (C, Hawkesbury Hawks)
Bryan Lerg (LW/C, Rögle)

PARTENZE
Lukas Lhotak (RW/C, Friborgo)
Jesse Zgraggen (D, Zugo)
Franco Collenberg (D, Turgovia)
Fabio Haller (G, Winterthur)
Zaccheo Dotti (D, Ajoie)
Thibaut Monnet (LW/RW, Kloten)
Cory Emmerton (C, Sibir Novosibirsk)
Eliot Berthon (C/W, Ginevra)
Michael Fora (D, Carolina Hurricanes)
Tomi Karhunen (G, Brynäs)
Roman Hrabec (RW/LW, Basilea)
Marc Gautschi (D, ritiro)
Jeff Taffe (C, Slovan Bratislava)
Peter Guggisberg (RW, ?)

STRANIERI
Dominik Kubalik(LW, 8)
Nick Plastino (D, )
Matt D’Agostini (LW/RW )
Bryan Lerg (LW/C, )


Un ruolo fondamentale della progressione in retrovia – lo scorso anno 11esima difesa e nono penalty kill – dovranno giocarlo Conz e Manzato, coppia che fornisce al coach una reale alternativa per ogni partita, con l’obiettivo di trarre il meglio da entrambi. Nella sua prima stagione in biancoblù Conz ha disputato un campionato in linea con le aspettative, con delle fondamenta solide ma senza che il portiere riuscisse mai ad elevare il suo gioco tanto da risultare davvero decisivo (fatta eccezione per la serie contro il Kloten).

L’arrivo di Manzato è molto intrigante perché permetterà a Conz di scaricarsi di quella pressione che deriva dal dover portare una squadra intera sulle proprie spalle, pensiero questo che si sa tende a bloccare il giurassiano. Il reparto dovrebbe dunque beneficiarne parecchio, con il nuovo arrivato a garantire delle solide prestazioni come sempre fatto in bianconero, mentre Conz potrà esprimere un potenziale che dovrebbe tradursi in numeri migliori dello scorso anno, quando era stato il meno brillante della lega per SV% e GAA (tra i portieri con almeno 24 partite giocate).

Le incertezze arrivano dunque quando si guarda al reparto offensivo, soprattutto in termini di profondità. Il talento della squadra di Cereda è infatti confinato in pochi giocatori chiave, che devono giocoforza essere il motore di un gruppo che nella sua bottom six rischia di essere poco produttivo contro la maggior parte degli avversari.

Nella passata stagione le “seconde linee” sono state trascinate da un Kostner in grado di segnare addirittura 12 gol – c’è la possibilità che possa non ripetersi, vista un’altissima percentuale al tiro di oltre il 14% – e in alcune circostanze anche da un bravissimo Müller, che ha poi scalato la gerarchia con l’arrivo di Kubalik e l’accantonamento di Taffe.

La quantità di energia portata in pista sarà dunque fondamentale per essere pericolosi con tutti e quattro i blocchi, ed in questo senso la squadra dovrà ripartire da quanto fatto lo scorso anno, quando aveva scagliato il secondo maggior numero di tiri in tutta la NLA (1669, 33 a partita).


Le vere punte di diamante dell’Ambrì sono naturalmente Kubalik, Zwerger, D’Agostini e – permetteteci di aggiungerlo – Müller, capaci di raggiungere un livello che ad Ambrì non si poteva apprezzare da alcuni anni. Sulle loro capacità di conferma non ci sono particolari dubbi, anche alla luce di un preaseason promettente e che ha visto specialmente MüllerKubalik essere nettamente i due giocatori più “in palla”.

Necessitano invece di confermare la bontà dei loro ingaggi Bryan Lerg e Fabio Hofer, due pedine che saranno fondamentali nello scacchiere di Cereda, con il particolare l’americano che rappresenta un ingranaggio del lineup troppo importante per non funzionare presto a dovere.

Entrambi a secco di reti durante l’estate, a loro si dovrà concedere un periodo di adattamento che potrebbe non essere brevissimo, ma è chiaro che la loro capacità di avere un impatto in NLA è un fattore fondamentale per la stagione dell’Ambrì. Anche nella migliore delle ipotesi, però, i centri sembrano destinati ad essere anche quest’anno un tallone d’Achille dell’Ambrì, in termini di qualità e profondità della rosa.

Cereda è però stato da sempre abituato a lavorare con il materiale a disposizione, ed i risultati ottenuti negli ultimi anni non fanno altro che elogiare il suo operato. Anche quest’anno i biancoblù dovranno così scendere a patti con una rosa che vede pochi elementi di talento – anche se Kubalik, D’Agostini e Zwerger sono tra i migliori del campionato nei loro ruoli – ma che ha il potenziale di fare bene se saprà unirsi e trovare solidità.

La retroguardia, con alcuni innesti mirati e l’arrivo di Manzato, sembra più attrezzata rispetto a concorrenti come Rapperswil e Langnau, mentre in avanti ci vorrà un costante sforzo corale a supporto degli attaccanti più dotati, che mostreranno la via ma non sempre potranno dominare il tabellino.

L’Ambrì è però una squadra che basa le sue motivazioni sulle sfide davanti a sé, sia a livello collettivo che individuale, e scorrendo la rosa ci si accorge come non ci sia un singolo giocatore senza qualcosa da dimostrare.

Sarà una stagione in cui nulla dovrà essere dato per scontato, ma se il messaggio di Cereda continuerà a passare e se alcuni elementi fondamentali non tradiranno le aspettative, ci sono le premesse per iniziare a scrivere il secondo capitolo della ricostruzione sportiva del club.


MIGLIOR INNESTO

Daniel Manzato: Individuare come miglior innesto un portiere che potrebbe giocare meno del suo compagno di reparto può non essere la scelta più ovvia, ma l’arrivo in biancoblù di Manzato avvia una dinamica che non è da sottovalutare. Il suo ingaggio permetterà a Conz di lavorare nel contesto che preferisce, ovvero quello in cui può dividere fatiche e responsabilità, trovando la miglior versione di se stesso. Unita alla solidità dello stesso Manzato, l’Ambrì dovrebbe migliorare di riflesso in tutta la sua struttura.

ADDIO DOLOROSO

Michael Fora: L’addio del capitano ha rappresentato un vero colpo al cuore per l’Ambrì Piotta, che ha però provato anche un grandissimo orgoglio nel vedere il ragazzo ticinese rincorrere il sogno di giocare nella miglior lega al mondo. La sua partenza ha impedito alla difesa biancoblù di essere chiaramente migliore rispetto a quella vista nel passato campionato, ma anche senza Fora il reparto arretrato biancoblù si presenta attrezzato per contrastare le dirette concorrenti.

FATTORE X

Bryan Lerg: Il ruolo di primo centro è fondamentale per l’Ambri Piotta, e dalle prestazioni dell’americano tanto dipenderà la stagione dei leventinesi. Lungi dal voler caricare troppa pressione sulle sue spalle, ma lì in mezzo i biancoblù hanno qualità e quantità limitata ed avere un primo centro di buon livello è un requisito base su cui costruire tutto il resto. In estate ha potuto mostrare poco del suo repertorio, e l’impressione è che per vederlo al meglio si dovranno attendere almeno alcune settimane.


La classifica di HSHS

1. ZSC LIONS
2. BERNA
3. LUGANO
4. ZUGO
5. BIENNE
6. LOSANNA
7. FRIBORGO GOTTERON
8. DAVOS
9. GINEVRA SERVETTE
10. AMBRÌ PIOTTA
11. LANGNAU TIGERS
12. RAPPERSWIL

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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