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Ambrì Piotta

L’Ambrì prova a mandare un segnale, ma il Friborgo resta superiore

AMBRÌ – FRIBORGO

1-6

(1-2, 0-1, 0-3)

Reti: 9’31 Cervenka (Sprunger, Abplanalp) 0-1, 11’25 Sprunger (Glauser, Cervenka) 0-2, 11’50 D’Agostini 1-2, 35’05 Neukom (Chiquet, Picard) 1-3, 45’15 Mauldin (Stalder, Schilt) 1-4, 49’37 Cervenka (Birner, Leeger) 1-5, 54’10 Vauclair (Rivera, Stalder) 1-6

Note: Valascia, 3’705 spettatori. Arbitri Koch, Wehrli; Castelli, Küng
Penalità: Ambrì 10×2′ + 1×5′ + 1xpp (Lauper), Friborgo 9×2′ + 1×10′ (Neukom)

AMBRÌ – Il risultato è stato ancora lo stesso, una sconfitta dalle proporzioni scomode, ma questa volta per l’Ambrì Piotta la disfatta ha avuto una genesi diversa. Nella prima parte di gara i biancoblù hanno dimostrato di essere ancora vivi, e di voler cercare una reazione con l’unica arma a disposizione per provare a battere un Friborgo tecnicamente su un altro pianeta, ovvero quella della carica agonistica e dello spirito battagliero.

La grande volontà degli uomini di Dwyer ha prodotto un primo tempo nettamente favorevole ai leventinesi, capaci di scagliare 16 tiri contro Conz e di mettere in condizione Descloux di fronteggiarne solo quattro, costruendosi anche il diritto di giocare in tre occasioni powerplay. È però proprio in questo frangente che sono emersi tutti i limiti dell’Ambrì Piotta, incapace di convertire in gol le tante occasioni create, venendo tradito da un powerplay che stavolta poteva e doveva essere decisivo.

Nella prima sfida i burgundi avevano saputo fare loro il match sostanzialmente grazie a quanto generato in superiorità numerica nelle battute iniziali ma, ritrovatosi nella stessa circostanza, l’Ambrì non ha saputo fare altrettanto, e le velleità dei ticinesi sono state rimandate al mittente da Cervenka e Sprunger, letali non appena si consente loro di andare al tiro da buona posizione. Ma questa non è una novità.

A quelle due reti i biancoblù avevano però reagito bene, complice anche la risposta già dopo 25 secondi di Matt D’Agostini, autore di un bel tiro che ha fulminato Conz. L’ex bianconero sta vivendo un buon periodo di forma, ma in queste due partite gli si è concesso forse troppo credito, visto che dopo una regular season disastrosa riuscire a trovare il modo di eludere la sua guardia non dovrebbe essere impossibile.

Sul fronte leventinese invece il capitolo portieri rischia di farsi particolarmente spinoso, con Descloux che ha concesso due gol sui primi quattro tiri, ed in generale non è stato autore di una partita eccezionale.

Il giovane del Ginevra ad una decina di minuti dal termine è poi stato toccato duro in occasione di un’interferenza e, nonostante abbia continuato a giocare (Zurkirchen lo ha sostituito al 54’11), potrebbe aver rimediato un infortunio piuttosto serio. Se ne saprà presto di più, ma ora è probabilmente arrivato il momento di affidarsi con decisione a Zurkirchen, senza mettere in discussione la sua posizione di titolare.

Le premesse dopo la prima frazione erano comunque buone, forse non per riuscire ad imporsi, ma per condurre in porto una partita capace di dare perlomeno dei segnali incoraggianti in vista di uno spareggio che – siamo onesti – l’Ambrì Piotta dovrà giocare.

E la differenza a quel punto dovranno farla la testa e le emozioni… Proprio quelle emozioni che finalmente sono tornate a far vibrare una Valascia che, grazie ad una trentina di minuti giocati su buon livello e a delle decisioni arbitrali discutibili, è tornata a vantare per alcuni istanti un clima infuocato. In questo senso nell’immediato futuro il sostegno del pubblico non sarà da sottovalutare, questa squadra ha bisogno della spinta dei sui tifosi per riuscire a dare il meglio, e ne ha bisogno forse più di quanto si possa immaginare.

Tutto si è però spento al 35’05, quando Neukom ha approfittato di una difesa locale estremamente statica per infilare un 3-1 che alla squadra di Dwyer ha fatto molto male, e che ha nuovamente fatto sgretolare quella convinzione nei propri mezzi che aveva permesso all’Ambrì di scendere inizialmente in pista con altro piglio.

Qualche occasione per rientrare c’è ancora stata, ma il treno oramai era già partito e le sue carte i biancoblù se le erano giocate tutte nella prima mezz’ora, quando un grande pattinaggio e agonismo non sono bastati per compensare la differenza tecnica con i dragoni. Pesa naturalmente come un macigno l’incapacità di avere un certo killer instinct in powerplay, ma i giocatori ad avere le polveri bagnate oramai sono troppi e la mancanza di un vero leader inizia a farsi sentire.

Il terzo tempo è poi stato estremamente severo, con il Gotteron capace di segnare altre tre volte e di infliggere un 6-1 pesantissimo ad un Ambrì che ha avuto il merito di provarci, ma che mentalmente dovrà ora essere bravo a processare il fatto di essere semplicemente molto più debole del suo avversario, e dovrà farlo senza abbattersi troppo.

La frustrazione è palpabile e comprensibile a fine partita, sin dalla decisione di non permettere ad alcun giocatore di rilasciare dichiarazioni. Effettivamente il tempo delle parole è finito, ma solamente i giocatori hanno la facoltà di portare alla salvezza questo Ambrì Piotta, indipendentemente da chi ci sarà in panchina nei prossimi giorni.

Gordie Dwyer un click forse lo ha fatto, e giovedì ha diretto la sua squadra in maniera più aggressiva, appassionata e grintosa, sbraitando ed incitando in panchina come mai dal suo arrivo in valle.

La giusta via da seguire la si è imboccata nella prima mezz’ora, quando l’Ambrì ha capito che per tenere testa al talento del Friborgo non può che rispondere con il giusto livello di grinta e disperazione… Questo contro la squadra di Larry Huras verosimilmente non basterà, ma se si vorrà salvare il posto in NLA la testa, il cuore e le gambe saranno le uniche cose che conteranno. Questo Ambrì Piotta non ha il talento per fare altrimenti, ma se smetterà di lavorare allora sì che saranno guai.

fattore2

IL TALENTO, ANCORA LUI: L’Ambrì lo sa benissimo, affrontare il Friborgo sul suo territorio sarebbe un suicidio, ed allora giovedì i biancoblù l’hanno giustamente messa sullo spirito battagliero, e per la prima metà l’impalcatura ha retto.

La differenza tra biancoblù e burgundi è però troppo grande, e la mancanza di lucidità sotto porta dei leventinesi rende questo gap incolmabile.

Il Friborgo prima o poi finisce per punirti con sniper di classe cristallina come Sprunger e Cervenka, mentre se l’Ambrì non riesce a capitalizzare almeno una parte delle occasioni create – quanto manca un bel gol sporco! – le cose non possono che finire male.

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